La pataccata del piviale verde e il discernimento… non è una casula. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 14.11.2022 – Vik van Brantegem] – È sempre istruttivo leggere i post del profilo Facebook di Mons. Eleuterio Favella e anche se non ho tempo per seguire assiduamente questo o altri profili, capita che con il news feed, a caso (ma il caso non esiste) miei occhi cadono su qualche notizia significativa.

Come è successo ieri con il caso del piviale verde indossato da Papa Francesco per assistere alla Cappella Papale per la XXXIII Domenica del Tempo Ordinario e VI Giornata Mondiale dei Poveri, alle ore 10.00 di ieri 13 novembre 2022 nella Basilica di San Pietro, raccontato in un post di ieri pomeriggio [QUI]: «L’Augusto Pontefice i.r., per la sedicente odierna giornata mondiale dei poveri ha indossato un piviale che, secondo l’ormai solitamente ignobile commento Rai, sarebbe stato “cucito dai detenuti del carcere di Secondigliano”. Ci si accorge subito che la patacca propagandistica è servita quando qualcuno fa notare che si tratta dello stesso piviale indossato da Benedetto XVI nel 2009 per i vespri in Cappella Paolina, che a suo tempo fu accusato – dalla stessa stampa, oggi prona a cantare il peana della “chiesa povera” – di essere troppo sfarzoso e trionfalistico» (Mons. Eleuterio Favella, devotissimo alla Beata Quartina).

Papa Benedetto XVI indossa il piviale per i Vespri in occasione della riapertura della Cappella Paolina del Palazzo Apostolico Vaticano, 4 luglio 2009.
Papa Francesco indossa il piviale per assistere alla Cappella Papale per la XXXIII Domenica del Tempo Ordinario e VI Giornata Mondiale dei Poveri nella Basilica di San Pietro, 13 novembre 2022.

Sì, è lo stesso piviale di Benedetto XVI, però, con una differenza. O meglio, con qualcosa in meno. Sono state tolte le gemme alle croci del piviale. Tanto è. Beh, sì. Memore quanto disse Papa Francesco nella Santa Messa il 18 gennaio 2016 del mattino a Casa Santa Marta. I cristiani non si fermino al “si è sempre fatto così”, altrimenti significa che hanno il cuore “chiuso”, diventano “idolatri di se stessi”. Non sanno scorgere, accogliere e valorizzare le sorprese dello Spirito Santo. Mai arriveranno alla verità piena, perché sono “idolatri di se stessi” e ribelli. Sono i cristiani fermi al “si è fatto sempre così”. E finiscono con “una vita a metà, rattoppata, rammendata, senza senso”. E Papa Francesco concludeva con un’invocazione: “Che il Signore ci dia la grazia di un cuore aperto, di un cuore aperto alla voce dello Spirito, che sappia discernere quello che non deve cambiare più, perché fondamento, da quello che deve cambiare per poter ricevere la novità dello Spirito Santo”. Ecco, il mantra del discernimento. E, per non fermarsi al “si è sempre fatto così”, via le gemme dalle croci del piviale, per non avere il cuore “chiuso”.

Va notato che Papa Franceso non porta la mitra abbinata al piviale che indossa, come fece invece Papa Benedetto XVI. Questione di stile? Intanto una regola, come si vede nelle altre occasioni. La sottolineatura ad oltranza della rigida osservanza della devozione alla Santa Sciatteria, rebus sic stantibus.

Giri come giri, il diavolo continua indefesso, a modo suo, a fare le pentole, dimenticandosi dei coperchi. E quindi, anche l’incipit dell’omelia pronunciata da Papa Francesco nell’occasione, per caso (ma il caso non esiste) ci offre anche una guida sicura per la riflessione sull’accaduto… Niente succede per caso: «Mentre alcuni parlano della bellezza esteriore del tempio e ammirano le sue pietre, Gesù risveglia l’attenzione circa gli eventi travagliati e drammatici che segnano la storia umana. Infatti, mentre il tempio costruito dalle mani dell’uomo passerà, come passano tutte le cose di questo mondo, è importante saper discernere il tempo che viviamo, per rimanere discepoli del Vangelo anche in mezzo agli sconvolgimenti della storia. E, per indicarci il modo di discernere, il Signore ci offre due esortazioni: non lasciatevi ingannare e rendete testimonianza».

