Dal Papa il presidente dell’ OLP Abu Mazen

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E’ durato circa 25 minuti il colloquio fra Benedetto XVI e il presidente palestinese Abu Mazen. Quest’ultimo era accompagnato da una delegazione di 8 persone; Il Papa ha dato il benvenuto in inglese ad Abu Mazen. Il leader palestinese ha donato al Pontefice un mosaico raffigurante il Santo Sepolcro che nella parte alta recava la scritta: ”Abu Mazen, presidente dello Stato di Palestina”.

Una espressione che non ha nulla di ufficiale ed è la prima volta che viene usata per un dono al Papa. Nella definizione ufficiale dell’incontro infatti si para di ” Presidente dell’ Organizzazione per la liberazioe della Palestina. Abu Mazen sta compiendo un viaggio in diverse capitali del mondo per ringraziare quanti hanno dato il sostegno al recente voto dell’Onu con il quale la Palestina ha ricevuto lo status di Stato osservatore. Dopo il colloquio con il Papa il leader palestinese ha incontrato la Segreteria di Stato. Abu Mazen era accompagnato da un seguito di otto persone, nessuna donna.

Il colloquio privato è avvenuto alla presenza di un interprete. Nei saluti il Papa e Abu Mazen hanno dialogato in inglese. ”Benvenuto, e’ bello rivederla”, ha detto il Pontefice. ”Sono molto felice di incontrarla ancora”, ha risposto il presidente palestinese. Si tratta infatti del sesto incontro fra Benedetto XVI a Abu Mazen, il quinto in Vaticano, mentre nel maggio 2009 i due si erano visti a Betlemme, durante la visita del Papa in Terra Santa.

“Nel corso dei cordiali colloqui – si legge nel comunicato ufficiale- si è fatto riferimento alla recente risoluzione approvata dall’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite con la quale si riconosce la Palestina come Stato Osservatore non membro della suddetta Organizzazione. Si è auspicato che tale iniziativa incoraggi l’impegno della comunità internazionale per una soluzione giusta e duratura del conflitto israelo-palestinese, che potrà raggiungersi solo riprendendo in buona fede il negoziato tra le Parti, nel rispetto dei diritti di tutti. Ci si è soffermati poi sulla situazione della Regione, travagliata da tanti conflitti, auspicando il coraggio della riconciliazione e della pace. Non è mancato, infine, un riferimento al contributo che le comunità cristiane offrono al bene comune della società nei Territori Palestinesi e in tutto il Medio Oriente.”

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