Taizé, capodanno europeo a Brussel

ragazze alla gmg
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Dal 29 dicembre 2008 al 1 gennaio 2009 la comunità di Taizè invita tutti i giovani europei ad incontrarsi nella capitale belga, Brussel (Bruxelles). “Nelle profondità della condizione umana, – è il messaggio dei monaci – giace l’attesa di una presenza, il silenzioso desiderio di una comunione. Non dimentichiamolo mai, il semplice desiderio di Dio è già l’inizio della Fede”.

Oggi la comunità di Taizé conta un centinaio di fratelli, cattolici e di diverse origini evangeliche, provenienti da quasi trenta nazioni. Con la sua stessa esistenza, la comunità è una ‘parabola di comunione’, un segno concreto di riconciliazione tra cristiani divisi e tra popoli separati. I fratelli vivono unicamente del loro lavoro. Non accettano nessun regalo. Non accettano per se stessi nemmeno le proprie eredità personali, la comunità ne fa dono ai più poveri. Alcuni fratelli vivono in luoghi svantaggiati del mondo per essere testimoni di pace, per stare accanto a coloro che soffrono.

In queste piccole fraternità in Asia, Africa, America Latina, i fratelli cercano di condividere le condizioni d’esistenza di coloro che li circondano, sforzandosi d’essere una presenza d’amore accanto ai più poveri, ai bambini di strada, carcerati, moribondi, a chi è ferito nel più profondo per le lacerazioni affettive, gli abbandoni umani. Lungo gli anni, cominciò ad arrivare a Taizé un sempre maggior numero di giovani.

Le suore di Sant’Andrea, una comunità cattolica internazionale fondata più di sette secoli fa, alcune suore orsoline polacche e delle suore di San Vincenzo di Paolo assumono una parte dei compiti dell’accoglienza dei giovani. A partire dal 1962, dei fratelli e dei giovani, mandati da Taizé, non hanno mai smesso di andare e venire dai Paesi dell’Est Europa, per visitare con la massima discrezione chi era rinchiuso all’interno dei propri confini.

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