Papa Francesco prega per l’ Italia insieme ai militari, nella festa del Corpus Domini scuola di Provvidenza

Condividi su...

Gesù vuole educare i discepoli, e li coinvolge nel miracolo. Il Papa nella breve riflessione prima della preghiera mariana di mezzogiorno ha riproposto una lettura del Vangelo di Luca che racconta il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. L’atteggiamento dei discepoli che non sanno che fare per sfamare la folla e propongono di congedarla “è l’atteggiamento umano, che cerca la soluzione più realistica, che non crei troppi problemi”, ma “l’atteggiamento di Gesù è nettamente diverso, ed è dettato dalla sua unione con il Padre e dalla compassione per la gente, ma anche dalla volontà di dare un messaggio ai discepoli. Di fronte a quei cinque pani, Gesù pensa: ecco la provvidenza! Da questo poco, Dio può tirar fuori il necessario per tutti. Gesù si fida totalmente del Padre celeste, sa che a Lui tutto è possibile.” Così la fa sedere per gruppi, diventano comunità, recita la benedizione, riferimento alla Eucaristia -dice il Papa – poi li spezza e comincia a darli ai discepoli, e i discepoli li distribuiscono e i pani e i pesci non finiscono! Ecco il miracolo: più che una moltiplicazione è una condivisione, animata dalla fede e dalla preghiera.”L’entusiasmo della folla e dei discepoli segue una logica umana, ma quella di Dio è invece la logica della Provvidenza che chiede, secondo il Papa, “di saper condividere il poco che siamo e che abbiamo, e non hiuderci mai in noi stessi.”

Dopo la preghiera Papa Francesco ha rivolto il suo pensiero al conflitto in Siria: “sempre viva e sofferta è la mia preoccupazione per il persistere del conflitto che ormai da più di due anni infiamma la Siria e colpisce specialmente la popolazione inerme, che aspira ad una pace nella giustizia e nella comprensione. Questa tormentata situazione di guerra porta con sé tragiche conseguenze: morte, distruzione, ingenti danni economici e ambientali, come anche la piaga dei sequestri di persona. Nel deplorare questi fatti, desidero assicurare la mia preghiera e la mia solidarietà per le persone rapite e per i loro familiari, e faccio appello all’umanità dei sequestratori affinché liberino le vittime.”

Il Papa ha ricordato che la messa del mattina celebrata “con alcuni militari e con i parenti di alcuni caduti nelle missioni di pace, che cercano di promuovere la riconciliazione e la pace in Paesi in cui si sparge ancora tanto sangue fraterno in guerre che sono sempre una follia. “Tutto si perde con la guerra. Tutto si guadagna con la pace”. Chiedo una preghiera per i caduti, i feriti e i loro familiari.” Alla messa nella Cappella della Casa Santa Marta, erano presenti 80 persone, guidate dall’Ordinario militare italiano, S.E. Mons. Vincenzo Pelvi, che ha concelebrato con il Papa. “Il gruppo – riferisce una nota vaticana- era composto dai parenti – soprattutto i genitori – di militari italiani caduti nelle missioni di pace nel corso degli ultimi 4-5 anni (in particolare in Afghanistan), e da alcuni militari feriti nel corso delle stesse missioni, accompagnati anch’essi da loro cari. I parenti di caduti erano 55, in memoria di 24 militari; i feriti 13, accompagnati, come si è detto, da alcuni parenti. I partecipanti provenivano dalle diverse regioni italiane. La preghiera ha tenuto presenti naturalmente tutti i caduti e feriti per la causa della pace. Il gruppo era accompagnato, oltre che dall’Ordinario militare, da alcuni cappellani e dalle due persone che coordinano gli incontri con i feriti e le famiglie dei caduti, promossi dall’Ordinariato, per aiutarli in spirito cristiano nella loro sofferenza. Il giorno scelto per questo incontro è stato domenica 2 giugno, perché in Italia si celebra la Festa Nazionale e in essa il Paese – come ha ricordato Mons. Pelvi nel breve saluto rivolto al Santo Padre all’inizio della celebrazione – “con diverse manifestazioni esprime un debito di amore verso la famiglia militare”. Al termine della Messa è stata recitata la “Preghiera per l’Italia”, composta dal Beato Papa Giovanni Paolo II.”

Dopo la preghiera di mezzogiorno il Papa ha rivolto un pensiero anche ai tanti “ segni di speranza “ che si vedono in vecchie situazioni di conflitto: “Vorrei incoraggiare – dice il Papa- i recenti passi compiuti in vari Paesi dell’America Latina verso la riconciliazione e la pace. Accompagniamoli con la nostra preghiera.”

Alle 17.00 per un’ora il Papa guida la Adorazione Eucaristica in San Pietro. Un appuntamento previsto nel programma dell’ Anno della Fede. Si collegano in diretta moltissimi paesi.

151.11.48.50