Papa Francesco ai giovani dice: siate magnanimi

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Festa con gli alunni delle scuole dei gesuiti d’ Italia di Albania per il Papa che questa mattina ha incontrato migliaia di ragazzi nell’ Aula Paolo VI. Francesco lascia il testo preparato e risponde alle domande più o meno improvvisate di bambini e adulti delle scuole gestite dai figli di Ignazio di Loyola. Gli chiedono se voleva fare il Papa e perché “ha rinunciato alle ricchezze” e Francesco risponde con la solita schiettezza Il testo lo lascia al Padre Provinciale e, dice , a Padre Lombardi. E’ una riflessione sulla magnanimità “questa virtù del grande e del piccolo che ci fa guardare sempre l’orizzonte” . E questo significa avere grandi ideali e compiere bene le cose di ogni giorno. Due i valori fondamentali, si legge nel testo del Papa, che si trovano nelle scuole dei gesuiti: la libertà e il servizio. Libertà che non è “avventurarsi in esperienze-limite per provare l’ebbrezza e vincere la noia” ma “saper riflettere su quello che facciamo, saper valutare ciò che è bene e ciò che è male, quelli che sono i comportamenti che fanno crescere, vuol dire scegliere sempre il bene.” Liberi di andare controcorrente come ripeteva spesso Benedetto XVI.

“Essere liberi per scegliere sempre il bene è impegnativo, ma vi renderà persone che hanno la spina dorsale, che sanno affrontare la vita, persone con coraggio e pazienza.” E poi servizio “siate uomini e donne con gli altri e per gli altri, dei veri campioni nel servizio agli altri.” Tutto naturalmente necessita di formazione spirituale di amore per Gesù amico e compagno che non vi abbandona mai”. Per gli educatori il Papa nel testo consegnato scrive: “Donate loro speranza, ottimismo per il loro cammino nel mondo. Insegnate a vedere la bellezza e la bontà della creazione e dell’uomo, che conserva sempre l’impronta del Creatore. Ma soprattutto siate testimoni con la vostra vita di quello che comunicate.” Un saluto speciale era riservato alla Rete di Fe y Algeria che ha scuole in ogni parte dell’ America Latina e per il Collegio di Scutari in Albania “che dopo i lunghi anni di repressione delle istituzioni religiose, dal 1994 ha ripreso la sua attività, accogliendo ed educando ragazzi cattolici, ortodossi, musulmani e anche alcuni alunni nati in contesti familiari agnostici. Così la scuola diventa un luogo di dialogo e di sereno confronto, per promuovere atteggiamenti di rispetto, ascolto, amicizia e spirito di collaborazione.”

Ma il momento più intenso ovviamente quello del colloquio con i giovani. A chi chiede come si accresca la fede il Papa risponde che camminare è un’arte, che bisogna guardare l’orizzonte anche se è difficile, che non si deve avere paura di cadere, ma ci si deve rialzare subito. Parla dell’ amicizia, della missionarie che è il motivo per cui ha scelto di essere gesuita, e racconta l’episodio ormai famoso della sua vita per cui non ha potuti andare in missione. Alla bimba che gli chiede perché non sia andato ad abitare nel Palazzo Apostolico dice: non è una questione di ricchezza, ma di personalità. Poi parla della difficoltà del lasciare la famiglia e gli amici: “ ci sono momenti difficili, dove tu ti senti solo, ti senti secco, senza gioia interiore … Ci sono momenti oscuri, di buio interiore. Ci sono difficoltà. Ma è tanto bello seguire Gesù, andare sulla strada di Gesù e poi arrivano momenti più belli.” Parla della crisi mondiale e ripete che è crisi etica, crisi della persona: “ la persona è in crisi perché la persona” oggi “è schiava! E noi dobbiamo liberarci di queste strutture economiche e sociali che ci schiavizzano. E questo è il vostro compito”.. La festa prosegue mentre il Papa abbraccia e saluta malati e ragazzi che dalle prime ore del mattino avevano seguito sul palco le testimonianze e i canti proposti per loro in attesa dell’ incontro con Papa Francesco.

 

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