Il Papa: La Chiesa porta a Cristo e lo Spirito ci apre al mondo

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Segue la spiritualità ignaziana Papa Francesco per la riflessione di Pentecoste. Tre parole per spiegare il compito dello Spirito Santo e come noi dobbiamo seguirlo e svogerlo:novità, armonia, missione. Il Vangelo è novità spiega il Papa e “la novità ci fa sempre un po’ di paura, perché ci sentiamo più sicuri se abbiamo tutto sotto controllo”. Dio ci rimette in gioco e non abbiamo abbastanza fiducia in Lui spesso: “ci è difficile abbandonarci a Lui con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo l’anima, la guida della nostra vita, in tutte le scelte; abbiamo paura che Dio ci faccia percorrere strade nuove, ci faccia uscire dal nostro orizzonte spesso limitato, chiuso, egoista, per aprirci ai suoi orizzonti.” Ma la novità di Dio non è “la ricerca del nuovo per superare la noia, come avviene spesso nel nostro tempo. La novità che Dio porta nella nostra vita è ciò che veramente ci realizza, ciò che ci dona la vera gioia, la vera serenità, perché Dio ci ama e vuole solo il nostro bene.” Ci vuole il coraggio per essere aperti alle “sorprese di Dio” e uscire dalle “strutture caduche che hanno perso la capacità di accoglienza”.

Poi il Papa parla della armonia che crea lo Spirito. Non uniformità, ma unità e armonia die diversi carismi. E solo lo Spirito Santo “può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e, nello stesso tempo, operare l’unità. Anche qui, quando siamo noi a voler fare la diversità e ci chiudiamo nei nostri particolarismi, nei nostri esclusivismi, portiamo la divisione; e quando siamo noi a voler fare l’unità secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare l’uniformità, l’omologazione. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la varietà, la diversità non diventano mai conflitto, perché Egli ci spinge a vivere la varietà nella comunione della Chiesa.” E così Francesco riprende il tema della ecclesialità “caratteristica fondamentale per ogni cristiano, per ogni comunità, per ogni movimento. E’ la Chiesa che mi porta Cristo e mi porta a Cristo; i cammini paralleli sono pericolosi!” Senza la Chiesa, quella di cui ognuno è parte grazie al Battesimo, non c’è vera conoscenza di Cristo. “Quando ci si avventura andando oltre la dottrina e la Comunità ecclesiale e non si rimane in esse, non si è uniti al Dio di Gesù Cristo (cfr 2Gv 9). Chiediamoci allora: sono aperto all’armonia dello Spirito Santo, superando ogni esclusivismo? Mi faccio guidare da Lui vivendo nella Chiesa e con la Chiesa?” E infine la missione cui tutti siamo chiamati. Lo Spirito soffia e “senza la sua spinta, senza la sua grazia, noi non andiamo avanti.”Lo Spirito Santo, spiega il Papa “ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede, dell’incontro con Cristo. Lo Spirito Santo è l’anima della missione.” La Chiesa missionaria che, grazie allo Spirito santo, porta i cristiani “fino alle periferie esistenziali per annunciare la vita di Gesù Cristo.”

Il richiamo del Papa è lo stesso che Giovanni Paolo II nel 1998 fede nella stessa occasione, nella Veglia di Pentecoste quando con gesto profetico decise di riunire i movimenti per la prima volta intorno al Papa. “Alcuni carismi- disse il Beato Giovanni Paolo II- suscitati dallo Spirito irrompono come vento impetuoso, che afferra e trascina le persone verso nuovi cammini di impegno missionario al servizio radicale del Vangelo, proclamando senza pausa le verità della fede, accogliendo come dono il flusso vivo della tradizione e suscitando in ciascuno l’ardente desiderio della santità.” Al termine della celebrazione eucaristica il Papa ha recitato la preghiera del Regina Coeli. Oggi si conclude il Tempo di Pasqua e da domenica prossima si riprende la preghiera dell’ Angelus “Abbiamo rivissuto – ha detto il Papa prima della recita della preghiera a Maria- l’esperienza della Chiesa nascente, concorde in preghiera con Maria, la Madre di Gesù. Anche noi, nella varietà dei carismi, abbiamo sperimentato la bellezza dell’unità, di essere una cosa sola. E questo è opera dello Spirito Santo, che crea sempre nuovamente l’unità nella Chiesa.” E ai movimenti dice: “Siete un dono e una ricchezza per la Chiesa!” Poi una esortazione: “Portate sempre la forza del Vangelo! Abbiate sempre la gioia e la passione per la comunione nella Chiesa! Il Signore risorto sia sempre con voi e la Madonna vi protegga!” Un ricordo speciale il Papa lo ha avuto per le popolazioni dell’Emilia Romagna che il 20 maggio dell’anno scorso furono colpite dal terremoto” e per la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia.

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