Per quando riguarda il “saper discernere il tempo che viviamo”, ricordiamo che tre giorni fa abbiamo ricordato ancora in modo esaustivo, quanto scritto cinque anni fa sul “discernimento”: Sua Riverita Eccellenza dopo 5 anni ci riprova con la sua pataccata – Parte 6. Consigliamo a leggero. Anche per “discernere” tra una casula e un piviale, che non sono la stessa cosa. Anche se il capo ufficio dell’ANSA presso la Sala Stampa della Santa Sede mi rispose un giorno, che era consapevole che Vaticano, Santa Sede e Chiesa sono termine non interscambiabili, ma “per semplificare”, giornalisticamente si usa Vaticano. Quindi, cosa c’è di male, confondere un piviale per una casula? Semplifichiamo…

Commenti

Nella “Chiesa in uscita” si è uscito di senno. Si discerne il nulla, il vuoto totale. Si discerne di non discernere. Eclatante esempio il Sinodo sulla sinodalità… in permanenza. Ci asteniamo dal commentare questo caso penoso (sia per il cronista RAI, che per il Papa regnante) e in compenso riportiamo alcuni commenti suggestivi al post citato.

– Tutta questa situazione mi da solo tanta tristezza… (M.S.).
– Bisogna pregare la Beata Quartina… (Mons. Eleuterio Favella).
– Ha già fatto molto… (M.S.).
– Basti ricordare l’episodio della rosa o del gatto per apprezzare la Potenza della beata… E noi pregheremo indefessi (L.P.). [*]
– E comunque Papa Ratzinger lo portava con più dignità (R.M.).
– Non avete capito: chiunque lo abbia cucito, ipso facto ora è detenuto a Secondigliano (a mente degli accordi di Villa Madame sull’eseguibilità delle sentenze penali inflitte da Giudici dello Stato Città del Vaticano nel territorio della Repubblica). Devono fare anche un anno di osservazione intramuraria della personalità per poter essere scarcerati, al fine di escludere che siano in odore di tradizionalismo (T.N.).
– Che giornalai (M.B.).
– Sono vergognosi (F.C.).
– Ricordatevi oggi di essere poveri perché i poveri vanno in Paradiso e i ricchi all’Inferno, che comunque non esiste più (D.P.L.).
– Se lo indossava Benedetto XVI aumentavano gli atei, se lo indossa Francesco aumentano i credenti (S.F.).
– Vieppiù la conferma del detto: “l’abito non fa il monaco” ma aggiungerei, il monaco ormai lo fanno le chiacchere, se sei “instragrammabile” puoi permetterti tutto….se non sei sulla cresta dell’onda ti massacrano…bello no? (D.M.).
– Ipocrisia curiale (N.C.).
– Una meravigliosa operazione di marketing (F.M.).

Una casula non è un piviale e bianco non è verde.
Durante l’Udienza generale del 9 novembre 2022, una delegazione della casa circondariale di Secondigliano a Napoli ha donato a Papa Francesco una casula “mariana”, un lavoro di rifinitura preziosissimo operato dai sarti detenuti partecipanti al nuovo laboratorio “Albus sacer”, esprimendo il desiderio che la indossasse in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri di domenica 13 novembre 2022. Facevano parte della delegazione, Don Raffaele Grimaldi, Ispettore dei Cappellani delle carceri d’Italia; Don Giovanni Russo, Cappellano del carcere di Secondigliano, Parroco di Santa Maria Assunta in Cielo in contrada Parrelle a Pompei, Direttore della Caritas e Assistente dell’Azione Cattolica della Prelatura territoriale di Pompei, Don Giovanni Russo; e la Direttrice dell’istituto di pena, Dott.ssa Giulia Russo (Foto di Vatican Media).
Invece, Papa Francesco ha indossato un piviale, non una casula, perché non ha celebrato ma assistito alla Santa Messa. Però, in nessun caso Papa Francesco avrebbe potuto indossare la casula dei detenuti, visto che è bianca, mentre il colore liturgico della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario è il verde. Passa per i sarti detenuti che non sono esperti delle regole liturgiche, ma per i due cappellani… Qui non serve il discernimento, solo la consultazione del calendario liturgico. Intanto, i sarti detenuti attendono che il Papa indossi la loro casula… Chissà, in occasione della prossima ricorrenza liturgica mariana.

