Roccia del mio cuore è Dio. 56° viaggio di solidarietà e speranza della Fondazione Santina in Colombia. Domus Effatà per tossicodipendenti a Floriana

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 07.05.2023 – Vik van Brantegem] – Prosegue il racconto del 56° viaggio di solidarietà e speranza di Mons. Luigi (Don Gigi) Ginami, dal 30 aprile all’11 maggio 2023 in Colombia. Ho iniziato il 3 maggio 2023 con il suo Report 56/1. 1.003.605 chilometri [QUI]. Ieri ho proseguito con il suo Report 56/2. Frangelis, in cui scrive del suo incontro nel quartiere Santa Fe con la piccola prostituta Frangelis di solo 22 anni. La parrocchia, in cui è ospitato da Don Giorgio in questi giorni, è a pochi passi di questo quartiere pericoloso e fuori controllo della metropoli. Poi, oggi segue il Report 56/3. L’inaugurazione del dormitorio per tossicodipendenti.

Fondazione Santina. Le fasi della costruzione del dormitorio per tossicodipendenti della Domus Effatà a Floriana in Colombia.

Report 56/3. L’inaugurazione del dormitorio per tossicodipendenti

“Monsignor Luigi, attraverso la presente voglio esprimerle il mio più profondo ringraziamento, riconoscendo il lavoro tanto bello che lei svolge, essendo anche un uomo di Dio, in questi grandi progetti che lei realizza pieni di significato al servizio dei più deboli. Sia sempre benvenuto: questa è casa sua e la sua presenza è sempre gradita. Chiedo al Signore che lei possa continuare questa grande opera di bontà e di generosità che Dio ha ispirato al suo cuore. Con stima Iván Camilo Macías. Silvania, 3 maggio 2023”.

Nel mio zaino blu al rientro in Italia porterò i preziosi biglietti che i ragazzi della Domus Effatà, tutti tossicodipendenti, mi hanno scritto il giorno della inaugurazione del dormitorio che ospiterà molti di loro. In questi giorni prima di dormire li leggo uno per uno e mi fanno tanto bene al cuore: sono un grande incoraggiamento molto più grande di quello che posso ricevere da persone di potere o di prestigio.

Il giorno 3 maggio è una data speciale ed importante per me. Naturalmente i ragazzi non sapevano nulla di ciò, dei miei due anni in Diocesi e al servizio di Fondazione Santina e della Associazione Amici di Santina Zucchinelli Onlus, che conta ormai 200 persone. Ricevere questi auguri da loro lo vedo davvero come un altro puntino da unire nella mia vita.

Tra l’altro, oggi 3 maggio 2023 la piccola Santina in Africa compie un anno e mi giungono dall’Africa qui in Colombia foto bellissime di lei. Oggi è il 3 di maggio e sono felice di essere qui a Silvania. Lo scorso anno avevo celebrato il 3 maggio in Vietnam, inaugurando una rete elettrica nel povero villaggio di Khe Nhao.

La strada che porta a Silvania è bellissima e la natura ti incanta. Domus Effatà sorge in un’area verde incredibilmente bella, passeggio in mezzo a canne di bambù, alberi rigogliosi e belli colori vivaci. Vi sono anche dei pappagalli e poi quello che ti colpisce in questo polmone verde è il profondo silenzio nel quale si inseriscono le “voci” degli animali. La mattina alle 5 e la sera al tramonto, quasi come un orologio della natura il canto degli uccelli ti impressiona… e poi la quiete e la pace nella quale si sprofonda in mezzo al magnifico verde. È proprio il luogo ideale per questi giovani che segnati dalla droga lottano con tutte le loro forze per uscire dalla dipendenza.

A Domus Effatà vi è una cappella con la presenza della Eucaristia, mi raccolgo un momento in preghiera prima di iniziare la Messa e poi scendo per il sentiero ripido, attraverso un ponticello fino a giungere ad uno spazio verde e da lì in mezzo agli alberi lo vedo! Altro che piano superiore come dormitorio: il dormitorio nella testa di Don Giorgio è diventato una casa autonoma. Me ne aveva accennato, ma forse anche per lasciare spazio alla sorpresa non mi aveva detto molto. Mi raggiunge William, uno dei ragazzi drogati ospiti della struttura…. “Gigi ti piace il dormitorio? Punta il dito verso la casetta rossa indipendente il cui tetto emerge dal verde. La mia risposta è aprire la bocca: rimanere a bocca aperta… sarà capitato anche a voi. Le parole scompaiono, per alcuni secondi il pensiero è cancellato dalla meraviglia e nel cuore nasce prima la meraviglia e poi la gioia.

