I funerali partecipati e commossi di Don Simone Di Vito a Coreno Ausonio e il ricordo a Juba in Sudan del Sud

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 05.02.2023 – Vik van Brantegem] – Sabato 4 febbraio 2023 alle ore 10.00 nella chiesa parrocchiale di Santa Margherita in Coreno Ausonio, l’Arcivescovo di Gaeta, Mons. Luigi Vari, ha presieduto la celebrazione delle esequie di Don Simone Di Vito, deceduto giovedì 2 febbraio presso la sua abitazione a Coreno Ausonio, a causa di un malore, all’età di 74 anni. Ne ho dato notizia il 3 febbraio, con alcuni ricordi personali [QUI].

Il lutto cittadino e le bandiere a mezz’asta in Coreno Ausonio

“La terribile notizia della dipartita di Don Simone – ha commentato il Sindaco di Coreno Ausonio, Simone Costanzo, – lascia senza parole me e tutta la nostra comunità. Pertanto, nel giorno dei funerali, proclamerò il lutto cittadino per ricordarlo nel miglior modo possibile, con la certezza che dal cielo continuerà a sorriderci e a inviarci i suoi pensieri”.

Nell’Ordinanza del 3 febbraio 2023 con cui il Sindaco Costanza ha proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali di Don Simone Di Vito, si legge: «Considerato che la notizia ha scosso profondamente l’intera comunità perché parliamo di una persona molto conosciuta e molto apprezzato, per i suoi trascorsi nella vita religiosa della nostra parrocchia e per il suo legame affettivo, tanto da non cambiare mai la sua residenza fin dalla nascita e tanto da stabilizzarsi stabilmente ora negli anni della quiescenza, dove svolgeva attività di sopporto ai parroci di Coreno e di Ausonia».

Poi prosegue: «Ritenuto doveroso esprimere alla famiglia la vicinanza e il cordoglio dell’intera cittadinanza per la tragica e prematura scomparsa del caro congiunto. Rilevato che la proclamazione del lutto cittadino è il modo con il quale l’Amministrazione intende manifestare solennemente e tangibilmente il proprio dolore e quello dell’intera comunità per il tragico evento».

Infine, il Sindaco di Coreno Ausonio, «nella certezza di interpretare il comune sentimento della popolazione proclama il lutto cittadino per l’intera giornata di sabato 4 febbraio 2023 in occasione delle celebrazione dei funerali del concittadino, Don Simone Di Vito, tragicamente scomparso a causa di un terribile malore. Ordina per la durate del lutto cittadino, l’esposizione nelle sedi comunali delle bandiere a mezz’asta».

I funerali

L’Arcivescovo di Gaeta, Mons. Luigi Vari, che Don Simone conosceva dai tempi del Seminario Leoniano di Anagni, nella sua omelia gli ha reso omaggio, sottolineando la sua poliedrica attività pastorale sui territori serviti, quella a favore degli stessi sacerdoti come membro della Commissione presbiterale italiana e del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero e di “giornalista abusivo” – ma questa era una battuta sua, tra il sarcasmo e l’autoironia, perché “abusivo” non era per niente – in diversi Viaggi Apostolici fuori dell’Italia, al seguito di Papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI e Papa Francesco.

Per i funerali, la chiesa parrocchiale di Santa Margherita in Coreno Ausonio era gremita di gente proveniente da varie parrocchie, tra cui tanti ex alunni, colleghi della scuola o semplicemente la cui vita ha incrociato quella di Don Simone e che sono venuti a dargli l’ultimo saluto. Tra loro Saverio Forte, che ha scritto ieri su Temporeale.info: «Chi scrive ha avuto l’onere di avere Don Simone Di Vito come docente di religione nel quarto ginnasio presso il liceo classico “Vitruvio Pollione” di Formia. Era il settembre 1982, un’altra era glaciale fa. Il Professor Di Vito si presentò in classe con una giacca in velluto e L’Unità – il quotidiano fondato da Antonio Gramsci – piegato in una tasca. Ma lei è davvero il professor di religione cattolica? Fu la domanda che fu posta un po’ ingenuamente al parroco all’epoca titolare della chiesa di San Martino nella frazione di Ventosa a Santi Cosma e Damiano. L’interessato anticipò la caduta di tanti muri rispondendo tra il serio ed il faceto: “Embè, It’s a problem?”».