– Questa è la casula… non è un piviale quello regalato al Papa. Penso che sia stato un errore del cronista Rai (F.F.).

Papa Francesco indossa il piviale per la celebrazione dei Vespri nella Cattedrale di Tirana, 21 settembre 2014.

Papa Francesco ha indossato il piviale verde di Papa Benedetto XVI per la prima volta in occasione del Viaggio Apostolico a Tirana (Albania), durante la celebrazione dei Vespri con sacerdoti, religiose, religiosi, seminaristi e movimenti laicali nella Cattedrale di Tirana, il 21 settembre 2014.

Papa Francesco indossa il piviale per la celebrazione dei Vespri nella Cattedrale di Tirana, 21 settembre 2014.

Da notare che a Tirano il 21 settembre 2014 i gemmi sulle croci c’erano ancora.

Papa Francesco indossa il piviale per la celebrazione dei Vespri nella Cattedrale di Tirana, 21 settembre 2014.

Secondo il Forum Cattolici Romani, che tiene in modo certosino un “Elenco dei piviali indossati da Papa Francesco”, lo stesso piviale l’aveva indossato già in sette occasioni precedenti: per i Vespri nella Cattedrale di Tirana il 21 settembre 2014, nella Cattedrale di Asunción l’11 luglio 2015, nella Cattedrale di New York il 24 settembre 2015, in occasione della II Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato il 1° settembre 2016, nella Chiesa dei Santi Andrea e Gregorio al Celio nell’Anniversario dell’incontro fra il Beato Paolo VI e l’Arcivescovo Anglicano di Canterbury il 5 ottobre 2016), e per la Santa Messa per la comunità congolese a Roma il 3 luglio 2022 e per il Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano presso la Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani il 1° ottobre 2022.

Papa Benedetto XVI indossa il piviale per i Vespri in occasione della riapertura della Cappella Paolina del Palazzo Apostolico Vaticano, 4 luglio 2009.

Secondo lo stesso Forum Cattolici Romani, Papa Benedetto XVI indossò questo piviale soltanto una volta, per i Vespri in occasione della riapertura della Cappella Paolina del Palazzo Apostolico Vaticano, 4 luglio 2009.

[*] La Beata Quartina del Grillo
dal “Marchese del Grillo”, Scena 2


Zio: “ Onofrio, Onofrio questa volta ci siamo, ho trovato la testimonianza di altri due miracoli, adesso la nostra Quartina la potranno beatificare!”
Marchese: ”Senti zio… tu te sei fissato co’ sta Quartina… va bè che è nostra antenata, perché la dovrebbero fà santa?”
Zio: “Tutto quello che lei prediceva, tempo 12 ore… si avverava…”
Marchese: “Ma che s’avverava!?”
Zio: “Leggi qua… c’hò passato una notte…”
Marchese: “Va be’, ma che è…”
Ricciotto: “Ecco i sordi sor Marchese…”
Marchese: “Si portami ‘n bel vassoio, ‘nsomma c’ha fatto ‘sta Quartina…?”
Zio: “Una volta una rosa la punse mentre lei la coglieva, per offrirla sull’altare… disse: “Tu non hai voluto offrirti alla Santa Vergine e prima di notte morirai…!”
Marchese: “’Mbè”.
Zio: “Il giorno dopo quella rosa era secca!”
Marchese: “’Mbè ha seccato ‘a rosa, le rose se seccano! Zio!”
Zio: “E il gatto?”
Marchese: “Che è…!
Zio: “La graffiò, e lei disse: “Che tu possa morire prima che si corichi il sole, e quello al tramonto, mentre si mangiava una lisca di pesce… e rimase stecchito…”
Marchese: “Non sarà che ‘sta Beata Quartina portava jella?”

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