Guardo la costruzione e guardo William in silenzio e poi esplodo in una esclamazione: “Ma che bello che è!!!” e qui i tre punti esclamativi sono necessari. Il giovane si accorge della mia meraviglia e sorride felice, anche il sorriso fa parte della cura. “Non ci posso credere, ma guarda cosa ha fatto Padre Giorgio! È una casa grande, molto più grande di quello che mi immaginavo”. William mi risponde con orgoglio: “Padre sono circa 70mq!”

Incuriosito dalle parole del ragazzo, scendo il sentiero scattando alcune fotografie e davanti al Dormitorio trovo Don Giorgio e la sorella Adriana. Mi accolgono con un grande sorriso… Abbraccio Adriana e Don Giorgio inizia a spiegare: “Sai don Gigi, come ti avevo detto il progetto è cambiato e lo abbiamo un po’ ampliato. Si tratta di alcune stanzette con un bagno comune in completa autonomia”.

E così ci avviciniamo all’entrata dove vi è una bellissima lapide in pietra con il logo di Fondazione Santina e la dedica alla nostra cara Franca Scordo: è stata lei anni fa a farmi conoscere Padre Giorgio e non avrei mai immaginato allora di venire in Colombia ad inaugurare questa bellissima opera.

Adriana mi fa strada e mi spiega: “La cosa bella di questa casa non è solo il suo valore economico, ma forse soprattutto il modo con la quale è stata realizzata: sono stati i ragazzi a costruirla. È stato bellissimo vederli spalare la terra, costruire i muri con i mattoni, fare l’impianto elettrico… e loro sono così orgogliosi di questo. Abbiamo fatto un video delle diverse fasi del lavoro e dopo la messa te lo faremo vedere”. La guardo negli occhi: “Adriana, quello che mi stai dicendo è bellissimo, sono così felice che siano stati proprio loro a realizzare questa opera.

La nuova casa, più che dormitorio la dovremo chiamare così, si compone di due bagni, di un piccolo refettorio, di un salone e di due camere da letto. Potrà ospitare con molta dignità i nuovi tossicodipendenti e garantire loro una indipendenza dalla casa più grande. Visito con molta curiosità e meraviglia le camere e la nuova struttura e nel cuore mi nasce il forte desiderio di passare alcuni giorni con loro: “Padre Jorge questa volta abbiamo un programma troppo intenso per poter fermarmi qui, ma la prossima volta davvero mi vorrei fermare due giorni!” Il padre sorride benevolo e mi dice: “Questa è casa tua e ti puoi fermare qui tutto il tempo che vuoi!”

Rimane il tempo per alcune videochiamate a benefattori come Marcello ed Anna e poi inizia la Messa. E anche qui grandi sorprese per questo 3 maggio 2023. Io immaginavo una cerimonia semplice con i soli ragazzi, invece vi sono addirittura sei preti, alcuni venuti addirittura da Bogotà. Penso che con tante inaugurazioni fatte nel mondo il numero di preti presenti qui, dopo l’inaugurazione del memoriale delle vittime di Acapulco, sia il più grande. Ci salutiamo fraternamente e nel frattempo ci vestiamo con i paramenti sacri.

Altra sorpresa sono i canti: da Bogotà è venuta una ragazza con una bellissima voce, che suona meravigliosamente la chitarra. Tutti gli operatori del centro arrivano con alcuni benefattori, da Panama è venuto anche il Presidente di una fondazione dedicata a Giovanni Paolo II e che collabora con Domus Colombia. Davvero l’atmosfera è delle grandi feste e vi è anche una diretta zoom e Facebook che purtroppo non è ottima visto il luogo isolato.

Questo centro di ricupero per tossicodipendenti si trasforma così in una grande famiglia in preghiera. Sono emozionato: è l’undicesima opera che inauguriamo dal 3 maggio 2021. Ed ancora una volta sono costretto ad “unire i puntini”. Chi avrebbe mai immaginato il 3 maggio 2021 che quella mia uscita dal Vaticano avrebbe prodotto tanto bene? Perché i puntini non li vedi prima ma li vedi solo dopo. Ed ora guardando indietro dal 3 maggio 2021 al 3 maggio 2023 ci sono undici puntini uniti: sono le opere che abbiamo realizzato in questi 2 anni. Vi sono poi ben 200 iscritti alla nostra Associazione ed il 3 maggio è diventata per me una festa. La potrei chiamare, ridendo, “festa della Liberazione”.

