La Via Crucis della Cattedrale di Noto in mostra a Roma

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Nella Sala Fontana del Palazzo delle Esposizioni – ingresso da via Milano 13 – sono esposte trentasei opere di Roberto Ferri, artista figurativo contemporaneo di ispirazione caravaggesca e barocca. Ventiquattro sono i dipinti su tela e dodici i disegni e i bozzetti preparatori eseguiti con tecniche varie. Tra i dipinti le quattordici tele che raffigurano le stazioni della Via Crucis commissionata nel 2010 a Ferri per la Cattedrale di Noto, grandioso esempio di arte ed architettura barocca siciliana. La mostra è di rara potenza: si ammirano la bravura tecnica di Ferri, sia nei dipinti di soggetto sacro che in quelli di soggetto profano.

Ma, più di tutto, colpisce il realismo con cui sono dipinte le figure umane e divine e il recupero di modelli classici riproposti al di fuori di ogni retorica e di ogni citazionismo. Sono icone pittoriche trasposte in composizioni figurative assolutamente attuali. Il titolo della mostra deriva da una celeberrima sentenza di Sant’Agostino: “Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat verum”. Una sentenza che racchiude in sé, oltre al contenuto religioso, la chiarificazione del significato della pittura in generale: comunicare attraverso le immagini un contenuto che trova la sua autentica vita solo nell’interiorità di chi guarda. Una nozione di estetica pittorica che Ferri concretizza anche nelle figurazioni mitologiche e profane: senza alcuna concessione all’illustrazione e al fantasy. Non sono stati pochi gli artisti che – di fronte alla regressione della pittura contemporanea, crollata sotto il peso di onnivore e quanto mai superficiali arti visive – hanno tentato al recupero della manualità, della tecnica e della figurazione dei grandi pittori del passato remoto e prossimo (Leonardo, Caravaggio, Magritte, Gauguin …).

Ciò che qualifica (o meno) tali audaci performance pittoriche è il rifiuto dell’imitazione pedissequa e dell’enfasi che incombono su ogni replica. Roberto Ferri dà prova di grande ingegno pittorico e riesce a comunicare con le sue opere un denso contenuto culturale: il trade-off passato/futuro, storia/arte, in cui il presente diventa il momento della mediazione contemplativa. La mostra delle tele raffiguranti le stazioni della Via Crucis nasce da una idea di Roberto Ferri e del critico e giornalista Fabio Isman: esporre in anteprima a Roma il lavoro completo prima della sua definitiva collocazione nella Cattedrale di Noto. Non si può che essere compiaciuti per la qualità della pittura, drammatica e sobria, efficace e sincera: il messaggio di Ferri presenta come trasfigurazioni di un sentimento contemporaneo forme e immagini che oltrepassano – con impercettibili mutamenti – raffigurazioni tante volte viste e che ritrovano per noi pathos e commozione.

151.11.48.50