Ricordate le parole di Papa Francesco sulle priorità dell’Ungheria tra cui “famiglie tradizionali”, “cultura della vita” e “cristiani perseguitati”? Passate in silenzio

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Il 25 agosto scorso abbiamo riferito [QUI], che Papa Francesco ha ricevuto in Udienza privata S.E. la Sig.ra Katalin Novák, Presidente dell’Ungheria e che il Santo Padre ha ringraziato l’Ungheria per aver difeso le famiglie tradizionali, la cultura della vita e i cristiani perseguitati nel mondo. Sulla questione condividiamo di seguito il corsivo di Giovanni Sallusti pubblicato oggi su Libero Quotidiano.

Se il Papa non è per forza di sinistra

Sullo stesso numero di Libero Quotidiano di oggi, Antonio Socci scrive sulla “metamorfosi mediatica del Papa, il vero Bergoglio che non piace alla sinistra”. Anche se nei primi due anni del pontificato bergogliano, si era affermata l’idea, che Papa Francesco “dice cose di sinistra”, comunque non è un fenomeno nuovo che Papa Francesco non piace più a sinistra. In particolare dopo le “ingerenze” sull’approvazione del Ddl Zan liberticida, inutile, dannoso e pericoloso, poi in Senato affossato (per ora… il “Partito delle Devianze” certamente ritornerà all’attacco alla prima occasione). Il primo a rinnegare Papa Francesco era uno di quelli che negli anni aveva salutato con ovazioni quasi tutte le posizioni “moderniste” del Vescovo di Roma: Nichi Vendola il 23 giugno 2021 era tornato anti-clericale, rinnegando Bergoglio come avrebbe fatto come un qualunque Salvini, dichiarando: “Siamo tornati al rogo dei sodomiti”.

Ricordiamo dai tempi non sospetti (“Salottieri avvisati”… [*]), il corsivo Papa oscurato dai media se dice cose di “destra”. La sinistra inneggia al Francesco “rosso”, ma censura le sue posizioni scomode a firma dell’amico e collega Fabio Marchese Ragona apparso il 12 agosto 2015 su Il Giornale [QUI], che riportiamo per intero:

C’è chi lo vorrebbe vestito di rosso, non per una retrocessione al rango cardinalizio, ma per questioni esclusivamente politiche, per poter finalmente dire che almeno a capo della Chiesa c’è «un comunista».
Giornali e militanti di sinistra inneggiano da tempo al Francesco no global e a quello «gay friendly» ma quando si tratta dei temi cardine del magistero del Pontefice, scatta una repentina censura contro quei discorsi su argomenti all’improvviso scomodi perché lontani dal pensiero dei salottieri rossi. Non è un caso che alcuni quotidiani abbiano dimenticato la posizione di Francesco su aborto, eutanasia, fecondazione assistita, sacerdozio delle donne o matrimoni gay. Chi ha tirato per la tonaca il Papa dimentica che per Francesco la fecondazione assistita è un peccato mortale: nel corso dell’udienza ai medici cattolici italiani, nel novembre 2014 [QUI], aveva detto: «Noi stiamo vivendo un tempo di sperimentazioni con la vita. Ma uno sperimentare male. Fare figli invece di accoglierli come dono. Giocare con la vita. Siate attenti, perché questo è un peccato contro Dio Creatore».
Parole fortissime, una condanna che si è unita all’attacco del Papa contro quel «pensiero dominante che propone a volte una falsa compassione: quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l’aborto, un atto di dignità procurare l’eutanasia, una conquista scientifica produrre un figlio considerato come un diritto o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre». Parole pronunciate solo un anno fa e che non hanno raggiunto però le orecchie di una certa intellighenzia, intenta a dipingere di vernice rossa il Cupolone. Parlando di aborto il Papa ha sferrato un cazzotto molto più potente di quello sferrato contro chi gli insulta la mamma: Bergoglio è tornato diverse volte sul tema, ribadendo che «non è un problema religioso ma scientifico, perché lì è una vita umana e non è lecito fare fuori una vita umana per risolvere un problema».
E con grande sorpresa, per chi lo vorrebbe a tutti i costi di sinistra, il Papa ha criticato aspramente anche i matrimoni omosessuali: da cardinale di Buenos Aires (ironia della sorte, stavolta era davvero vestito di rosso) al suo amico rabbino Abraham Skorka, in una conversazione pubblicata nel 2010 diceva: «In quest’epoca è la prima volta che è sorto il problema legale di assimilare il rapporto omosessuale al matrimonio, e lo ritengo un antivalore e una regressione antropologica. Se c’è un’unione di natura privata, non si coinvolge né una terza parte né la società. Ora, se a quell’unione viene riconosciuto lo status di matrimonio e agli omosessuali vengono concessi diritti di adozione, potrebbero esserci dei bambini coinvolti. Ogni persona ha bisogno di un padre maschio e di una madre femmina che possano aiutarla a modellare la propria identità».
Parole impossibili da trovare sui giornali impegnati a osannare il Papa con la foto del crocefisso falce e martello disegnato dal gesuita padre Espinal e ricevuto in regalo in Bolivia e che, ha ribadito padre Federico Lombardi, «non è da mettere in Chiesa», e infatti è conservato nel magazzino privato del Papa. «L’ideologia marxista è sbagliata. Terra, lavoro, tetto – ha detto Francesco – se parlo di questo dicono “il Papa è comunista”! Ed invece l’amore per i poveri è al centro del Vangelo». Salottieri avvisati.

