La morta della figlia di Aleksandr Dugin, un messaggio a Putin

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L’autobomba a Mosca non è stato un errore. Volevano uccidere la figlia di Dugin, l’ideologo dello Zar, per spaventare Putin. Sembra un avvertimento la morta di Darya, giornalista di regime impegnata nella macchina propagandistica anti-ucraina. Pietà per la disperazione del padre.

La disperazione di Aleksandr Dugin. Il filosofo è stato ricoverato in ospedale.

(ANSA) – ROMA, 22 AGO – L’ordigno esplosivo installato sull’auto della giornalista e politologa Darya Dugina è stato fatto esplodere a distanza. Lo afferma la polizia russa. “Ora è stato accertato che la bomba sull’auto di Dugina è stata innescata a distanza. Presumibilmente, l’auto è stata monitorata e il suo movimento è stato seguito”, ha detto una fonte della polizia alla Tass, ripresa dal quotidiano Izvestija (ANSA).

Nella notte, quell’auto, proprio quella, esplode e brucia sull’autostrada, a 40 chilometri a est di Mosca. L’uomo con la barba grigia scende dalla vettura su cui era ospite circondato da agenti di sicurezza. Un po’ corre, un po’ barcolla.

Poi si blocca, non c’è nulla da fare. Si porta le mani sulla faccia. Aleksandr Dugin, 60 anni, ideologo del Cremlino, Rasputin del Nuovo Zar, guarda disperato la figlia Daria, 30 anni, filosofa, giornalista, ridotta a pezzetti di carne bruciata. Cosa pensa un padre in quei momenti? Non pensa, non crede sia vero, brucia anche lui, vorrebbe essere al posto di lei, su quella Toyota Land Cruiser, avrei-dato-la-vita-per-te. Poi: è-colpa-mia, bastardi-perché-avete-voluto-sacrificare-lei-davanti-ai-miei occhi?

Vladimir Putin ha capito il messaggio. Ha maturato la sua visione del mondo e le tecniche per raggiungere il potere e mantenerlo alla scuola del KGB. Dunque egli sa bene che il bersaglio era proprio Daria. Non c’è nessuna punizione e nessun avvertimento più tremendi di uccidere una creatura davanti al padre. Virgilio descrive una scena simile, con il figlio di Achille che trucida sull’altare il figlio di Priamo, il quale grida: “Scellerato, empio”.

Cosa è accaduto

Accade in guerra. È orrendo. Putin sa perfettamente che cosa è accaduto:

1) Una simile azione suppone una preparazione di mesi, con appostamenti, pedinamenti, per conoscere le abitudini, penetrazione dentro i computer per conoscere l’agenda di lei. Era certo protetta, ma meno del padre, com’è ovvio. Nulla era trapelato di possibili minacce contro di lei.

2) Scegliere lei come obiettivo è intuizione di menti raffinatissime, cui è seguita una pianificazione riuscita al millimetro. Deduzione ovvia: è stata un’operazione di una o più intelligence occidentali che hanno usato una rete di russi e/o ucraini sotto copertura, cittadini qualsiasi ma dotati di strumenti sofisticati, oltre che di un addestramento eccezionale.

3) Una scelta odiosa per la morale dell’Occidente, per cui nessun servizio rivendicherà mai l’azione, come del resto Mosca non ha mai fatto con attentati pur lasciando le impronte dei propri servizi. Ma già trapelano sui siti informazioni su Daria, detta Platonova, per la sua passione filosofica, fatte apposta per giustificare almeno un po’ questa crudeltà bellica. Era una brillante giornalista di regime; aveva fatto servizi in diretta tivù dal Donbass, bionda ed elegante, conoscenza perfetta di lingue straniere, pronta alle interviste osannanti l’”operazione speciale” per la denazificazione dell’Ucraina. Come abbiamo potuto non pensarci prima – stiamo sempre ragionando con la testa di Putin -: lei era perfetta per essere ammazzata scenograficamente. È vero non è imputabile di crimini di guerra, non è la figlia di Dugin, non è lei che consiglia il Cremlino, ma non è innocente, persino propagandista dell’invasione.