Ovviamente, c’era una presenza significativa del clero diocesano, in primis i sacerdoti della Forania di Minturno con il successore di Don Simone come Vicario, Don Cristoforo Adriano, e di sacerdoti venuti da altre parti d’Italia, tra cui anche Mons. Giovanni Soligo, nativo di Castelfranco Veneto in Diocesi di Treviso, Canonico della Basilica Papale di San Pietro.

Tra le autorità, civili il Sindaco di Coreno Ausonio (PD), Simone Costanzo, che ha evidenziato il legame profondo di Don Simone con la sua terra e le sue radici; il Sindaco di Minturno e Presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli, che ha ricordato di aver conferito il 14 dicembre 2019 la Cittadinanza Onoraria a Don Simone per l’impegno religioso ma anche civile che ha fortemente contribuito alla coscienza sociale dell’intera collettività in un periodo storico difficile; il Sindaci di Ausonia e di Castelforte, Benedetto Cardillo e Angelo Felice Pompeo; gli ex Sindaci di Minturno, Paolo Graziano e Giovanni Baldascino; i Consiglieri comunali di Minturno Nicolò Graziano (Lega) e Matteo Marcaccio (capogruppo del Pd); e gli Scauresi, l’assessore alla cultura di Minturno Rita Alicandro e l’ex Vice Sindaco di Minturno, Avv. Roberto Lepone, ambedue formati nell’Azione Cattolica parrocchiale di Sant’Albina in Scauri sotto la guida di Don Simone).

Ha osservato Saverio Forte ieri sul quotidiano Temporeale.info [QUI]: «Ai funerali del cittadino emerito di Minturno c’era anche la politica, la stessa contro la quale il sacerdote ora scomparso si scagliava senza peli sulla lingua quando era nella pienezza del suo mandato pastorale: dal rispetto dei livelli occupazionali presso il bacino marmifero di Coreno e presso l’ex stabilimento Manuli-Evotape di San Cosma e Damiano al violentissimo scontro mediatico a livello nazionale contro un monumento del cinema italiano (per via dei suoi lunghi periodi trascorsi nella villa di famiglia a ridosso della spiaggia dei Sassolini di Scauri) qual è stato Nino Manfredi».

«Avvertiremo ben presto gli effetti negativi della prematura scomparsa di Don Simone. Ci mancheranno sicuramente i suoi pensieri, a volte anche scomodi, che hanno caratterizzato i tre pilastri del suo architrave pastorale che hanno avuto un elemento comune denominatore: il diritto costituzionale del lavoro, la tutela dell’ambiente e la lotta alla criminalità organizzata che si può attuare se le nostre terre perseguano come stella polare il rispetto della legalità», ha detto il Sindaco di Coreno Ausonio nell’orazione funebre presso il cimitero.

Legami profondi e decennali

Il mio legame personale con Don Simone, profondo e da quattro decenni – a parte dell’aspetto famigliare (con i tanti e lunghi “colloqui a tavola”, che erano sempre occasione piacevoli e arricchenti, di confronto da diversi punti di esperienza, di vista e di posizione) e parrocchiale (con le celebrazioni liturgiche e gli eventi sociali e culturali) – era principalmente nell’ambito del suo incarico di Direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali diocesano. In particolare, il 3 febbraio ho ricordato Don Simone soprattutto come compagno in tantissimi Viaggi Apostolici con San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Non solo seguiva i pellegrinaggi papali in tutto il mondo e ne riferiva alla sua comunità parrocchiale, ma era anche il cappellano dei giornalisti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede ammessi al Volo Papale. A questo vorrei aggiungere anche, che in questi occasioni, Don Simone ha anche concelebrato molte volte con il Santo Padre sul palco papale, di cui conservava con riconoscenza le casule.