[*] «Laevius laedit quidquid praevidimus ante» (Marco Porcio Catone, Disticha Catonis), ovvero: ferisce più lievemente ciò che prima abbiamo previsto. Ecco, ignorando – soprattutto per quanto riguarda il dolore e le delusioni conseguenti – gli avvertimenti degli altri mentre tesi a farsi guidare dalla cazzimma che gli distingue.
[Per i non-Campani, cazzimma è un’espressione napoletana, diffusa soprattutto nel lessico giovanile campano e utilizzata, secondo una rara testimonianza nel Dizionario storico dei gerghi italiani di Ernesto Ferrero (Mondadori 1991), per indicare un insieme e un intreccio di atteggiamenti negativi, di autorità, malvagità, avarizia, pignoleria, grettezza. Una definizione certamente troppo generica, mentre una definizione più precisa è data dal cantautore partenopeo Pino Daniele, nella sua canzone manifesto A me me piace ’o blues del 1980, dove dichiara in modo provocatorio: “Tengo a cazzimma e faccio tutto quello che mi va”. A chi gli chiede che cosa sia la cazzimma, Pino Daniele risponde così: «Già, “’a cazzimma”. Chi non è napoletano e non ha mai avuto modo di sentire questo termine, si chiederà giustamente di che si tratti. Ebbè, “cazzimma” è un neologismo dialettale molto in voga negli ultimi tempi. Designa la furbizia accentuata, la pratica costante di attingere acqua per il proprio mulino, in qualunque momento e situazione, magari anche sfruttando i propri amici più intimi, i propri parenti […]. È l’attitudine a cercare e trovare, d’istinto, sempre e comunque, il proprio tornaconto, dai grandi affari o business fino alle schermaglie meschine per chi deve pagare il pranzo o il caffè» (Pino Daniele, Storie e poesie di un mascalzone latino, Pironti 1994).

