Ordine del #brancodibalordi alla ciurma A.D. 2021: Facite Ammuina!!! Ridateci ‘o re bomba!

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Se l’esecutivo non esegue un bel niente siamo alla presenza di un paradosso verbale. Chi comanda ha accentrato a sé tutti i poteri. Però li usa solo per conservarsi al vertice. Questo Paese si trova in una drammatica situazione con un #brancodibalordi al “governo”, alla mercè di un onnipotente visir incapace di organizzare qualsiasi cosa. Per dirlo con le parole del cantore napoletano delle periferie Peppe Lanzetta, è una “ciurma da paura, festosa, puzzolente, colorata, borchiata, griffata, prezzolata, falsa”. La situazione di uno stato folle è stata descritta senza pietà da Gianni Riotta in un Tweet oggi: “Tizio va lì, Sempronia si accasa là, Filano vuole Ministero Fuffa, Caia trama per il Dicastero Ammuina [*]. Che amaro squallore il totonomine dei Ministri in pandemia, con 75.000 morti in Italia, Fiera delle vanità meschine mentre una nazione intera pena e soffre! Che vergogna(Gianni Riotta @riotta – Twitter, 5 gennaio 2021). L’amico e collega Renato Farina non è di meno e non fa sconti nel suo affondo su Libero quotidiano: “Il governo ha fallito. Chi ha partorito e garantito il governo del disastro non può essere il rimedio”.

Aggiungiamo il quadro realistico e impietoso della situazione del Paese, fornito da Gianni De Felice, Corriere della Sera, che denuncia l’“egoistico tradimento che questa classe politica, avida e inetta”: “Frenetica affannosa penosa attività sotterranea, come dire: alle spalle del popolo, per tenere in piedi la finzione di questo governo di cartapesta. La pandemia viene usata come pretesto per vietare agli italiani di tentare, con il voto, la via di un governo che sia coerente e coesa espressione del Paese. Gli obiettivi convergenti dell’aggregazione politica al potere sono: salvare finché possibile gli stipendi dei parlamentari destinati alla disoccupazione ed evitare che il centro-destra, già in maggioranza secondo tutti i sondaggi, riprenda quel potere che gli fu strappato nel 2011 col colpo di mano di Napolitano a danno di Berlusconi. È una strategia apparentemente scaltra, in realtà tragicamente miope. Più si va avanti con le toppe e più la condizione dell’Italia si aggrava. Questo governo e questa classe politica sono incapaci di gestire il Paese in condizioni normali; e tanto più si confermano tali, quanto più erta e impervia diventa la strada del sognato rilancio. Ostinarsi a rattoppare adesso, per rinviare il giorno della bocciatura elettorale, significa arrivare alle urne con una Italia affamata disperata inviperita, ridotta allo stremo economico e alla irrilevanza internazionale, assediata da disoccupazione e fallimenti. Oggi l’Italia è, forse, ancora riparabile. Fra un anno e mezzo o due sarà solo da rottamare. Fingere di non rendersene conto è il più egoistico tradimento che questa classe politica, avida e inetta, possa perpetrare a danno dell’Italia e degli Italiani”.

Un nostro lettore scrive: “Non succede niente, faranno un rimpastino tutto qua. Questa maggioranza è autosufficiente fino al 2023. Non si schiodano dalle poltrone e lo sanno). Neanche quelli dell’opposizione vogliono andare al voto, che con il taglio dei parlamentari, sanno di non rientrare più in Parlamento. Ieri Pinocchio ha fatto capire chiaramente che non farà cadere il Governo, non vuole andare al voto e neanche all’opposizione, non ha fretta c’è tempo fino a fine legislatura e per quel periodo non ci sarà più niente da fare. Purtroppo ci dobbiamo rassegnare al fatto che avranno tutto il tempo di finire di distruggere l’italia, ahimè. Questi poco di buono gestiranno i 209 miliardi (in 6 anni) come hanno gestito la pandemia, male! i soldi europei non sono tutti in 6 anni, ma progetti che se approvati avranno stanziamenti fino a quella cifra (il Mainstream fanno capire che finito il Recovery Plan l’UE bonifica 209 miliardi, ma non è cosi). l’Italia negli ultimi 20 anni ha avuto a disposizione, in fondi strutturali,circa 500 miliardi, ma se ne è portati a casa solo il 20% perché adesso con sti incapaci (che non sono d’accordo su niente) ad arrivare al 100% dei fondi messi a disposizione? metti anche che i fondi strutturali europei erano più facili da prendere perché non sottoposti a progetto e veto!!” (Vincenzo Dalli Cardillo).

