Il Papa: famiglia, dialogo, evangelizzazione i temi al centro del dibattio della società e della Chiesa

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E’ il bilancio della vita della Chiesa durante un anno intero. Il discorso del Papa per gli auguri alla Curia Romana racconta un po’ come è andata. E chi si aspettava accenni a vatileaks o altro del genere Benedetto XVI risponde rilanciando tre temi che invece hanno segnato davvero la vita della Chiesa e che saranno l’ agenda futura dei prossimo decenni. Famiglia, dialogo, nuova evangelizzazione. Dopo aver ricordato i viaggi e gli eventi più significativi il Papa affronta il tema della famiglia. E lo fa appoggiandosi alle argomentazioni del Rabbino Capo di Francia Gilles Bernheim che in 25 pagine di spiegazioni ha detto ad Hollande il suo no ai “matrimoni per tutti”. E se la crisi della famiglia negli anni passati era dovuta ad una mal intesa idea di libertà, oggi invece è in crisi l’idea stessa di uomo.

E’ il dramma del gender, dell’essere umano che vuole manipolare se stesso. “ Egli- dice il Papa con un riferimento alla filosofia dell’idealismo tedesco- è ormai solo spirito e volontà. La manipolazione della natura, che oggi deploriamo per quanto riguarda l’ambiente, diventa qui la scelta di fondo dell’uomo nei confronti di se stesso. Esiste ormai solo l’uomo in astratto che poi sceglie per sé autonomamente qualcosa come sua natura.” Se non esiste dualità, se l’essere umano perde la sua identità, non esiste nemmeno più la famiglia allora. Riprende Barnheim il Papa e conclude: “ Dove la libertà del fare diventa libertà di farsi da sé, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso e con ciò, infine, anche l’uomo quale creatura di Dio, quale immagine di Dio viene avvilito nell’essenza del suo essere. Nella lotta per la famiglia è in gioco l’uomo stesso. E si rende evidente che là dove Dio viene negato, si dissolve anche la dignità dell’uomo. Chi difende Dio, difende l’uomo.” C’è poi il grande tema del dialogo. Quello con gli stati, con la società e con le relgioni. Il quid in più della Chiesa è la memoria. Una specie di grande archvio dell’umanità che la fede permette di aprire e sfogliare. Perché “la cultura dell’umano, di cui essa si fa garante, è nata e si è sviluppata dall’incontro tra la rivelazione di Dio e l’esistenza umana.

La Chiesa rappresenta la memoria dell’essere uomini di fronte a una civiltà dell’oblio, che ormai conosce soltanto se stessa e il proprio criterio di misure. Ma come una persona senza memoria ha perso la propria identità, così anche un’umanità senza memoria perderebbe la propria identità.” Nessuna soluzione pronta nella vita sociale, dice il Papa, piuttosto una lotta comune per trovare risposte “ che maggiormente corrispondono alla giusta misura dell’ essere umano”. Nel dialogo con le altre relgioni Benedetto XVI rilancia due sue idee fondamentali. Il dialogo non si fa su basi teologiche, ma pratiche e culturali. Altrimenti si perde la propria identità. Un argomento che anima da anni il dibattito interno alla Chiesa cattolica ma anche al di fuori. Il dialogo è un dovere, ovvio, spiega il Papa ma come va praticato? “Il dialogo non ha di mira la conversione, ma una migliore comprensione reciproca: ciò è corretto- dice il Papa- La ricerca di conoscenza e di comprensione, però, vuole sempre essere anche un avvicinamento alla verità.” Ecco la verità non una nostra verità, ma Cristo stesso “così, ambedue le parti, avvicinandosi passo passo alla verità, vanno in avanti e sono in cammino verso una più grande condivisione, che si fonda sull’unità della verità.” E aggiunge il Papa: “ L’essere interiormente sostenuti dalla mano di Cristo ci rende liberi e al tempo stesso sicuri. Liberi: se siamo sostenuti da Lui, possiamo entrare in qualsiasi dialogo apertamente e senza paura. Sicuri, perché Egli non ci lascia, se non siamo noi stessi a staccarci da Lui. Uniti a Lui, siamo nella luce della verità.”

Annuncio allora che significa? Benedetto ripropone la lettura della pagina evangelica nella quale il Andrea e Simone seguono Gesù. Sono uomini in ricerca, ecco perché “ toccati dall’ annuncio la loro ricerca diventa concreta.” E il Papa spiega che “ la parola dell’annuncio diventa efficace là dove nell’uomo esiste la disponibilità docile per la vicinanza di Dio.” Ecco allora l’augurio del Papa, l’agenda per i prossimi decenni: “Questo andare con Lui conduce al luogo dove Gesù abita, nella comunità della Chiesa, che è il suo Corpo. Significa entrare nella comunione itinerante dei catecumeni, che è una comunione di approfondimento e, insieme, di vita, in cui il camminare con Gesù ci fa diventare vedenti.” E come sempre c’è una profonda coscienza della pochezza umana nelle parole del Papa: “Alla fine dell’anno vogliamo pregare il Signore, affinché la Chiesa, nonostante le proprie povertà, diventi sempre più riconoscibile come sua dimora.”

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