Papa Francesco e i media: lo hanno capito?

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C’era da aspettarselo. Finché Papa Francesco fa qualche battuta sullo Ior, e i soldi, o parla in una conversazione privata (a proposito chi l’ha riportata deve aver contratto il “virus vatileaks” che qualcuno si era illuso di debellare) del problema della corruzione del cuore e dell’anima, della “lobby gay” eccetera tutti le pagine dei giornali sono per lui. Ma se parla di “matrimonio provvisorio” di laicità che diventa laicismo, e di secolarizzazione allora nulla più. Questo la dice lunga sul main stream comunicativo con il quale i papi devono avere a che fare. E dovrebbe anche suggerire una certa saggezza comunicativa ai media cattolici. Le parole e le riflessioni che Papa Francesco ha fatto giovedì 13 giugno mattina con i vescovi del Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi sono temi che la Chiesa cattolica affronta da decenni. Sono i temi della etica nella società, della “ecologia umana” di cui ha parlato a lungo Benedetto XVI, che a sua volta ha ereditato da Giovanni Paolo II.

Quanto al problema della vita familiare e del modo di vivere e concepire il vincolo matrimoniale, già la Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II affrontava il tema del matrimonio e il testo era il frutto di una assemblea sinodale. “Una prima situazione irregolare- si legge nel testo della Familiaris Consortio- è data da quello che chiamano «matrimonio per esperimento», che molti oggi vorrebbero giustificare, attribuendo ad esso un certo valore. Già la stessa ragione umana insinua la sua inaccettabilità, mostrando quanto sia poco convincente che si faccia un «esperimento» nei riguardi di persone umane, la cui dignità esige che siano sempre e solo il termine dell’amore di donazione senza alcun limite né di tempo né di altra circostanza.” Tema quindi ben presente ai vescovi del mondo e al Papa almeno dal 1981 anno del documento.

Il “come “ e il “quando” del matrimonio cristiano è un tema difficile, che coinvolge tutti. Perché anche chi non è sposato ha dei genitori, o dei fratelli o amici che vivono la realtà del matrimonio. Innamoramento e basta? Anzi “finchè dura l’amore”? Alla questione risponde bene Benedetto XVI a Milano. Estate 2012 festa della famiglia: “ Il passaggio dall’innamoramento al fidanzamento e poi al matrimonio esige diverse decisioni, esperienze interiori. Come ho detto, è bello questo sentimento dell’amore, ma deve essere purificato, deve andare in un cammino di discernimento, cioè devono entrare anche la ragione e la volontà; devono unirsi ragione, sentimento e volontà. Nel Rito del Matrimonio, la Chiesa non dice: «Sei innamorato?», ma «Vuoi», «Sei deciso». Cioè: l’innamoramento deve divenire vero amore coinvolgendo la volontà e la ragione in un cammino, che è quello del fidanzamento, di purificazione, di più grande profondità, così che realmente tutto l’uomo, con tutte le sue capacità, con il discernimento della ragione, la forza di volontà, dice: «Sì, questa è la mia vita».”

Papa Francesco riparte da lì, da quel rischio di “provvisorio” che oggi si respira nel mondo e che porta alla secolarizzazione. Non è una questione di governo, di organizzazione burocratica, e non è solo qualche frase ad effetto che si spende bene in un titolo di giornale. E’ il Vangelo e il Magistero, che non prevede rivoluzioni se non quella di Cristo.

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