La campagna virtuale per la vaccinazione del Museo Madre di Napoli… L’immagine che riassumo e esemplifica tutto.

Esecutivo che non esegue
di Renato Farina
Libero, 5 gennaio 2021

La crisi politica in cui ci dibattiamo ha due facce. Una grottesca, ed è quella su cui le cronache si dilungano. Raccontare il cozzare di teste più o meno vuote dei leader della maggioranza giallorossa, prendendolo sul serio, sarebbe assecondare un depistaggio intollerabile. Guardiamo piuttosto l’altra faccia della crisi politica, quella tragica. È la totale incapacità dell’assetto di potere che ci siede sulla testa di affrontare efficacemente la realtà. Appuntiamoci su questo lato della questione, perché essa attiene – parlando librescamente – ai principi della nostra democrazia travolti dall’emergenza, ma in concreto significa morti su morti.

L’emergenza del Covid oggi coincide – se vogliamo guardarla dal punto di vista del portare a casa la pelle – con l’indecente crollo della qualità intellettuale e operativa dei «decisori». È accaduto che, con inappuntabile aderenza alla Costituzione e alle sue regole formali, le leve del potere finissero in mano a degli incompetenti, per di più incapaci di qualsiasi forma di umiltà. Non si sposteranno da soli da lì.

Insomma: occorre un cambiamento. Ma da dove può arrivare? Siamo infatti a questo paradosso. Mai nessuno in Italia ha avuto tanto potere come oggi questo esecutivo, anche se non esegue niente, salvo tutelare la continuità della pandemia che gli garantisce la continuità del potere. Mattarella parla di tempo dei «costruttori». Innestarlo oggi appare pura illusione. Il motore della Repubblica è ingrippato, è impermeabile a qualsiasi inserzione, cambio di direzione, nuova capacità operativa. E allora?

Carosello di chiacchiere

Per iniziare, occorre individuare di chi sia la responsabilità di questo rotolare del Paese e della sua popolazione verso uno schianto. Si tratta di rispondere a un paio di domande facili. Chi ha comandato e comanda? Chi ha il potere di far seguire alle parole i fatti? Ovvio: il governo. Ha un sinonimo: “esecutivo”. Cos’ha “eseguito” davvero contro il Covid? In fin dei conti: niente. C’è una evidenza tremenda che sta lì a gridare questa verità: il ritardo nelle vaccinazioni, che ci vede in triste compagnia della Francia in testa alla graduatoria dei Paesi sciagurati. Proprio ora, siamo davanti alla flagranza di un’omissione che è un delitto contro la sicurezza nazionale, misurabile un giorno in cadaveri regalati dal governo ai cimiteri. Dal mese di febbraio tutti, ma proprio tutti, i ministri al governo si sono aggrappati alla speranza del vaccino. Fantasticando i tempi necessari per approntarlo e assicurando che il contravveleno sarebbe caduto a pioggia sui connazionali, bagnando buoni e cattivi con un lavacro di immunità. E invece di fare, eseguire, si sono esibiti in carosello di chiacchiere.

