La prima vaccinata anti-Covid-19 smentisce di essere stata minacciata di morte o di aver ricevuto intimidazioni. La questione dell’obbligatorietà della vaccinazione: si o no?

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L’infermiera dello Spallanzani 29enne Claudia Alivernini, la prima a essere vaccinata in Italia, non è stata minacciata di morte dai no vax né ha ricevuto intimidazioni contro la sua persona. Alivernini, tramite i suoi legali, ha smentito la notizia circolata nei giorni scorsi, spiegando di non avere mai rilasciato dichiarazioni di questo tipo a nessuno. Per difenderla erano scesi in campo anche importanti personaggi politici e della professione, come la FNOPI e l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma.

Il fatto di questa ennesima fake news sulla vaccinazione anti-Covid, ci porta a formulare una domanda di fondo. Cosa accadrà all’Italia e all’Europa quando i governi si accorgeranno che la percentuale dei “volontari” che intendono vaccinarsi è molto bassa rispetto alle loro previsioni? Come mai i governanti erano così convinti che la totalità della popolazione avrebbe accettato il vaccino anti-Covid-19 senza indugio? Su quale base i governi pensavano che la richiesta di vaccino sarebbe stata molto più alta dell’offerta?

Il 28 dicembre Myrta Merlino (giornalista e conduttrice de L’Aria che tira, il programma di politica ed economia in onda dal lunedì al venerdì alle 11.00 su La7) ha twittato: «Potrei comprendere, a fatica, che 4 amici al bar non credano o siano dubbiosi sul vaccino Covid, ma sentire alcuni medici, infermieri ed operatori sanitari che dicono “non mi vaccino” è un ossimoro inaccettabile!». In risposta, il 31 dicembre Marco Tosatti (vaticanista e curatore del molto seguito blog Stilum curiae) ha twittato: «Non le sorge il dubbio che forse non sono i vaccini in generale, ma QUESTO vaccino il problema? E che forse i dubbi di quei professionisti del mestiere sono validi? Smettiamola per favore con il #vaccinosquadrismo».

Comunque, la domanda della Merlino è lecita, nel senso che il nodo del personale sanitario è cruciale. Certo è, che se il personale sanitario non si fa vaccinare volontariamente, come si potrebbe pensare di chiedere ai semplici cittadini che vaccinarsi? Infatti, si sta pensando a rendere obbligatoria la vaccinazione per certe categorie, in primis quella sanitaria. Ma la vaccinazione (obbligatoria o volontaria che sia) è veramente la soluzione migliore per l’emergenza sanitaria? Siamo sicuri che è vero tutto quello che ci dicono i governanti (e per primis le società di big pharma) sui vaccini anti-Covid-19?

La faccenda si infittisce… In Vaticano in percentuale rispetto all’Italia sta accadendo la stessa cosa. Mon tutti i dipendenti hanno aderito all’invito della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Anche lì, non tutti i dipendenti del comparto sanitario intendono vaccinarsi. Cosa penseranno di fare alla Santa Sede e nello Stato della Città del Vaticano in merito? Prima di ogni equivoco precisiamo, che anche in Vaticano la richiesta di somministrazione del vaccino è su base volontaria e che i dipendenti vaticani sono cittadini italiani sul quale lo Stato della Città del Vaticano non vanta alcun diritto. In tema di obbligatorietà, il Vaticano (monarchia assoluta elettiva) potrebbe obbligare alla vaccinazione solo ed esclusivamente i cittadini vaticani e non potrebbe obbligare i dipendenti che restano cittadini italiani con diritti da costituzione italiana. Ci buttiamo avanti per non cascare indietro. Visti i chiari di luna di questi tempi, non si sa mai.

Abbiamo già scritto, all’attenzione di coloro che sono ancora convinti, che la vaccinazione di massa delle pecore farà il miracolo e all’attenzione di coloro che vendono la vaccinazione (volontaria, per il momento, volendola pure rendere obbligatoria per il gregge se non aderisce su base volontaria) come UNICA via per “uscire dal tunnel e raggiungere la luce” (con le parole dell’Arcuri, genio che tutto il mondo ci invidia).

Con la vaccinazione continueremo a vivere come oggi. Ce l’ho dicono in chiare lettere. Quindi, mettiamoci l’animo in pace (e continuiamo ad affidare la nostra anima al Signore, non all’Arcuri con i suoi padiglioni alla margherita e i suoi monoposti per la scuola, ecc. ecc.). Sarebbe ora di investire nostri soldi (e quelli dei nostri figli e nipoti) nella CURA del Covid-19, invece di sperperarli in cose futili a favore degli amici degli amici.

