Sede vacante: quando il Papa non c’è

Condividi su...

Si chiama “Sede Vacante” il periodo che intercorre tra la fine di un papato e l’inizio di quello successivo. Solitamente inizia con la morte del Pontefice, ma in questo caso – insieme alla presentazione della rinuncia al suo ufficio – Benedetto XVI ha fissato nel 28 febbraio alle 20 l’inizio della Sede vacante. Del resto è il canone 332 del Codice di diritto canonico a fissare, al paragrafo 2, che “nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti”. Il nuovo Pontefice viene eletto da tutti i cardinali che non abbiano ancora compiuto gli 80 anni al momento dell’inizio della sede vacante (e non può superare il numero di 120). Circostanza che esclude l’arcivescovo emerito di Kiev degli Ucraini, Lubomyr Husar, che raggiungerà quell’età appena due giorni prima, il prossimo 26 febbraio. Mentre rientrano per pochi giorni i cardinali Walter Kasper, Severino Poletto e Juan Sandoval Iniguez, nati nel marzo del 1933, rispettivamente il 5, il 18 e il 28. In tutto saranno 118 gli elettori del nuovo Pontefice. Con l’inizio della Sede Vacante tutti i cardinali sono chiamati a recarsi a Roma.

Il periodo di vacanza della Sede apostolica è stimato in 15-20 giorni per consentire l’arrivo di tutti i cardinali elettori e il successivo svolgimento del Conclave. Il governo della Chiesa è affidato al Collegio dei cardinali, per quanto riguarda gli affari ordinari o non dilazionabili e la preparazione di quanto necessario per l’elezione del nuovo Papa. In nessun caso il Collegio può occuparsi delle questioni di esclusiva competenza del Papa, né può tendenzialmente assumere iniziative legislative. Cessano, invece, tutti gli uffici di capo dicastero, compreso il segretario di Stato, e di tutti i membri dei dicasteri della Curia. Permangono il Camerlengo, il Penitenziere Maggiore, il cardinale Arciprete della Basilica vaticana e Vicario generale per la Città del vaticano; i segretari dei dicasteri per lo svolgimento degli affari ordinari, il Sostituto della Segreteria di Stato e il Segretario per i rapporti con gli stati; i rappresentanti pontifici, l’Elemosiniere di Sua Santità. Tutti i porporati partecipano alle Congregazioni generali, che si svolgono quotidianamente nel Palazzo apostolico e sono presiedute dal decano.

Al momento si tratta del cardinale Angelo Sodano, ma avendo già superato gli 80 anni, così come il sottodecano, cardinale Roger Etchegaray, la presidenza verrà assunta dal cardinale elettore più anziano secondo l’ordine consueto di precedenza. La Congregazione particolare è presieduta dal cardinale camerlengo (quello attualmente in carica è Tarcisio Bertone) e composta da tre cardinali a turno, in carica per tre giorni, e si occupa della questioni minori. Nella prima Congregazione generale ogni cardinale riceve copia della Costituzione apostolica “Universi Dominici Gregis”, emanata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996, e che regola il periodo di Sede Vacante. Ogni porporato deve giurare di osservarla e di mantenere il segreto su tutto quanto attiene l’elezione del Pontefice. La prima Congregazione generale approva anche le spese occorrenti e – tra l’altro – annulla l’anello del Pescatore e il sigillo di piombo; assegna a sorteggio le camere ai cardinali (nella Domus Sanctae Marthae) stabilisce poi il giorno di inizio del conclave.

Il Conclave vero e proprio si svolge nella Cappella Sistina e hanno il diritto/dovere di partecipare solo i cardinali elettori, tranne gravi impedimenti che dovranno essere certificati dal Collegio cardinalizio. In questo periodo non potranno avere alcun contatto con l’esterno, con qualsiasi mezzo di comunicazione, sino ad avvenuta elezione e proclamazione pubblica del Pontefice. I cardinali entrano in Sistina in processione al canto del “Veni Creator” e prestano giuramento. L’elezione del nuovo Pontefice avverrà con la maggioranza dei due terzi degli elettori, come previsto con il motu proprio emanato da Benedetto XVI nel giugno 2007 (precedentemente si poteva procedere a maggioranza semplice dopo 33 scrutini). Solo allora ci sarà la “fumata bianca” che annuncia a tutto il popolo l’avvenuta elezione.

151.11.48.50