Perfino l’Ue aveva imposti ai governi membri di approntare un piano di vaccinazione entro ottobre. Ottobre! Il super commissario Domenico Arcuri, onnipotente visir del governo, ha confessato in questi giorni di non sapere ancora quali saranno i luoghi dove il siero sarà inoculato. Non è candore ma sfacciataggine. La pandemia è affare di governo centrale. Invece il commissario ha scaricato le colpe sulle Regioni mentendo. Basta un dato: i medici, gli infermieri appositamente assunti con bando natalizio per disposizione di Arcuri in numero di quindicimila non possono ancora essere in servizio! Bisognava essere pronti da molto prima. Anche solo questa trascuratezza sarebbe ragione di assalto popolare al Palazzo di questo inverno italiano.

Nuove strade

Spendere denari nella logistica per siringhe e vaccinazioni sarebbe dovuto essere l’unico investimento urgente e sensato. Vaccinare di più e presto è la chiave ovvia per far ripartire il prima possibile l’economia evitando il protrarsi di chiusure e soluzioni arlecchinesche, che costano miliardi al giorno e malati ogni ora. Governo e maggioranza hanno seminato bonus su bonus, banchi a rotelle, monopattini e rubinetti risparmiosi, invece di mostrare uno slancio assoluto, che avrebbe coinvolto tutti, nello sforzo capillare di predisporre postazioni sicure per l’inoculazione, addestrando personale sin da marzo dello scorso anno per praticare il rito della siringa. E qualificando per il compito con apposite legge e manleva giuridica studenti di medicina e operatori sanitari istruiti all’uopo. Niente. Nada de nada. L’unica preoccupazione è stata quella della comunicazione. Procurarsi il consenso dei media e così indurre popolarità con il trucco di conferenze stampa scenografiche, l’apparenza del cartongesso rispetto alla sostanza.

La responsabilità è del governo. Punto. C’è un’aggravante. In passato i premier da noi avevano le mani legate. Dal 31 gennaio 2019 Conte ha di fatto assunto i pieni poteri, esautorando il Parlamento e qualsivoglia livello intermedio, attraverso la pratica dei Dpcm, cioè Decreti del presidente del Consiglio dei ministri. Ha dato vigore di legge immediata con conseguente applicazione subitanea a fogli firmati da solo o con il ministro della Salute Roberto Speranza. Chiusure, aperture, multe, arresti, diritto di lavoro, di culto. Con una firmetta. Senza possibilità di intervento di nessuno, neppure del Capo dello Stato, il quale peraltro magari avrebbe potuto eccepire ma non l’ha fatto in nome del’”andrà tutto bene”, una fatalistica consegna di potere a un uomo solo, senza qualità e molti difetti, moltiplicati dai suoi sodali, senza che alcun fremito afferrasse chi lo manteneva lì, cioè i giallorossi. Il governo ha fallito. Chi ha partorito e garantito il governo del disastro non può essere il rimedio. In una situazione di emergenza il Capo dello Stato ha le prerogative per trovare nuove strade.

[*] Art. 27 – Facite Ammuina
All’ordine Facite Ammuina:
tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa
e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora:
chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra
e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta:
tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa
e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio
passann’ tutti p’o stesso pertuso:
chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à.
Ordine: Facite Ammuina!!!


Di questo FALSO articolo del Regolamento della Real Marina del Regno delle Due Sicilie in Gran Tenuta (Napoli, 20 settembre 1841) esistono copie [foto di copertina] – ancora oggi vendute ai turisti ignari nei mercatini napoletani – firmati dai fantomatici Ammiraglio Giuseppe di Brocchitto e Maresciallo in capo dei legni e dei bastimenti della Real Marina Mario Giuseppe Bigiarelli.

Falso che sia, ritengo che l’uso del “Dicastero Ammuina” (cioè, il Ministero per fare il maggior casino possibile) da Gianni Riotta nel suo Tweet odierno, non è per niente male, pensando a quanto sta realmente succedendo nelle contrade italiche, A.D. 2021. E non intendo la pandemia da Severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 (Sindrome respiratoria grave acuta coronavirus 2) (SARS-CoV-2), ovvero nuovo coronavirus cinese di Wuhan. Questo #brancodibalordi è peggiore di qualsiasi calamità imaginabile.

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