Papa Francesco e Benedetto XVI insieme per la consacrazione del Vaticano all’arcangelo Michele

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Una sorpresa nella calda mattinata di luglio: a prender parte all’evento inaugurale della statua di San Michele nei giardini vaticano davantial Palazzo del Governatorato di fronte ad una piccola folla di qualche centinaio di persone, insieme all’attuale vescovo di Roma c’era anche il suo predecessore: Benedetto XVI. L’evento era previsto. Papa Francesco inaugura la statua di San Michele arcangelo e mette sotto la sua protezione lo stato vaticano insieme a San Giuseppe. La fontana di S. Giuseppe, era stata inaugurata già lo scorso anno; oggi, invece, è stata inaugurata, alla presenza del Santo Padre Francesco, la statua dell’Arcangelo Michele, commissionata dalla Santa Sede all’artista Giuseppe Antonio Lomuscio (vincitore del Concorso Internazionale, indetto dallo stesso Governatorato dello Stato Vaticano, secondo il giudizio autorevole di una Commissione di esperti presieduta dal Direttore dei Musei Vaticani, Prof. Antonio Paolucci) e collocata davanti al Palazzo del Governatorato in un’area dei Giardini Vaticani.

Davanti ad una piccola folla due sedie, uguali per i due Papi. Papa Francesco e il Papa emerito si sono abbracciati con affetto come a Castelgandolfo il 23 marzo scorso e il 2 maggio in Vaticano all’ arrivo di Benedetto al monastero Mater Ecclesiae sua nuova residenza. Sono rimasti vicini per tutta la cerimonia, prendendo posto su due poltrone collacate davanti al monumento dell’Arcangelo Michele, il Combattente, il condottiero delle milizie celesti, quello che si confronta con Satana, lo abbatte e lo precipita nell’inferno. Il Santo Padre ha recitato due preghiere di consacrazione ( la prima San Giuseppe, la seconda a San Michele Arcangelo ) e ha asperso il nuovo monumento impartendo la Benedizione anche a tutta l’assemblea, presenti anche le Autorità del Governatore e i due artisti dei monumenti rispettivi, Giuseppe Antonio Lomuscio per la statua e Franco Murer per la fontana.

“Cari fratelli e sorelle noi consacriamo lo Stato Città del Vaticano a San Michele Arcangelo e gli chiediamo che ci difenda dal Maligno e lo getti fuori e lo consacriamo anche a San Giuseppe, il custode di Gesù, il custode della Santa famiglia”, queste le parole di Bergoglio nel suo discorso stamattina. Il monumento si configura in un gruppo scultoreo realizzato in bronzo per fusione a cera persa. Il basamento in travertino romano, anch’esso ideato dall’artista, è caratterizzato dalla presenza di due bassorilievi in bronzo. L’altezza complessiva del monumento supera i 5 metri di altezza e l’artista Lomuscio è apprezzato anche come ritrattista presso la Santa Sede, dove ha realizzato numerosi dipinti di santi e beati, esposti sulla facciata della Basilica di San Pietro durante le cerimonie di canonizzazione e beatificazione celebrate da Papa Wojtyla. Tra l’altro Giuseppe Lomuscio è da anni residente a Trani, una città poco distante dal celebre Santuario di San Michele al monte Gargano.

“Michele è il campione del primato di Dio, della sua trascendenza e potenza. Michele lotta per ristabilire la giustizia divina, difende il Popolo di Dio dai suoi nemici e dal diavolo”, cosi ha esordito Papa Francesco nel suo discorso stamattina nei Giardini Vaticani, sottolineando anche l’importanza della consacrazione agli angeli: “ Nel cammino e nelle prove della vita non siamo soli, siamo accompagnati e sostenuti dagli angeli di Dio, che ci offrono le loro ali per aiutarci a superare tanti pericoli, per poter volare alto rispetto a quelle realtà che ci conducono in basso nella vita”. Una statua, una fontana e un abbraccio tra due papi. Simboli e gesti che ci ricordano la lotta di ognuno di noi contro il male e la consacrazione ai santi e agli angeli della Chiesa e della nostra vita , “perché Dio è più forte di tutto e la salvezza si è compiuta una volta per sempre nel sangue di Cristo”, proprio come ha detto Papa Francesco in questa speciale mattina in Vaticano.

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