L’ Anello del Pescatore: un dono e un simbolo

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L’ anello del Pescatore a dire il vero non è un vero anello. O meglio non lo è più. Quello che sabato scorso è stato annullato con una incisione è un sigillo di acciaio con le insegna di Benedetto XVI che si utilizza per i brevi e con la ceralacca. Nei prossimi giorni saranno annullati anche i timbri a secco e tutti gli altri timbri del pontificato, quando saranno completati diplomi e decreti delle ultime nomine di Papa Benedetto. Un lavoro impegnativo per l’ Ufficio Calligrafico della Segreteria di Stato che prima del Conclave deve ultimare gli atti ufficiali. Come la nomina di Padre Leonardo Sapienza a Protonotaro Apostolico e di Giuseppe Sciacca ad Uditore della Camera Apostolica. Il sigillo del Pontificato di Benedetto XVI poi sarà forse conservato ai Musei Vaticani, o magari insieme ad altri nella piccola vetrina- museo dell’ Ufficio delle Celebrazioni Litirgiche, ma l’anello che abbiamo visto al dito di Benedetto XVI non è più un sigillo e rimane nella disponibilità del Papa emerito.

Giovanni Paolo II donò il suo anello simbolicamente a san Giuseppe, ed è stato poi collocato dall’arcivescovo di Cracovia Franciszek Macharski nella chiesa dei Carmelitani Scalzi a Wadowice, città natale del pontefice. Lo fece in vita, il 16 ottobre del 2003 per il 25 esimo di pontificato. In effetti il Papa polacco non indossò mai l’anello pontificio, ma continuò a usare il suo anello personale che gli era stato donato da Paolo VI. Il rito della consegna dell’ Anello Piscatorio è stato reinserito nell’ ordo che proprio Giovanni Paolo II promulgò nel 2000. L’ Anello del Pescatore nasce ovviamente con la doppia funzione di simbolo e di sigillo, ma in tempi moderni la funzione è rimasta divisa. A Papa Benedetto XVI ne vennero regalati due creati appositamente da Claudio Franchi e dalla sua famiglia di orafi dopo una lunga e attenta ricerca storica.

Gli anelli antichi con funzione di sigillo avevano una incisione scavata in “negativo”, ed è stato sempre considerato un onore per un orafo poterlo creare. L’immagine impressa si è evoluta lungo la storia fino ad arrivare a quella attuale di Pietro che getta le reti. I due anelli creati per Benedetto XVI hanno una foggia molto contemporanea e stilizzata e l’altro una foggia più classica. Il Papa ha scelto di indossare questo secondo modello, una vera architettura di simboli. Claudio Franchi lo ha spiegato nel suo saggio che fa parte del volume che L’ Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice pubblicò nel 2006 che spiega e commenta dell’ inizio del Ministero Petrino di Benedetto XVI edito dalla Libreria Editrice Vaticana.

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