Papa Francesco: “Ringraziamo il Signore per il cardinal Van Thuan”
Ci sono circa 200 persone in sala Clementina, per l’udienza con Papa Francesco. Moltissimi sono arrivati dal Vietnam, per rendere omaggio al loro illustre concittadino che – ha affermato il vescovo Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace – “era prima di tutto un patriota”. Un amore ricambiato da molti che sono stati toccati dal cardinale. Il quale, una volta arrivato a Roma, non stava mai fermo: incontrava gli immigrati vietnamiti in Francia, negli Stati Uniti, in Canada.
Tra i presenti c’è anche il cardinal Bernard Francis Law, che era arcivescovo di Boston quando van Thuan si operò lì, e ospitò il cardinale vietnamita, dando il via ad una amicizia che Law continua a rivendicare.
Ma sono stati in molti ad essere toccati dalla personalità e dalla santità del cardinale van Thuan. Per esempio, l’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi, il quale invitò van Thuan in Sicilia quando era rettore del seminario. Oggi, membro del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, di cui van Thuan fu presidente, è a Roma anche per partecipare alle celebrazioni della fine della causa diocesana di beatificazione.
“Tante persone – dice il Papa – hanno scritto raccontando grazie e segni attribuiti all’intercessione del Servo di Dio Cardinale Van Thuân. Ringraziamo il Signore per questo venerato Fratello, figlio dell’Oriente, che ha concluso il suo cammino terreno al servizio del Successore di san Pietro”.
“Un martire della speranza”, lo ha definito Waldery Hilgeman, il postulatore della causa di beatificazione. Mentre per Silvio Daneo, che fu amico di van Thuan per 35 anni, “il cardinale è già santo”. E sottolinea che “poco viene ricordato di un lavoro importantissimo di cui fu protagonista il cardinal van Thuan: la stesura del compendio della Dottrina Sociale della Chiesa. Un lavoro prezioso per la Chiesa, cui il cardinale si dedicò con passione gli ultimi anni di vita, anche se poi non lo vide portato a termine”.
Al momento dei saluti, c’è anche la famiglia del cardinal Van Thuan. Alcuni sono negli abiti tipici vietnamiti. Ci sono le sorelle del cardinale, commosse e felici. C’è un po’ di clero vietnamita, presente nonostante le difficoltà che vive la Chiesa nel loro Paese, dove da una parte c’è un lavoro diplomatico portato avanti dalla Santa Sede per stabilire un nunzio ad Hanoi, dall’altra ci sono i problemi sul territorio che riguardano anche la libertà religiosa.
Si mettono tutti in fila, emozionati, per salutare Papa Francesco. Ci va anche Silvio Daneo. “Lei chiede sempre di pregare per lei – dice a Papa Francesco – ma le devo dire che è una gioia pregare per lei”. “Allora andiamo avanti con questa gioia”, risponde Papa Francesco.
Nel pomeriggio, ci sarà una messa di ringraziamento alle 16.30 nella chiesa di Santa Maria della Scala, la sede titolare del cardinal van Thuan. Lì, il martire della speranza è stato tumulato dall’inizio della causa diocesana di beatificazione. Ma in fondo, tutti sono convinti che è già santo. E qualcuno, dopo l’esempio di Giovanni XXIII, spera persino che il Papa proponga di proclamarlo beato saltando la normale procedura.

























