Il Papa: chi crede accoglie Gesù e serve gli altri

Condividi su...

Gesù non è venuto per cercare il consenso degli uomini, ma per dare testimonianza alla verità. Benedetto XVI spiega le letture della liturgia di oggi e dice: “Credere in Dio significa rinunciare ai propri pregiudizi e accogliere il volto concreto in cui Lui si è rivelato.” Prima della preghiera dell’ Angelus di mezzogiorno il Papa, dalla finestra del suo studio del Palazzo Apostolico, ha letto con i fedeli la pagina del Vangelo in cui Gesù, tornato a Nazareth “in un modo nuovo: durante la liturgia del sabato legge una profezia di Isaia sul Messia e ne annuncia il compimento, lasciando intendere che quella parola si riferisce a Lui.

Questo fatto suscita lo sconcerto dei nazaretani” Gesù è fin troppo conosciuto: “ un carpentiere di Nazaret, quali aspirazioni può avere?” Ed è conoscendo la “chiusura, che conferma il proverbio «nessun profeta è bene accetto nella sua patria», Gesù rivolge alla gente, nella sinagoga, parole che suonano come una provocazione.” Alla reazione degli abitanti di Nazareth che tentano di buttarlo giù da un precipizio “con calma sovrana, passa in mezzo alla gente inferocita e se ne va.” E il Papa dice: “ come mai Gesù ha voluto provocare questa rottura? All’inizio la gente era ammirata di lui, e forse avrebbe potuto ottenere un certo consenso… Ma proprio questo è il punto: Gesù non è venuto per cercare il consenso degli uomini, ma – come dirà alla fine a Pilato – per «dare testimonianza alla verità» (Gv 18,37).

Il vero profeta non obbedisce ad altri che a Dio e si mette al servizio della verità, pronto a pagare di persona. E’ vero che Gesù è il profeta dell’amore, ma anche l’amore ha la sua verità. Anzi, amore e verità sono due nomi della stessa realtà, due nomi di Dio.” Credere in Dio significa accogliere “l’uomo Gesù di Nazaret. E questa via conduce anche a riconoscerlo e a servirlo negli altri. In questo è illuminante l’atteggiamento di Maria. Chi più di lei ebbe familiarità con l’umanità di Gesù? Ma non ne fu mai scandalizzata come i compaesani di Nazaret. Ella custodiva nel suo cuore il mistero e seppe accoglierlo sempre di più e sempre di nuovo, nel cammino della fede, fino alla notte della Croce e alla piena luce della Risurrezione.”

Dopo la preghiera il Papa ha ricordato che oggi ricorre in Italia la “Giornata per la vita”. “Mi associo ai Vescovi italiani che nel loro messaggio invitano ad investire sulla vita e sulla famiglia, anche come risposta efficace alla crisi attuale. Saluto il Movimento per la Vita ed auguro successo all’iniziativa denominata “Uno di noi”, affinché l’Europa sia sempre luogo dove ogni essere umano sia tutelato nella sua dignità. Saluto i rappresentanti delle Facoltà di Medicina e Chirurgia delle Università di Roma, specialmente i docenti di Ostetricia e Ginecologia, accompagnati dal Cardinale Vicario, e li incoraggio a formare gli operatori sanitari alla cultura della vita.”

 

151.11.48.50