Don Simone Di Vito durante un Viaggio Apostolico.

Però, non possiamo certamente dimenticare che tra i vari incarichi che ha ricoperti, c’è stato quello di Direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro diocesano, che si occupava delle tre emergenze molto care a Don Simone – il lavoro, l’ambiente e la legalità – nell’ambito del quale è stato “un testimone di alta credibilità e coerenza”, come ha sottolineato oggi sul supplemento di Avvenire Lazio Sette il Direttore della Commissione per la Pastorale Sociale e de Lavoro della Conferenza Episcopale del Lazio, Claudio Gessi, che ha ricordato il legame profondo e decennale con Don Simone, le tante battaglie portate avanti insieme per sostenere i lavoratori delle aziende in crisi nel territorio diocesano.

Il messaggio del Vescovo Apicella

Lo stesso profondo legame è stato ricordato anche da Mons. Vincenzo Apicella, Vescovo emerito di Velletri-Segni, già membro della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Conferenza Episcopale Italiana, delegato per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Laziale, nel suo messaggio:

«Il dolore per la perdita improvvisa di Don Simone è per me ancora più forte per l’impossibilità di essere fisicamente presente per dargli l’ultimo saluto nella Chiesa che egli ha sempre amato e servito fedelmente.
Con lui se ne va un amico con cui, per più di 25 anni, ho condiviso l’impegno di rendere le nostre comunità sensibili e attente ai problemi sociali, del lavoro, della giustizia e della pace, della salvaguardia del creato, nei quali siamo inevitabilmente coinvolti, ancor più in quanto discepoli di Cristo.
Tra le Beatitudini che il Signore ci ha donato quella che forse più rappresenta Don Simone è: “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati”.
Don Simone mi è parso sempre veramente affamato e assetato della giustizia, in tutti i suoi molteplici aspetti, col suo carattere impulsivo e generoso, disincantato e insieme ottimista, critico e insieme gioioso, che lo ha portato spesso a rischiare in prima persona.
Nella Festa della Presentazione al Tempio, che è la festa dell’Incontro del Signore col suo popolo, egli ha incontrato faccia a faccia il Cristo Risorto, che lo ha chiamato, sostenuto e guidato nel suo lungo servizio sacerdotale, portando sempre accesa la sua lampada battesimale.
Mi unisco alla Chiesa di Gaeta e al suo vescovo, il caro Don Luigi, nella Celebrazione Eucaristica che accompagna il nostro fratello Simone all’abbraccio della misericordia divina e continueremo a portarlo nel cuore come testimone della serietà e della grandezza della nostra vocazione».

Santa Messa e Preghiera in suffragio a Juba in Sudan del Sud

La mattina del giorno del funerale, a Juba, capitale del Sudan del Sud, su proposta del Direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, Andrea Tornielli, il Seguito Papale ha celebrato la Santa Messa offrendola in suffragio dell’anima di Don Simone Di Vito – scomparso il 2 febbraio 2023, di cui le funerali vengono celebrati oggi in Coreno Ausonio – ricordando le tante Sante Messe che lui ha celebrato per i giornalisti che seguivano i Viaggi Apostolici.

Ha presieduto il Cardinale Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, concelebranti il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità e il Cardinale Luis Antonio Gokim Tagle, Pro-Prefetto della Sezione per la Prima Evangelizzazione e le Nuove Chiese Particolari del Dicastero per l’Evangelizzazione.

Anche durante la Santa Messa celebrata per i giornalisti ammessi al Volo Papale, alle ore 20.00 nell’Hotel Radisson Blu di Juba, è stata fatta una preghiera in suffragio di Don Simone.

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