Papa Pacelli beato. Ministro israeliano: è inaccettabile
Nuovo capitolo nella polemica sulla beatificazione di papa Pio XII. Il ministro israeliano agli Affari sociali e alla Diaspora Isaac Herzog ha parlato oggi di ipotesi inaccettabile, spiegando che al tempo dell’Olocausto “il Vaticano sapeva molto bene quello che stava accadendo in Europa”. “Non c’è ancora alcuna prova di alcun provvedimento preso dal papa, come avrebbe dovuto suggerire la statura della Santa Sede”, ha detto Herzog in un’intervista al quotidiano ‘Haaretz’.
Il tentativo di canonizzarlo è uno sfruttamento dell’oblio e una mancanza di consapevolezza. Invece di agire in base al versetto biblico ‘Non coopererai alla morte del tuo prossimo’, il papa è rimasto silenzioso e forse ha fatto anche di peggio”. Accuse pesanti a cui la Santa Sede ha deciso di non rispondere. “Non ho nulla da dire, non voglio alimentare la polemica”, ha spiegato all’Agi padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa. Ha parlato comunque il postulatore della causa di beatificazione, padre Peter Gumpel, che ha stigmatizzato l’ingerenza di Israele in una vicenda che riguarda solo la Chiesa.
Dai Sacri palazzi, tuttavia, si ribadisce che papa Pacelli agì, discretamente, in difesa degli ebrei e che il suo processo di beatificazione è fondato su solidi documenti storici. In Vaticano si sottolinea anche che l’impegno di Pio XII di fronte alle persecuzioni naziste degli ebrei sono state riconosciute anche da studiosi ebrei. A partire dallo storico britannico Sir Martin Gilberth, secondo il quale le accuse contenute nella didascalia che accompagna la foto di Pacelli nel museo gerosolimitano di Yad Vashem “sono tutte falsificazioni”.


