4) Fsb e Gru sono state surclassate. Adesso gli autori continueranno la vita di prima, inutile bloccare frontiere e aeroporti, controllare le stazioni ferroviarie. Faranno la vita di sempre, andranno al lavoro o al bar come di consueto.

5) Colpendo Dugin, l’amico Dugin, il suo alter ego morale, colui che insieme al Patriarca Kirill l’ha giustificato come il Profeta Nathan fece con Re David attribuendo all’Altissimo il suo disegno: “Io renderò stabile per sempre il suo Regno”; colpendo il suo profeta su misura, colpiscono lui. Lo puniscono per le efferatezze commesse nel mattatoio di Mariupol, per le bombe che hanno sterminato i prigionieri di guerra della Azov.

6) Il messaggio è un’informazione personale recapitata al Nuovo Zar: sappi Vladimir che possiamo colpirti negli affetti più cari, chiunque tra i tuoi figli e figlie, in Russia o all’estero. E così i congiunti dei tuoi ministri, generali, hai una bomba atomica nella pancia della tua Santa Russia.

7) Durante una guerra, colpire all’interno del Paese nemico, e riuscire a sfuggire alla cattura, demoralizza il popolo, rende incerti sul destino di una guerra che adesso non può essere truccata come un’operazione di pulizia morale e ideologica.

8) Che fare? Questa antica domanda posta da Lenin, riecheggia oggi nella notte solitaria di Putin.

9) Risposte plausibili:
a- Far credere che il bersaglio fosse lui, il padre, e che sarebbe sfuggito per una casualità all’attacco, essendo sceso dalla macchina che gli era intestata per salire su quella che seguiva. Utile per evidenziare un errore che invece non c’era, e non far trasalire e magari spingere alla diserzione morale tutti i padri e i figli della nomenklatura putiniana.
b- La vendetta plateale, uguale e contraria. È quanto teme Volodymyr Zelensky che si aspetta “provocazioni disgustose e crudeli”. Il fatto è che a questo punto l’escalation dell’intelligence occidentale salirebbe di un altro gradino.

L’ultima foto di Darya (a destra) poche ore prima della morte. Qui è con il padre Aleksandr e con il corrispondente di guerra Akim Apachev, anche lui presente al festival “Tradizione”. Apachev ha dichiarato di ritenere l’attentato un atto terroristico ucraino.

L’unica cosa che a questo punto la testa di Putin considera impossibile è la trattativa. Era ed è questo che i leader dell’Occidente – in realtà Americani e Inglesi e stop – vogliono? Certo: la guerra ha una logica tremenda. Ma replicare alla crudeltà rozza e bestiale dei capi della Federazione Russa con una crudeltà mirata per bruciare viva una ragazza che non ha sparato a nessuno, anche se figurava con il padre nella lista nera di inglesi e americani, non è che tira su il morale a noialtri. È così che si propaga la libertà e il nostro presunto umanesimo? Un po’ mi vergognerei se fossi in quelli che hanno autorizzato questa azione.

P.S. Nella lista degli ideologi preferiti dal Cremlino ce ne sono altri due. Uno si chiama Ivan Ilyin, e per fortuna della sua discendenza riceve ogni anno sulla sua tomba, dove giace dal 1954, un mazzo di fiori da parte di Putin. L’altro è il professor Anatolij Fomenko, matematico, 75 anni. Ha inventato la “nuova cronistoria”. Sostiene che la storia è stata falsificata per schiacciare l’anima dei russi. E comunque non siamo nel terzo millennio, ma al massimo nel primo, e Gesù in realtà era turco. Fa ridere, ma non c’è niente da ridere. Fomenko indica un “Piano” per innalzare il “grande popolo russo”. A realizzarlo sarà il “Raccoglitore di tutte le terre russe”. Il 15 febbraio scorso Putin pronunciò una frase nel corso di una conferenza stampa: “Tutto procederà secondo il Piano”. Quale piano? Risposta: “Il Piano, noi sappiamo qual’è”.

Questo articolo è stato pubblicato oggi su Libero Quotidiano.

Foto di copertina: Darya, la figlia di Aleksandr Dugin.

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