Con commozione celebro la Messa e nel mio cuore ringrazio mia mamma Santina, prego per mio Vescovo Francesco e la sua stupenda frase di accoglienza: “Bentornato e Benedetto!”, prego per tutti voi cari amici e prego per Padre Giorgio, la sua Fondazione Domus Effatà e i suoi giovani ospiti di questo centro di recupero. La Messa diviene per me il più bel momento di preghiera di tutto il viaggio. I ragazzi leggono uno per uno i loro pensieri e io li guardo uno per uno con attenzione: sono tutti molto giovani, hanno tatuaggi, piercing, cicatrici di aghi o di ferite, ma quanto sono belli nel loro desiderio di riscatto. Quanto sono forti e che meraviglioso esempio mi danno.

In 25 anni ho assistito a tante celebrazioni solenni in San Pietro con turiboli fumanti, candele, cotte, vesti paonazze, ma nulla di tutto ciò raggiunge la solennità di oggi a Silvania. Questo sì che è un pontificale, questo sì che è un rito liturgico, quello del riscatto di una vita e nessuna laurea in liturgia o sacra scrittura ti può regale questa sensibilità. Sono i due anni fuori dal Vaticano a costruire tutto ciò…

Con la testa torno ai miei lunghi silenzi di Bergamo dove nel nascondimento preparo questi viaggi, seguo la nostra Associazione, svolgo impegni pastorali e ringrazio Dio, che il 3 maggio 2021 mi ha partorito ad una vita nuova. Come tutti i parti vi è sofferenza, ma poi la grande gioia fa dimenticare il dolore stupido provato.

Respiro a pieni polmoni, vedo attorno a me i sacerdoti concelebranti e chiedo a loro di benedirmi l’anello di Felix che viene dal Messico e come compromesso con le vittime di violenza… e poi giunge il momento per me più intimo della celebrazione e della giornata: il momento della Santa Comunione. Presento al popolo il Pane eucaristico, spezzo il Pane e lo metto in bocca, bevo il vino e mi siedo. Faccio questo gesto meccanicamente come lo ripeto tutti i giorni da ben 37 anni.

Sedendomi guardo meccanicamente l’orologio per vedere che ora abbiamo fatto: sono le 12.08. Mi siedo e… un fulmine nel cuore! Torno a 2 anni fa… mentre il Sostituto mi annunciava il 3 maggio 2023 che sarei tornato a Bergamo, ancora meccanicamente stavo guardando l’orologio perché alle ore 12.15 attendevo un importante telefonata di lavoro. Il Sostituto chiede all’Assessore la lettera preparata per me. E io, ignaro del contenuto della lettera, mi dico: “Speriamo di essere in ufficio per le 12.15… ah sono le 12.08, ce la dovrei fare”.

Bene, proprio per questa coincidenza non potevo dimenticare quel gesto di due anni fa, ma non potevo immaginare che due anni dopo alla stessa ora ricevessi il Corpo di Gesù inaugurando questa nuova opera. Mi copro il volto con le mani e dentro di me nel silenzio eucaristico percepisco questa voce: “Vedi dove sei? Ricordi dove eri? Ora sei con me nella Comunione eucaristia, forse due anni fa mi vedevo lontano da te, ti chiedevo il perché. Ma io ero sempre con te. Vedi che ci sono? Vedi dove ti trovi e cosa stai facendo? Non stai più compilando stupide importanti pratiche, stai celebrando Messa, stai incontrando la carne di Gesù nei poveri, stai facendo autenticamente il prete, lontano dagli stupidi riflettori romani, ma pieno di gioia qui tra questi tossicodipendenti, in un quartiere malfamato di Bogotà chiamato Santa Fe, incontrando prostitute, disabili, bambini abbandonati, abitanti di strada… e così sarà il prossimo mese in Perù, poi ad agosto in Siria, in settembre in Kenya, in novembre in Messico e in dicembre in Vietnam… Non avere paura, unisci i puntini e mi scoprirai vicino a te!”

Tolgo le mani dalla faccia, commosso ricevo l’anello di Felix benedetto dal mio vescovo Francesco la Domenica delle Palme e in processione scendiamo ad inaugurare il dormitorio. Taglio lentamente il nastro e nel mio cuore ripeto lentamente Roccia del mio cuore è Dio… Questa frase è scritta in modo indelebile sulle mie spalle e mi protegge.

Grazie amici, forse questo report, più che essere un reportage della inaugurazione del dormitorio per tossicodipendenti a Bogotà, è il diario di una mia disintossicazione verso una vita più vera e più grande, quella di aver consegnato la mia vita a Dio nel sacerdozio. E ricordate che essere preti è una cosa stupenda, se lo si è poi nella Diocesi di Bergamo lo è ancora di più.

Vi lascio, salto in macchina. Diego mi aspetta, vado ad incontrare sei bimbi colombiani del nostro nuovo programma di adozione a distanza.

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