Intanto, c’è anche chi assicura che con la vaccinazione si potrà tornare alla normalità in estate. Chi avrà ragione? Lo vedremo. Ma anche senza vaccinazione (che non mettiamo in dubbio in principio come sistema di profilassi), in estate si tornerà alla “normalità” (scordata l’estate scorsa?), visto il calore, salvo dopo affrontare una nuova fase (sempre della stessa prima ondata, perché la seconda non c’è ancora).

Ricordiamoci solo un dato: nessun vaccino è sicuro al 100%, con questo nuovo non si sa neanche dopo quanto tempo “protegge” e per quanto tempo, se sarà efficace per le mutazioni, ecc. ecc. Quindi, il buon senso aiuta a capire chi ha ragione. Inoltre, sempre da vedere per quante persone avranno il vaccino prima dell’estate (sempre pensando che dopo 21 giorni serve la seconda dose).

A giugno sentiremo le ammonizioni del tipo “non possiamo fare gli errori dell’estate scorsa” et similia. E giù di restrizioni. Per eterogenesi dei fini, ormai lo scopo della tutela dal contagio è ampiamente superato dal voler imporre restrizioni, divieti, obblighi e precetti. Qualsiasi resistenza è demonizzata per suscitare il linciaggio o repressa all’origine.

Visto l’aria che tira, ripeto per l’ennesima volta che non sono un no-vax (la vaccinazione antiinfluenzale faccio da alcuni anni ma neanche questa è disponibile per tutti, neanche per gli insegnanti). Mi farò vaccinare contro il Covid-19, nell’autunno 2021, se potrò scegliere il vaccino e se sarò convinto con i dati alla mano che questo vaccino sarà efficace e sicuro. Nel frattempo continuerò a chiedere investimenti nella CURA del Covid-19 e continuerò a seguire la PROFILASSI contro il Sars-CoV-2 con le misure di protezione personale, che mi daranno la stessa percentuale di protezione come un vaccino, senza complicazioni.

La questione dell’obbligatorietà è stata affrontata in modo chiaro ed esauriente da Massimo Viglione: «Chi non vuole vaccinarsi, o almeno diffida di questo vaccino anti-Covid, non si sogna neanche di pretendere di impedire al prossimo che vuole vaccinarsi di farlo. Semplicemente chiede che la cosa non venga imposta a lui. Insomma, chiede la libertà di cura e ribadisce la propria piena potestà sul proprio corpo. Soprattutto tenendo conto del fatto che il vaccino serve (o meglio! dovrebbe servire, si spera o presume – meglio ancora… – che serva) proprio a impedire di essere contagiati dal prossimo e quindi di per sé garantisce dal contagio. Perché altrimenti, se il vaccino non garantisse dal contagio… a cosa servirebbe inocularsi un liquido misterioso nel proprio corpo?
Pertanto, chi non vuole vaccinarsi rivendica semplicemente il proprio diritto alla libertà di cura e alla gestione del proprio corpo, nella consapevolezza di non nuocere al prossimo che si vaccina, proprio perché si vaccina.
Viceversa, il vaccinista non solo pretende di poter avere il vaccino, ma pretende che tutti lo debbano avere, con tanto di sanzioni punitive per i disobbedienti.
Pertanto, chi non vuole vaccinarsi invoca la libertà, il vaccinista invoca il diritto dello Stato sui corpi dei cittadini».

Tornando alla questione dell’infermiera dello Spallanzani, alcuni giorni dopo tutto il clamore – con interventi dal mondo politico e dal governo (dal Presidente del Consiglio dei ministri al Viminale) – risulta che non c’è stato nessun insulto, né che ci siano state minacce di morte indirizzati alla sua persona, ha fatto sapere Claudia Alivernini tramite i suoi legali. Non ha mai rilasciato nessuna intervista in cui parlava delle intimidazioni ricevute, né ha cancellato i profili social per paura di ritorsioni, se legge nella richiesta di rettifica dei suoi legali.

Nei giorni scorsi aveva fatto molto scalpore la notizia secondo cui Alivernini era stata insultata e minacciata di morte sui profili istituzionali che hanno diffuso la notizia della sua vaccinazione. Secondo quanto riportato dal Messaggero, l’infermiera stava valutando anche una denuncia alla Polizia Postale.

