Sacerdoti e bambini nel mirino del Maligno

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 04.10.2022 – Veronica Cireneo] – Sulla terra, dopo Dio, nessuno è più grande del sacerdote (l’alfa): alter Christus nella vita quotidiana e ipse Christus durante la consacrazione eucaristica. Sulla terra, dopo Dio, nessuno è più piccolo del bambino (l’omega). Ebbene, questi estremi – α e ω – sembrano le categorie più centrali nel mirino del Maligno, dittatore dei nostri tempi, per momentanea permissione divina. Basta guardarsi attorno.

Quanti sacerdoti, sedotti dallo spirito del mondo, vengono illusoriamente promossi da se stessi o dai superiori. Quanti sacerdoti, sedotti da Cristo, vengono altrettanto ingannevolmente allontanati dalle parrocchie, perseguitati ed emarginati? Quante anime si perdono a causa di sacerdoti che, dimenticata la loro sacralità, spesso usata per tornaconto personale, schivano con abilità chirurgica la disponibilità alla missione di versare il proprio sangue per la salvezza delle anime? Vederli passare dalla missione all’omissione è stato un attimo.

Gran parte della fiacchezza spirituale dei sacerdoti deriva dall’abbandono della talare (scudo agli attacchi del Maligno) e dall’adozione dell’abito civile (scudo alla grazia santificante). Motivo per il quale, con tanta abominevole indifferenza, troppi sacerdoti si prestano a distribuire il Corpo di Cristo nel più oltraggioso dei modi. Così, nel momento stesso in cui scende dal Cielo a portare se stesso con i suoi doni più sublimi, Nostro Signore è accolto come un fastidioso miserabile, all’interno di celebrazioni che non hanno alcuna corrispondenza con l’entità e la gloria del Celebrato. Tranne che nel Vetus Ordo, dove sull’altare si vede il fuoco, dove sospese si fanno le categorie dello spazio e del tempo e dove tutto è pensato per garantire la solennità della cerimonia e rendere la massima gloria alla suprema maestà del Salvatore.

Le Messe moderne sembrano, più che una lode, un’elemosina. Non è difficile immaginare attorno al sacerdote ombre di diavoli danzanti, non proprio legioni, ma assembramenti sì, anche in sacrestia, non appena egli svesta l’abito del sacro rito, per restare in manica di camicia, jeans e scarpe da ginnastica. E chissà, forse, cercando, si troverebbe pure il testimone oculare.

Tornate a indossare le vostre armi, sacerdoti. Abito sul corpo, rosario rivolto al Cielo e ginocchia alla terra. E carità, carità in abbondanza. Deus caritas est. Fate a gara nell’edificarci e nell’edificarvi a vicenda, o vi perderete a migliaia e con voi turbe di anime di cui siete responsabili. Nel tempo dell’inganno universale, infatti, rischiano molto anche gli eletti.
Sappiamo però, che Gesù ha promesso – ed Egli è fedele – che negli ultimi tempi susciterà giganti di santità, come mai nella storia vi sono stati. Dunque, siate docili e disponibili a questo progetto di santità. Ciascuno di voi lo sia.

Se voi non opponeste resistenza, Egli – che vi ha eletti – potrebbe trasformare tutto, anche le ferite, le macerie e le tiepidezze del vostro cuore nel suo Cuore: vivo, amante, intrepido, mite, potente e pulsante. E lo farebbe con la stessa rapidità con cui trasforma il pane e il vino nel suo Corpo e Sangue, ogni volta che glielo domandate. Coraggio. È tutta qui l’audacia che vi è richiesta. Non siate sacerdoti a metà. Le nostre anime hanno bisogno del vostro esempio.

E i bambini? Strappati, oppressi dalla fame e dalla sete, abusati, rapiti, sfruttati, torturati, uccisi anche nel grembo della madre, a decine di milioni. Quante anime si perdono intorno allo scempio sui bambini. Quanti e quali movimenti compiono gli adulti per compiere il sacrificio degli innocenti, bisognosi di tutto, senza che abbiano possibilità alcuna di sottrarsi dalle mani putride dei loro carnefici? Bisognosi di tutto tranne che del diritto sessuale che invece vorrebbero imporre per legge. Preti infedeli e abusatori dell’infanzia. In nessun ambito più di questi due appena elencati, abbiamo il più grande numero di perdizioni.

Don Guido Avi, 104 anni il 14 febbraio 2022, che il 5 aprile ha festeggiato gli 80 anni di sacerdozio.

Grazie al Cielo ci sono anche anime che, per lo più nel nascondimento, vivono la vocazione alla paternità (naturale e sacerdotale) e molte sono le preghiere che indirizzano al Cielo a vantaggio di sacerdoti e bambini. Prova concreta dell’esistenza e dell’essenza stessa di Dio, alla cui volontà dovremmo essere docili come agnellini. Così come dovremmo ruggire, quale militia Christi, contro ogni forma di male e di menzogna, sempre usando, in entrambi i casi e in forma simbiotica, l’azione e la preghiera.

Ed ora la battaglia si fa ardua. Chi può dire se verrà prima la santità dei sacerdoti a salvare i bambini, o se sarà il sacrificio abominevole dei bambini, che come l’Innocente portano la più pesante delle croci, a santificare i sacerdoti e tutti noi?

In ogni caso, Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison. Preghiamo per l’alfa e l’omega. Preghiamo per i bambini e i sacerdoti. Preghiamo. Tutto il resto è vanità.

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