Pio XII, l’ultima polemica

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Sta assumendo aspetti curiosi la polemica sulla beatificazione di papa Pio XII. Se sono noti i rilievi che arrivano da alcuni settori del mondo ebraico sui presunti silenzi del pontefice sulla Shoah, stupisce che l’ultimo capitolo della querelle sia stato alimentato direttamente da ambienti ecclesiali. Merito del postulatore della causa, padre Peter Gumpel, che ha collegato il dibattito in corso al mancato viaggio di Benedetto XVI in Israele.

Dichiarazioni ridimensionate dal direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, sulla scia delle tante notizie che in passato sono state diffuse per poi essere smentite. Ancora una volta, viene da chiedersi quale sia lo stile di comunicazione della Chiesa di oggi, nella consapevolezza che a volte sarebbe preferibile il basso profilo e soprattutto, un’unica linea da seguire.

Quanto alla beatificazione, è prevedibile che la leggenda nera su Pio XII venga ridimensionata, specie con l’apertura degli archivi sul suo pontificato. In ogni caso, non è uno scandalo aspettare, così come contribuire alla costruzione di una memoria storica condivisa (almeno più di quanto avviene oggi).

Con una convinzione di fondo, espressa bene di recente sul suo blog dal vaticanista Luigi Accattoli: “Nessun dubbio che Pacelli, Wojtyla, Montini e Luciani (non ancora proclamati) fossero dei santi, come Roncalli e Sarto e Mastai Ferretti (già proclamati) e come Ratti, Della Chiesa e Pecci che mai sono stati proposti. Ma tra tutte le canonizzazioni le meno urgenti sono – a mio parere – quelle dei papi, che vengono detti “santi” in vita e la cui esemplarità è già proposta ad excessum nella vita ordinaria della cattolicità”.

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