Il leone da tastiera Burioni fa il bullo contro “Alessia sei un sorriso” e poi trova eccessiva la SUA “crocifissione” sul web

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Il Professore Roberto Burioni in un tweet si prende gioco della ragazza leghista e scatena l’ennesima lite sui social. Il virologo-star televisivo – ospite fisso di Fabio Fazio – pubblica la foto di una sostenitrice del Carroccio per irridere i suoi difetti, incapace a vedere con il cuore l’intelligenza della ragazza. I leader del centrodestra lo attaccano e lui alla fine si scusa, oltretutto in modo debole e tardivo. Ma il fattaccio non si cancella con un click. È la legge del Menga: chi l’ha in tasca se lo tenga (di male voluto). Sì, si tratta dello stesso Burioni del tweet sui i no vax “chiusi in casa come sorci”, il 23 luglio 2021, dopo l’introduzione dell’infame green pass, più dannoso che inutile [*].

È accaduto nella notte tra sabato e domenica. Nel pieno della batracomiomachia tra virologi l’un contro l’altro armati, e connesso scambio di mazzate Twitter tra epidemiologi e politici, si è affacciata sul campo di battaglia, dalla sua finestrella social, una ragazza gentile e troppo disarmata per questi tempi grami.

Una farfallina che si tuffa nel cimento tra i topi e le rane? Ma non lo sai, figliola, che non si esce il sabato dopo mezzanotte nella giungla popolata di infettivologi che mordono come serpenti a sonagli? In sequenza.

1. Alex Bizzaro, deputato leghista chiama le mascherine «cenci», non vuole siano imposti nuovi lockdown, e si dichiara fieramente avverso alla rivaccinazione n.4 per i soggetti sotto i cinquanta anni, definendola per loro «un rischio».

2. Al che il professor Roberto Burioni interviene con la lingua a scimitarra e sbudella il parlamentare salviniano chiamandolo «irresponsabile, ignorante olimpionico».

3. Alessia smile6 si fa scudo umano: «Sono orgogliosa che nella Lega ci siano persone come Alex Bizzaro». Non sfiora neppure con un aggettivo tipo «malaccorto, maleducato» al luminare, si limita a restaurare la reputazione del parlamentare colpito sotto la cintura.

4. E allora che il più famoso dei contendenti, il professor Roberto Burioni, si accorge improvvisamente dell’intrusa, si gira, e con indifferenza la schiaccia come si fa con un insetto, rimproverandole non le idee ma la faccia, il suo modo di essere, che traspare dal suo volto. Appende la foto di Alessia con questa didascalia: «Capisco». Una parola, uguale a: fai schifo.

Circoscritta la scena del delitto, vediamo il seguito. Dopo un attimo di stupore, i sentimenti dei social si dividono tra l’indignazione morale e la tenerezza per la ragazza, che tra l’altro, in un post, rivela di essere disabile. Tutti capiscono l’allusione di Burioni da fighetto all’apericena. Traduzione elementare: con quella faccia non puoi che stare dalla parte dell’ignoranza. In termini americani si chiama body shaming. Razzismo che riduce l’altro alla mia misura. La figura intera di persona non esiste più, è reale solo quello che sembra a me. Burioni suppone (e sarebbe uno scienziato) che l’evidenza stia dalla propria parte. Professore, lei sarà forse bravo, campione olimpionico, nell’osservare la forma dei virus e a eleggere Miss Vaccino, ma se sposta l’occhietto dal microscopio, è cieco. Non capisce quanto sia intelligente questa ragazza. Basta guardare il nome con cui ha scelto di incoronare – uso questa parola che spetta alle regine – il suo profilo Twitter: “Alessia smile6”. Solo uno che resta incantato dai microbi, forse perché piccoli come il suo cuore, non sa che smile vuol dire sorriso. E 6 vuole dire sei, voce del verbo essere. Traduco: Alessia tu sei un sorriso. Oppure: Alessia sei il tuo sorriso. E proprio in quella foto, sfregiata dall’ottusità del divo, Alessia sorride con il suo bel sorriso dai denti storti, si vede che è contenta di stare al mondo, e vuol prendersi il diritto di esprimere con dolcezza il suo pensiero. Lo dico: Alessia rende bella la nostra vita perché «tu sei un dono bellissimo». Guardatela davvero quella foto, professoroni!

Molti sono intervenuti. Chiedono all’Ordine dei medici di radiare Burioni (Maria Teresa Meli giornalista del Corriere), altri che la magistratura intervenga e la Rai tagli il contratto con lui (il deputato leghista Claudio Borghi). Giorgia Meloni twitta: «”L’esperto” #Burioni deride su Twitter una ragazza, sostenitrice della Lega, pubblicando una foto di lei come commento e scrivendo “Capisco”. A cosa alludi Burioni? Ha qualcosa di sbagliato quella foto? Rimuovi il tweet e chiedi scusa». Matteo Salvini è glaciale: «Capisci cosa? Che sei un uomo piccolo piccolo?».

La mia speranza per trovargli un alibi degno del suo rango è che Burioni si sia preso il vaiolo delle scimmie. Qualcosa di sub-umano, senza offesa per i primati, deve aver trascinato un uomo di cui ci siamo fidati per tutti questi anni di Covid, a sprofondare in questo tombino morale. Chi non fa errori, anche madornali? Ma quando un uomo famoso e notevole per scienza, polemista scotennatore sì ma per la salvezza dell’umanità, sfregia una ragazzina perché ingombra con parole persino gentili il tuo marciapiede di gloria del menga, non c’è niente da fare. Quel fatto lì non si cancella. Dovresti andare in ginocchio da lei, e forse quel tatuaggio da bestia sparirà. Se «Alessia sei un sorriso» ti perdonerà.

Questo articolo è stato pubblicato oggi su Libero Quotidiano.

Le scuse arrivate, deboli e in modo tardivo, non bastano a cancellare il bullismo ed il bodyshaming che Alessia ha dovuto subire da Burioni, che ha un account con oltre 350mila followers. Poi, alle ore 11.35 di oggi, 11 luglio 2022, il bullo seriale Burioni twitta: «La crocifissione è eccessiva ma sia chiaro: sono io ad avere sbagliato e a dovermi scusare». Ecco, poverino, “crocifissione eccessiva”. Scuse non ricevibili.

[*] «Propongo una colletta per pagare ai novax gli abbonamenti Netflix per quando dal 5 agosto saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci». Questo tweet del 23 luglio 2021 di Burioni aveva sollevato molte polemiche, non solo tra i suoi follower ma anche a livello politico. Poi, allora come oggi, era tornato sul suo tweet al centro delle polemiche per giorni: «Il mio era un tweet ironico, ma io ho dimenticato che Twitter non è il luogo dell’ironia (e dell’autoironia). Colpa mia comunque» e «Certamente quel tweet non lo riscriverei, perché qualcuno si è sentito offeso». Il Codacons aveva annunciato di voler presentare un esposto all’Ordine dei medici per chiedere la radiazione, ma ovviamente nulla è successo. Burioni anche allora aveva concluse con una riflessione amara, da povere vittima, lui, girando la frittata: «Però che uno finisca ricoperto di insulti perché dice che bisogna vaccinarsi è roba da non credere».

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