Il cardinale Bagnasco al Sinodo: quando la Chiesa parla di etica è dentro la sua missione

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In attesa della pubblicazione del discorso del papa di ieri, oggi in Congregazione Generale è arrivato l’intervento del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. “Ritorna la necessità e l’urgenza di tenere unita la Scrittura, la Tradizione e il Magistero”, ha spiegato il cardinale riferendosi alla Dei Verbum la costituzione conciliare sulla Sacra Scrittura. 

Per Bagnasco è l’urgenza per ogni credente per “comprendere meglio le grandi questioni del nascere e del morire, della famiglia e della libertà, dell’amore e della legge naturale, dell’eutanasia, della fecondazione” e presentarle “anche ai non credenti, per i quali la Bibbia vale solo per la forza degli argomenti”. Forte e chiara la dichiarazione sull’impegno pubblico della Chiesa, che quando “parla di questi temi non fa ingerenza, non va fuori della sua missione evangelizzatrice, ma è dentro alla sua missione”.

Angelo Bagnasco ha iniziato il suo intervento ringraziando “per l’esperienza di grazia che è il Sinodo: in questa santa Assemblea si vede il volto sempre giovane del Risorto, vera speranza del mondo”. E ha poi aggiunto: “Di fronte al secolarismo, dobbiamo interrogarci su come migliorare l’annuncio, conoscere meglio le culture e i contesti, ma senza mai dimenticare il dramma decisivo della libertà personale, e sapendo che le vie di Dio sono infinite”.

L’arcivescovo di Genova ha poi sottolineato alcuni dei punti emersi dal dibattito sinodale, “suggerimenti che condivido: la cura dell’omelia, la diffusione della Bibbia, sussidi semplici e agili, piccoli gruppi”. Infine, la convinzione che la Chiesa sia chiamata a “servire le culture e le società perché possano diventare più umane. È esattamente questo lo spirito e lo scopo del “Progetto culturale” che la CEI porta avanti dal 1995 in Italia”.

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