Il Papa: quando si conosce Gesù non si può fare a meno di comunicarlo

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“Quando una persona conosce veramente Gesù Cristo e crede in Lui, sperimenta la sua presenza nella vita e la forza della sua Risurrezione, e non può fare a meno di comunicare questa esperienza.” Nella riflessione prima della recita del Regina Coeli il Papa ha commentato le letture della liturgia di oggi. Il Papa, dopo aver riletto il testo degli Atti degli Apostoli che racconta delle persecuzioni deiprimi discepoli di Gesù, si chiede: “Dove trovavano i primi discepoli la forza per questa loro testimonianza?

Non solo: da dove venivano loro la gioia e il coraggio dell’annuncio, malgrado gli ostacoli e le violenze? Non dimentichiamo che gli Apostoli erano persone semplici, non erano scribi, dottori della legge, né appartenenti alla classe sacerdotale. Come hanno potuto, con i loro limiti e avversati dalle autorità, riempire Gerusalemme con il loro insegnamento (cfr At 5,28)? E’ chiaro che solo la presenza con loro del Signore Risorto e l’azione dello Spirito Santo possono spiegare questo fatto. La loro fede si basava su un’esperienza così forte e personale di Cristo morto e risorto, che non avevano paura di nulla e di nessuno, e addirittura vedevano le persecuzioni come un motivo di onore, che permetteva loro di seguire le orme di Gesù e di assomigliare a Lui, testimoniandolo con la vita.” E da qui ecco l’insegnamento per oggi, per cui il cristiano “se incontra incomprensioni o avversità, si comporta come Gesù nella sua Passione: risponde con l’amore e con la forza della verità.”

E il Papa ha concluso affidando a Maria la Chiesa perchè “in tutto il mondo annunci con franchezza e coraggio la Risurrezione del Signore e ne dia valida testimonianza con segni di amore fraterno. Preghiamo in modo particolare per i cristiani che soffrono persecuzione: sentano la presenza viva e confortante del Signore Risorto.” Dopo la preghiera un pensiero per la beatificazione di Don Luca Passi, sacerdote bergamasco del secolo diciannovesimo, fondatore dell’Opera laicale Santa Dorotea e dell’Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea. E ancora per la Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema «Le nuove generazioni oltre la crisi». “Questo Ateneo- ha detto il Papa- nato dalla mente e dal cuore di Padre Agostino Gemelli e con un grande sostegno popolare, ha preparato migliaia e migliaia di giovani ad essere cittadini competenti e responsabili, costruttori del bene comune. Invito a sostenere sempre questo Ateneo, perché continui ad offrire alle nuove generazioni un’ottima formazione, per affrontare le sfide del tempo presente.”

Dopo i saluti in italiano ai gruppi presenti il Papa si è congedato con il suo ormai consueto : “Buon pranzo”.

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