Il Papa: Dio ci chiama ed agisce nella nostra povertà

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“L’uomo non è autore della propria vocazione, ma dà risposta alla proposta divina; e la debolezza umana non deve far paura se Dio chiama.” Benedetto XVI parla ancora della vocazione. Dopo la Lectio ai seminaristi e in attesa dell’ incontro la prossima settimana con i sacerdoti romani, il Papa approfitta della liturgia domenicale per riproporre la riflessione sulla chiamata. Prima della preghiera dell’ Angelus recitato dalla finestra del sui studio in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha commentato il passo del Vangelo di Luca proposto dalla liturgia.

É la pesca miracolosa nel lago di Gennèsaret, la chiamata di Pietro. Gesù che vede Pietro sfiduciato perchè la pesca non è andata bene, e Pietro che obbedisce a Gesù, “l’evangelista fa vedere come i primi discepoli seguirono Gesù fidandosi di Lui, fondandosi sulla sua Parola, accompagnata anche da segni prodigiosi.” Una pedagogia particolare quella della chiamata di Dio, “che non guarda tanto alle qualità degli eletti, ma alla loro fede”. Legge Sant’ Agostino il Papa e l’intera Chiesa rappresentata nelle due pesche: “la Chiesa come è adesso e come sarà dopo la risurrezione dei morti. Adesso accoglie una moltitudine impossibile a enumerarsi, comprendente i buoni e i cattivi; dopo la risurrezione comprenderà solo i buoni”. La chiamata di Pietro è singolare, ma anche esemplare per ogni apostolo chiamato ad annunciare il Vangelo “che non deve mai scoraggiarsi nell’annunciare Cristo a tutti gli uomini, fino ai confini del mondo.”

É comunque sempre Dio che chiama, la vita consacrata è opera di Dio, dice il Papa, “bisogna avere fiducia nella sua forza che agisce proprio nella nostra povertà; bisogna confidare sempre più nella potenza della sua misericordia, che trasforma e rinnova.” Un invito, quello del Papa,a tutte le comunità cristiane, ad avere “il coraggio, la fiducia e lo slancio nell’annunciare e testimoniare il Vangelo. Gli insuccessi e le difficoltà non inducano allo scoraggiamento: a noi spetta gettare le reti con fede, il Signore fa il resto.”

Dopo la preghiera mariana il Papa ha ricordato che oggi in Estremo Oriente si festeggia il capodanno lunare. “Pace, armonia e ringraziamento al Cielo sono i valori universali che si celebrano in questa lieta circostanza e sono desiderati da tutti per costruire la propria famiglia, la società e la nazione. Auguro che si possano compiere per quei Popoli le aspirazioni di una vita felice e prospera. Invio un saluto speciale ai cattolici di quei Paesi, affinché in quest’Anno della fede si lascino guidare dalla saggezza di Cristo.”

Un saluto speciale poi per la memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes e la Giornata Mondiale del Malato che si celebra nel Santuario mariano di Altötting, in Baviera. “Con la preghiera e con l’affetto- ha detto il Papa- sono vicino a tutti i malati e mi unisco spiritualmente a quanti si raduneranno in quel Santuario, a me particolarmente caro.”

 

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