Un caso di persecuzione anticristiana. Io sto con la Maestra Marisa!

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 08.04.2023 – Vik van Brantegem] – Alla vigilia dello scorso Natale la maestra Marisa Francescangeli, di Nuoro, ha recitato un’Ave Maria e un Padre Nostro insieme agli alunni della classe dove ha svolto un’ora di supplenza per coprire un collega assente. Di fronte alle proteste di due genitori, la maestra si è immediatamente scusata spiegando di aver ritenuto il fatto innocuo dato che tutti gli alunni partecipavano all’ora di religione e si stavano preparando per la Prima Comunione [QUI].

Sembrava tutto finito lì, ma pochi giorni fa (a tre mesi dall’evento) la doccia fredda: la maestra Marisa è stata raggiunta dalla raccomandata dell’Ufficio Scolastico Provinciale che le comunicava 20 giorni di sospensione dall’insegnamento con decurtazione dello stipendio. È una condanna crudele e sproporzionata: il Ministero dell’Istruzione deve tutelare la maestra Marisa da una reazione chiaramente ispirata da sentimento anti-cristiano! Aiutaci firmando ora la petizione: Il provvedimento – contro cui la maestra farà ricorso – è stato ritenuto esagerato e sproporzionato anche dai colleghi, dalle famiglie della scuola, dai sindacati e dalle associazioni di insegnanti.

Questo è il mondo della scuola oggi, dove vengono propinate le peggiori oscenità e schifezze senza la minima conseguenza. Ci sono insegnanti che inoculano nella mente dei bambini i peggiori veleni dell’ideologia del gender (e non solo questo) e nessuno li tocca. Si può dire ai bambini che il loro sesso è “fluido” e possono scegliere se essere maschi, femmine o “altro” a seconda di come si sentono. Ma se si recita un’Ave Maria e un Padre Nostro alla vigilia di Natale, la repressione è brutale.

Il movente anti-cristiano di un provvedimento così duro è palese, dobbiamo far sentire la nostra voce. La scuola liberal-marxista sorta dopo il 1968 è una macchina di lavaggio del cervello che ha distrutto le menti di troppi giovani. Va definitivamente demolita e rimossa.

Intanto, dobbiamo esprimere la nostra solidarietà alla maestra Marisa, chiedendo al Ministero dell’Istruzione – che si sta già interessando di questo caso – di tutelarla da una condanna esagerata e mortificante. Si può farlo firmando la petizione di Pro Vita & Famiglia Onlus: Io sto con la Maestra Marisa! [QUI].

++++ AGGIORNAMENTO 12 APRILE 2023 ++++ È arrivata una valanga di solidarietà da tutta Italia per la maestra Marisa, l’insegnante sospesa dalla sua scuola senza stipendio per aver recitato in classe un’Ave Maria e un Padre Nostro alla vigilia dello scorso Natale durante un’ora di supplenza. In soli cinque giorni questa petizione ha raccolto più di 60.000 firme: è un record storico per una petizione di Pro Vita & Famiglia Onlus.

«Una docente è stata sospesa per aver chiesto agli alunni di recitare in classe un Padre Nostro e una Ave Maria. La scuola è certamente laica, ma la spiritualità è un valore fondamentale che la scuola non deve boicottare. Laicità significa non discriminare nessuno, ma valorizzare le diverse sensibilità. Basterebbe, chiedere a ciascuno di recitare una loro preghiera se in classe ci fosse un bambino di religione musulmana, buddista o giudaica. E se ci fosse un bambino di famiglia atea basterebbe chiedergli di ritagliarsi uno spazio di silenzio per riflettere e/o ringraziare. Abbiamo bisogno di rispettare l’identità di ciascuno e di imparare a conoscerci e a incontrarci, non di svalutazioni reciproche, di mortificazioni o punizioni. Ogni tradizione spirituale ha un dono da fare al mondo» (Antonino Solarino).

«È notizia di pochi giorni fa la sospensione di venti giorni senza stipendio della maestra che ha osato recitare in classe, una terza elementare, un’Ave Maria ed un Padre Nostro. Lei sostiene di aver, all’inizio dell’anno scolastico, chiesto ai genitori il permesso per fare questo atto rivoluzionario ed averlo avuto, in più tutti i bambini frequentano sia le ore di religione a scuola che il catechismo in preparazione della prima comunione. Questo avviene a ridosso della Santa Pasqua e delle vacanze scolastiche che ne derivano. Tutti a casa per questo, studenti ed insegnanti. Prendendo spunto da quanto ideò il precedente governo, mi sentirei di suggerire di riservare le vacanze, sia quelle pasquali che quelle natalizie, solo ai credenti, perché evidentemente a molti sfugge che sono per onorare degli avvenimenti legati alla fede. Certo, poi sta al senso civico delle persone e alla loro onestà dichiararsi o meno credenti. Vediamo in quanti avranno la coerenza di rifiutare sia un’Ave Maria che i giorni di vacanza» (Antonio Lorusso).

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