Papa Francesco, le parole (clamorose) su Orbán passate in silenzio
di Giovanni Sallusti
Liberoquotidiano.it, 28 agosto 2022


Non sappiamo se a causa della scomparsa dell'”amico” Scalfari, ma la tentazione dell’illazione è forte: Papa Francesco deve aver smesso di leggere Repubblica. Stando al fatto, il Pontefice ha assestato un sonoro schiaffone a tutto il caravanserraglio variamente progressista, politicamente corretto, di fatto filopiddino, che cerca incessantemente di trasformare il suo pensiero in una succursale del Nazareno, inteso però come sede di partito. Non è la prima volta, che Bergoglio smentisce la sua caricatura politicista, ma stavolta, così a ridosso delle elezioni e su un tema così sensibile, è più di una notizia, è una sconfessione pubblica. Succede infatti che il Santo Padre, insieme al Segretario di Stato Cardinale Parolin, riceva in udienza Katalin Novák, Presidente di Ungheria. E già la cosa in sé colpisce: il capo dello Stato del Paese spacciato dal mainstream come il babau della democrazia europea viene tranquillamente ospitato nelle stanze vaticane ai massimi livelli.

Cordiali colloqui

Ma è la comunicazione dell’evento, a costituire un colpo da KO per le anime belle angustiate dall’allarme fascismo, dall’allarme sovranismo e Dio (non) sa da cos’ altro.

Nota della Santa Sede: «Durante i cordiali colloqui in Segreteria di Stato, è stata espressa soddisfazione per le buone relazioni bilaterali. Ci si è quindi soffermati su alcune questioni di comune interesse, quali la famiglia, la promozione della cultura della vita, i giovani e la situazione dei Cristiani in Medio Oriente».

C’è un’agenda in comune con l’Orco Viktor Orbán, per dirla senza raffinatezze vaticane, quantomeno il riconoscimento di alcune priorità (tra cui “famiglia” e “cultura della vita”), che non sono quindi l’anticamera della barbarie, come strepita e twitta quotidianamente il cretinismo di sinistra, ma paletti valoriali che stanno in una visione cristiana del mondo.

E qui non c’è nostra illazione, ma la conferma della stessa Novák: «Durante la mia udienza il Santo Padre si è particolarmente interessato alla politica della famiglia ungherese. Ha accolto con favore il fatto che il numero dei matrimoni sia raddoppiato e che gli aborti si siano dimezzati in Ungheria. Il Santo Padre ci ha ringraziato per aver difeso le famiglie tradizionali e i cristiani perseguitati».

Ci aspettiamo da un momento all’altro un’agenzia di Enrico Letta contro il Papa sovranista e retrogrado, visto che il Segretario dem nei giorni scorsi aveva tuonato: «Salvini ha detto che il suo modello di famiglia è quella ungherese di Orbán. Io non avrei mai immaginato che si sarebbe arrivato a tanto».

E invece sì, Enrico, si può arrivare a tanto, che poi non è tanto, seppur forse troppo per il dogmatismo arcobaleno in voga dalle tue parti, è semplicemente qualcosa: la centralità della famiglia come cardine della società e il valore della vita dal concepimento alla morte naturale. Lo si può contestare, non lo si può delegittimare come spettro di un nuovo fascismo che sta solo nelle vostre teste e nei vostri giornali. Piuttosto, è qualcosa in cui si riconosce tutt’ oggi una buona fetta della popolazione europea, ed italiana, visto che l’Europa è stata ed è anzitutto cristianità culturale, prima ancora che cristianesimo confessionale.

Ecco il modello

Dovreste saperlo voi cosiddetti “europeisti” per primi, invece preferite inventarvi Orchi immaginari e allarmi inesistenti. Anche perché ad andarla a vedere, la politica dell’Orco, tra i suoi punti trovi: esenzione a vita dalla tassa sui redditi per le mamme con 4 figli, aiuti dello Stato per comprare casa alle famiglie con due figli o più, creazione di 21mila nuovi posti negli asili pubblici, congedo parentale per i nonni. Capite che a rischio non c’è la democrazia, ma solo la soglia del ridicolo, ampiamente superata dalla campagna lettiana contro il famigerato “modello ungherese”. «La solita destra che vuole portare indietro le lancette della storia», ha vaneggiato Debora Serracchiani quando Salvini si è permesso di proporlo per l’Italia. Come no, la solita Internazionale nera con sede in San Pietro e a capo Jorge Mario Bergoglio. Una risata li seppellirà.

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