Elly Schlein: una minaccia enorme per l’Italia, che alla Chiesa “fluida” piace

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 08.03.2023 – Vik van Brantegem] – Riportiamo la lettera che abbiamo ricevuto ieri da Jacopo Coghe, Portavoce dell’associazione Pro Vita & Famiglia Onlus (Elly Schlein: una minaccia enorme per l’Italia), seguito a una nota di Eusebio Episcopo all’interno dell’articolo Alla Chiesa “fluida” piace Schlein, pubblicato il 5 marzo 2023 su Lo Spiffero.

Elly Schlein: una minaccia enorme per l’Italia

L’elezione di Elly Schlein a nuovo Segretario del Partito Democratico costituisce la più grave minaccia alla difesa della Vita, della Famiglia e della Libertà Educativa in Italia degli ultimi anni. Elly Schlein incarna l’Agenda politica più ideologica, dispotica e totalitaria: aborto, pillola RU486, eutanasia, droga legale, utero in affitto, ideologia gender e carriera alias nelle scuole, cambio di sesso per minori e forte opposizione alla libertà educativa dei genitori…

Anche se oggi in Italia abbiamo un governo conservatore (ma le cose possono cambiare in fretta, come abbiamo visto negli anni scorsi), il Partito Democratico governa importanti Regioni e migliaia di Comuni, compresi i Capoluoghi più popolosi come Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, etc.

Proprio questa è la strategia di Elly Schlein: usare le Regioni, i Comuni e i Capoluoghi guidati dal “suo” Partito Democratico per imporre un’agenda radicale, abortista e gender-fluid nella vita quotidiana di milioni di italiani.

Dobbiamo organizzare la Resistenza, o entro breve l’Agenda di Elly Schlein sarà al Governo del Paese. Grazie ai circoli territoriali dell’associazione Pro Vita & Famiglia Onlus sparsi in tutta Italia, animati da centinaia di cittadini, genitori, militanti e attivisti, ci batteremo Regione per Regione, Città per Città per impedire al Pd estremista di Elly Schlein di realizzare la sua Agenda abortista, eutanasica e gender-fluid in tutta Italia. Questa è una chiamata alle “armi”.

Ecco che cosa accadrà ora. Tramite le “sue” Regioni (che hanno competenza in materia di Sanità), Elly Schlein renderà ancor più facile abortire a casa con la pillola RU486, banalizzando ancor più l’aborto e lasciando le donne ancor più sole e in balia dei devastanti rischi per la loro stessa salute fisica e psicologica ed avendo le regioni parziale responsabilità in materia di Istruzione e potere sulla formazione professionale, la Schlein promuoverà sempre di più l’ideologia LGBTQIA+ e la carriera Alias nella società.

Inoltre, farà la guerra ai medici obiettori di coscienza, escludendoli dai bandi di assunzione negli ospedali pubblici, come Zingaretti fece anni fa nel Lazio.

Non solo: le Regioni nominano i comitati etici degli ospedali, a cui spetta il compito di valutare le condizioni cliniche di chi richiede l’accesso al suicidio assistito. Con la nuova impostazione radicale di Elly Schlein, chi nomineranno le “sue” Regioni nei comitati etici degli ospedali? Medici imbevuti di ideologia eutanasica!

Le migliaia di Comuni e Capoluoghi guidati dal Pd di Elly Schlein useranno i loro uffici anagrafici per riconoscere sugli atti di nascita l’esistenza di “due padri” o “due madri”, o figli di transgender “maschi” ma biologicamente femmine, aprendo così all’utero in affitto, la barbara pratica di compravendita di bambini su misura.

Non solo: i Comuni guidati da questo nuovo Pd super-radicale imporranno alle scuole di loro competenza (asili e materne… i bambini più piccoli!) progetti ideologici Gender e LGBTQIA+, sostituendo la festa del Papà e della Mamma con quella delle Famiglie Arcobaleno.

Insieme possiamo contrastare questa Agenda estremista con azioni di pressione sulle istituzioni locali, manifestazioni, petizioni, articoli informativi, contenuti virali sui social network, influenza durante le elezioni regionali e comunali, comunicati stampa e risonanza mediatica per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Possiamo bloccare sul nascere l’Agenda abortista, eutanasica e gender-fluid di Elly Schlein. Pro Vita & Famiglia può contare su una vasta rete di attivisti locali che inizieranno subito a organizzare la Resistenza contro l’Agenda Estremista del Pd di Elly Schlein, per impedire di portare avanti la più radicale, estrema e ideologica strategia politica mai vista e distruggere quindi i Valori della nostra millenaria civiltà.

