I vescovi come i Magi, cercatori di verità nonostante la derisione del mondo
I vescovi come i magi, ricercatori di Dio e pellegrini della fede, animati dalla inquietudine che li farà facilmente essere in contrasto con l’opinione corrente , forse derisi da un mondo apparentemente intelligente, da un agnosticismo intollerante, e come gli apostoli annunciatori della “gioia della verità che indica la strada”. Il giorno della Epifania nella Basilica Vaticana il Papa celebra la messa e ordina alcuni vescovi. Quest’ anno Benedetto XVI ha imposto le mani a Mons. Angelo Vincenzo Zani, eletto Arcivescovo titolare di Volturno e nominato Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica a Mons. Fortunatus Nwachukwu, eletto Arcivescovo titolare di Acquaviva e nominato Nunzio Apostolico in Nicaragua aMons. Georg Gänswein Segretario particolare del Santo Padre, eletto Arcivescovo titolare di Urbisaglia e nominato Prefetto della Casa Pontificia aMons. Nicolas Henry Marie Denis Thevenin, eletto Arcivescovo titolare di Eclano e nominato Nunzio Apostolico in Guatemala. Due di loro rappresenteranno la Santa Sede nel mondo e altri due saranno parte della Curia romana. In particolare Gänswein diventerà ancora più fondamentale per la gestione della attività quotidiana del Papa, anche se il suo ruolo potrebbe cambiare molto. I vescovi come i magi dice Benedetto XVI, vogliono soprattutto sapere la cosa essenziale, come si possa riuscire ad essere persona umana, cercano la verità e non si curano di essere derisi dal “pensiero comune”, cercano Dio, vogliono sapere come e chi è. E così i vescovi devano interessarsi a Dio perché solo così si interessaranno all’uomo. Il vescovo deve essere un uomo per gli altri.
Desiderio come dice Agostino, quello dei Magi, e quindi inquietudine dell’uomo verso Dio, ma soprattutto di Dio verso l’uomo “perché Dio è inquieto nei nostri confronti”. Una inquietudine, dice il Papa che “non deve dar pace al vescovo”.
Che cosa deve fare allora oggi un vescovo?
“L’umiltà della fede, del credere insieme con la fede della Chiesa di tutti i tempi- spiega il Papa- si troverà ripetutamente in conflitto con l’intelligenza dominante di coloro che si attengono a ciò che apparentemente è sicuro. Chi vive e annuncia la fede della Chiesa, in molti punti non è conforme alle opinioni dominanti proprio anche nel nostro tempo. L’agnosticismo oggi largamente imperante ha i suoi dogmi ed è estremamente intollerante nei confronti di tutto ciò che lo mette in questione e mette in questione i suoi criteri. Perciò, il coraggio di contraddire gli orientamenti dominanti è oggi particolarmente pressante per un Vescovo. Egli dev’essere valoroso. E tale valore o fortezza non consiste nel colpire con violenza, nell’aggressività, ma nel lasciarsi colpire e nel tenere testa ai criteri delle opinioni dominanti. Il coraggio di restare fermamente con la verità è inevitabilmente richiesto a coloro che il Signore manda come agnelli in mezzo ai lupi. “Chi teme il Signore non ha paura di nulla”, dice ilSiracide (34,16). Il timore di Dio libera dal timore degli uomini. Rende liberi!”
In coraggio dell’ annuncio come fecero gli apostoli che vennero percossi per impedire loro di parlare di Cristo, il coraggio che ebbero anche i Magi che hanno cercato la verità lasciandosi alle spalle “la beffa dei realisti”.
Ridicolizzati i Magi, percossi gli Apostoli. “Anche i successori degli Apostoli- dice il Papa- devono attendersi di essere ripetutamente percossi, in maniera moderna, se non cessano di annunciare in modo udibile e comprensibile il Vangelo di Gesù Cristo. E allora possono essere lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per Lui. Naturalmente vogliamo, come gli Apostoli, convincere la gente e, in questo senso, ottenerne l’approvazione. Naturalmente non provochiamo, ma tutt’al contrario invitiamo tutti ad entrare nella gioia della verità che indica la strada. L’approvazione delle opinioni dominanti, però, non è il criterio a cui ci sottomettiamo. Il criterio è Lui stesso: il Signore. Se difendiamo la sua causa, conquisteremo, grazie a Dio, sempre di nuovo persone per la via del Vangelo. Ma inevitabilmente saremo anche percossi da coloro che, con la loro vita, sono in contrasto col Vangelo, e allora possiamo essere grati di essere giudicati degni di partecipare alla Passione di Cristo.”
Torna ai Magi ai quei pellegrini della fede che “sono diventati essi stessi stelle che brillano nel cielo della storia e ci indicano la strada” come i santi, “vere costellazioni di Dio che illumino le notti di questo mondo e ci guidano”. E ai nuovi vescovi dice: “Se vivrete con Cristo, a Lui nuovamente legati nel Sacramento, allora anche voi diventerete sapienti. Allora diventerete astri che precedono gli uomini e indicano loro la via giusta della vita.”
Al termine dell’ omelia è iniziato il rito della ordinazione, con il canto del Veni Creator, le promesse degli eletti, il canto delle Litanie dei Santi, la imposizione delle mani, l’unzione della fronte e la consegna delle insegne e del Vangelo. C’è tutto nelle parole del Rito solenne e profondo che porta alla pienezza del sacerdozio.
La messa prosegue con la liturgia eucaristica, e allo scambio della pace ogni vescovo appena ordinato viena salutato da alcuni vescovi a lui più vicini. Un segno dell’ accoglienza nel Collegio Episcopale.
Al termine della messa si canta il Te Deum.




























