La storia di Etienne Lepicard, il cristiano nominato membro del Consiglio Nazionale di Bioetica di Israele

Condividi su...

“Mi sembra che nella parola Auschwitz raccogliamo una scala di valori in cui la vita e la morte stanno in primo piano e dove il bene e il male sono in relazione con esse”. Etienne Lepicard ha dedicato la sua vita e i suoi studi ad Auschwitz. Vi ha scoperto, al di là della simbolicità che ha assunto oggi il termine, le implicazioni fortemente eugenetiche. Le ha messe in luce. Francese di Grenoble, si è laureato in medicina a Parigi nel 1986. Ma dal 1990 vive in Israele, dove è ora insegnante di Etica Medica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Tel Aviv. Ed è stato nominato membro del Consiglio Nazionale di Bioetica in Israele.

Il Consiglio Nazionale di Bioetica è – come in molti altri Paesi del mondo  – un ente governativo, che supporta i decisori politici per quanto riguarda le questioni etiche sollevate dai progressi della ricerca biologica, la biotecnologia, la medicina, la genetica e tutto ciò che questo comporta a livello sociale e giuridico. Il Consiglio si è costituito in Israele nel 2001, su input dell’Istituto guidato Michael Ravel Weiman, e ha iniziato i suoi lavori nel 2004. È stato finora composto da 17 membri, nominati congiuntamente dal Ministero della Scienza e della Tecnologia e dal ministero della Salute. Il Professor Ravel è stato il primo presidente, e l’incarico è durato dal 2004 al 2010. Una seconda commissione è stata nominata nel 2012, sotto la supervisione congiunta del professor Efrat Levi Lahad e il professor Rabbi Avraham Steinberg. Una delle loro prime decisioni è stata proprio quella di aumentare il numero dei membri, inserendo anche i rappresentanti di altre religioni, come l’Islam e il Cristianesimo. Da qui, alla scelta di Lepicard, il passo è stato breve.

Lepicard affida la sua storia al sito del Patriarcato Latino di Gerusalemme. “E’ come la fine di un ciclo – scrive – Ho studiato medicina in Francia, quando il Consiglio consultivo nazionale di Etica per le Scienze della vita e la Salute è stato istituito dal Presidente Mitterrand nel 1983. Ho scelto di scrivere la mia tesi di ricerca su temi relativi a questo campo, intitolato Riflessioni di un medico cristiano sulle fonti ebraiche. Sono arrivato in Israele nel 1986, e una delle prime cose che ho fatto, dopo aver studiato l’ebraico, è stato tradurre un articolo che mi era sembrato fondamentale, opera di un neurologo per bambini. Questi era Rabbi Abramo Steinberg, che è uno dei presidenti del nuovo Consiglio”.

Una vita densa di simboli, per un medico francese che ha voluto vedere cosa c’era oltre Auschwitz, oltre il dato simbolico della parola, oltre i diritti umani prima e dopo Auschwitz, perché – faceva notare Lepicard nel suo contributo nel libro Il Bene e il Male dopo Auschwitz, a cura di Emilio Boccarini – ad esempio le legislazioni senza pena di morte nei Paesi occidentali sono quasi tutte arrivate dopo Auschwitz. Lepicard è andato a guardare indietro, a comprendere cosa aveva portato ad Auschwitz, quali erano le ragioni mediche ed eugenetiche – le principali, sostiene – che erano state alla base dello sterminio degli ebrei. Si comincia – racconta – con la legge della sterilizzazione del 1933, che già aveva suscitato dibattiti all’interno della Chiesa Cattolica. La quale – racconta Lepicard – sebbene avesse ottenuto dal governo il riconoscimento del suo diritto di informare che sottoporsi volontariamente alla sterilizzazione fosse peccato, doveva fare i conti con la pressione pervasiva dello Stato nazista. Poi, il programma di eutanasia per le persone malate di mente, che si attuò dal 1939 al 1941. E in questo caso non ci fu né legge, né comando da parte del Fuerher: si diede semplicemente ai medici licenza di uccidere. Ma il dibattito veniva da lontano, almeno dal 1929, quando Hitler sostenne pubblicamente che se ogni sarebbero stati eliminati i bambini deboli, ne sarebbe derivato un aumento della forza nazionale. Così, si preparò la cultura del Paese, si cominciarono a indottrinare le persone, per un  programma di eutanasia che era cominciato con le leggi della sterilizzazione e che si fermò nel 1941, anche grazie alle proteste fortissime da parte dei membri della Chiesa, e in particolare del vescovo von Galen. Ed in queste operazioni che Lepicard ravvisa “la base medica e scientifica per l’uccisione di massa durante la guerra e una sorta di addestramento per coloro che, dopo la fine ufficiale del programma,sarebbero stati inviati nei campi di sterminio”.

Da questi studi, da questa scoperta del contesto eugenetico della medicina sotto il regime nazista, Lepicard continua i suoi studi, e vira i suoi interessi sulla biomedicina, e in particolare su Alexis Carrell (1873). Francese, Cattolico, vincitore del Premio Nobel nel 1912, Carrell ha trascorso quasi tutta la carriera in uno dei templi della ricerca biomedica del tempo, il Rockfeller Institute a New York. Ci è arrivato dopo essere stato a Lourdes. Lui, che pensa di risolvere i problemi con la biologia – e un suo piccolo libro sarà considerato una delle basi delle dottrine eugenetiche che portarono alle camere a gas – arriva al santuario accompagnando una paziente, si arrende al miracolo e viene in seguito costretto a emigrare negli Stati Uniti, per l’ostilità dei colleghi.

Sul tema “Carrell”, Lepicard ha scritto un libro. E ha proseguito i suoi studi, incoraggiato anche dal padre Marcel Dubois, sacerdote domenicano della Casa di Isaia, professore di filosofia presso l’Università Ebraica. “Sono stato – scrive sul sito del Patriarcato Latino di Gerusalemme – fortemente incoraggiato a mettere al centro della mia vita la mia etica di ricerca medica. Padre Marcel mi ha aiutato quando sono stato invitato ad essere assistente di Storia della Medicina, alla cattedra tenuta da Shmuel Kottek”. È stato in quel tempo che Lepicard comincia un dottorato in storia della filosofia della scienza all’Università Ebraica. “Per la mia tesi di laurea – scrive – ho condotto una ricerca su un altro lato del giudaismo e del cristianesimo, in realzione alla mia prima ricerca. Ho analizzato la misura in cui la dottrina cattolica era presente nella formazione del pensiero da un medico cattolico vincitore del Nobel per la Medicina. Sono stato costretto a rivedere i miei giudizi personali”.

Nel 2001, Lepicard viene accettato come docente di storia e di etica medica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Tel Aviv. “Ho avuto la sensazione – dice – che il pare Marcel avesse ragione. Sono stato accettato perché la Facoltà ha deciso di fare un cambiamento radicale nel programma di studi per gli studenti di medicina, inserendo del tempo importante di apprendimento nelle scienze umane e sociali. Questo significava che la mia ricerca entrava in un contesto più ampio, non riguarda più solo me”.

Con la nomina al Consiglio Nazionale di Bioetica israeliano, “si apre – afferma Lepicard – un’altra dimensione per rappresentare la voce cristiana nel dibattito bioetico in Israele. E potrebbe anche essere l’occasione per noi cristiani di partecipare alla formazione della vita sociale e culturale di Israele oggi”.

151.11.48.50