In alto i cuori!

Jacopo Coghe
Portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus

Alla Chiesa “fluida” piace Schlein
di Eusebio Episcopo
Lo Spiffero, 5 marzo 2023

Al disagio dei cattodem fa da contraltare la simpatia manifestata da alcuni teologi progressisti verso il nuovo corso del Pd per la “radicalità degli ideali di fondo”.

Non è scopo di queste note occuparsi di politica, ma il risultato delle primarie per la segreteria del Pd, vinte da Elly Schlein, induce a qualche riflessione, non soltanto sulla presenza dei cattolici militanti in tale partito, ma anche sul significato che la Chiesa italiana – tutta schierata a sinistra – sembrerebbe attribuirgli. Chi ci sembra abbia colto il punto è stata Eugenia Roccella, Ministro per la Famiglia ed ex militante radicale, la quale indica, con un paradosso, i vincitori delle primarie del Pd in Pier Paolo Pasolini e Augusto Del Noce: «Non certo perché Elly Schlein incarni la visione anticonformista del primo o l’amara consapevolezza del secondo. Ma perché, al contrario, la sua vittoria rappresenta l’ultimo e probabilmente definitivo atto di quella trasformazione della sinistra che Pasolini temeva e Del Noce profetizzava. La trasformazione della sinistra, come partito o come ceto intellettuale di riferimento, nella casa liquida del “dirittismo” da Ztl, à la page nei grandi centri urbani, così distante non solo dall’idea di responsabilità, ma anche dai diritti autentici che discendono dalla centralità della persona. Così omologata e omologante da aver perso qualsiasi parentela con quel pensiero “irregolare” di cui Pasolini era espressione».

Ma mentre i cosiddetti “cattodem” manifestano quantomeno un certo disagio – si pensi agli ex parlamentari Stefano Lepri e Davide Gariglio, esclusi dall’assemblea nazionale, o a Giorgio Merlo che prende realisticamente atto della impraticabilità politica della cultura popolare nel nuovo Pd e si orienta al centro – sono invece i preti e i teologi (e questo è un altro paradosso) a guardare con simpatia al nuovo corso impersonato da Elly Schlein. Un esempio per tutti è Don Duilio Albarello che, con la chiarezza e il coraggio di cui gli va dato atto, così scrive: «Mi pare lapalissiano che Elly Schlein sia la più credibile e la più attrezzata per presentarsi sulla scena politica come la “anti Meloni”. Forse la parola “opposizione” tornerà finalmente ad assumere un senso compiuto, dopo mesi di afonia, quasi sotto l’incantamento prodotto dalla corsa senza freni della principale esponente dello schieramento avversario. Non è più tempo di moderatismo, qualunque cosa significhi questo termine assai ambiguo, al limite della vacuità. Ci vuole piuttosto la radicalità degli ideali di fondo…».

Possiamo stare certi che il pensiero del teologo monregalese rispecchia quello di una non piccola maggioranza di docenti della facoltà teologica torinese, di vescovi e di preti, esponenti di quel pensiero evanescente – e a volte consenziente – su aborto e sui “nuovi diritti” e che sono diventati perciò insensibili alla gravità dei temi e della deriva in atto semplicemente perché nessuno nella Chiesa parla più con chiarezza dottrinale e allora tutto diventa fluido e possibile. Un tipico esempio è un’intervista rilasciata dall’Arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, pupillo di Papa Francesco dove per il suo tenore, se non sapessimo che egli è un vescovo, penseremmo ad un capocorrente del Pd. Sua Eccellenza manifesta il suo entusiasmo per la vittoria di Elly Schlein e alla domanda se un cattolico possa avere qualche riserva sulla piena adesione del nuovo segretario al movimento Lgbt, risponde con una sorprendente arrendevolezza, dimentico del Magistero solenne della Chiesa: «Sono temi da affrontare. La sinistra, per trovare unità, ha bisogno di recuperare la capacità di ascoltare tutte le anime. Purtroppo, siamo abituati a continue scissioni perché ognuno radicalizza la sua posizione». Che sia alle viste, per il buon Lorefice, la tanto agognata porpora?

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