La richiesta di rettifica degli avvocati di Claudia Alivernini

“Vi rappresentiamo che in data odierna lo scrivente studio legale ha provveduto a diffidare il Messaggero alla immediata rimozione e/o cancellazione dell’articolo apparso nell’edizione odierna a pag. 9, a firma della giornalista Alessia Marani, giacché la ns. assistita non ha mai rilasciato le dichiarazioni ivi riportate (né altre dichiarazioni di sorta), né ha tantomeno mai autorizzato chicchessia a rivolgersi alla stampa e/o a terzi per suo conto per rilasciare dichiarazione alcuna. Parimenti infondati risultano anche i riferimenti a presunte minacce di morte che a quanto consta alla nostra assistita non si sono mai verificate” (Fonte: Fanpage.it).

Postscriptum

Leggere sui social “pensieri”, come quelli che seguono, a commento della smentita dell’infermiera, fa capire i fake news di cui siamo sommersi. Dimostra che non leggono, ammettendo che vogliono leggere, o che sanno leggere.

– “Non ho parole… quanta ignoranza… subito obbligatorio… senza se e senza ma… SILERI”.
– “Continuo a pensare che per gli imbecilli e non dico altro non c’è medicina”.
– “Se non era lei la prima era altra persona, ma la ignoranza dei no vax non conosce limiti, siete un branco di deficenti, se foste persone intelligenti vi limitereste a non vaccinarvi senza minacciare nessuno, ma essere intelligenti per voi non e facile”.
– “I no vax sono uno degli aspetti che dimostrano la debolezza delle democrazie occidentali”.
– “I pro vax sono uno degli aspetti che dimostrano l’arroganza delle dittature orientali”, riceve risposta: “Fumati meno canne”.
– “Per colpa di pochi diventiamo un popolo di merda”, riceve risposta: “Siamo sicuri che siano pochi?”. “L’importante è auto convincersi che sono pochi”.
– “I no-vax sono solo una massa di poveri idioti incapaci di formulare pensieri coerenti. Lasciamo perdere loro, i terrapiattisti, i negazionisti e tutti gli altri squinternati”, riceve risposta: “Non è che se uno la vede in modo diverso da te è un testa di cazzo negazionista ecc… La tua è una splendida idea da dittatura, complimenti”.
– “Io sinceramente non lascerei perdere. C’è in giro troppa libertà e troppa impunità. Se per pura ipotesi qualcuno andasse “a prendere” questi fenomeni probabilmente il 90% delle situazioni sparirebbe. Idem per i no vax che vengono ad urlarti in viso senza mascherina o addirittura a sputarti addosso. Se il tutto finisse con una testata devastante e una testa fracassata, qualcuno lo rifarebbe? NON PENSO”.
– “No vax un paio di palle questi imbecilli sottosviluppati e descolarizzati vanno eliminati”.
– “Gente stupida, ignorante con l’intelligenza pari a quella di un sasso (con tutto rispetto dei sassi)”.

A febbraio, quando il Covid-19 è entrato prepotentemente nelle nostre vite medici ed esperti sostenevano che per un vaccino ci sarebbero voluti minimo due anni. Il 27 dicembre, a distanza di nemmeno 11 mesi, si è tenuto in tutto l’Italia il Vax-Day. In tanti si chiedono se i tempi della sperimentazione siano stati troppo ristretti: quali possono essere le conseguenze dell’aver abbreviato in modo così importante le procedure? Gli effetti concreti, fa notare il conduttore di Report e giornalista Sigfrido Ranucci ai microfoni in diretta a “Un giorno speciale” su Radio Radio, riusciremo a vederli solo nel tempo, tuttavia: “Rimangono dei dubbi sull’efficacia del vaccino“. Troppe poche informazioni su questo prodotto: chi si vaccina, ad esempio, è contagioso oppure no? A porre la domanda è proprio Ranucci in diretta a “Un giorno speciale”.
Ecco l’intervista di Francesco Vergovich: “Stiamo cercando di capire le dinamiche reali della distribuzione del vaccino. Intanto è arrivata una notizia, pare che abbiano approvato anche AstraZeneca che ha modalità di diffusione più semplici rispetto a quelle della Pfitzer. Rimangono dei dubbi sull’efficacia del vaccino: non tanto nell’immunità a medio o breve termine, quanto… io per esempio non so se chi si vaccina continua a essere contagioso o meno. Non sappiamo quanto tempo rimane l’immunità. Io non vorrei che alla fine creassimo delle dinamiche per cui uno si sente di essere sicuro e in realtà è un untore. Potrebbe essere un grandissimo problema: siamo contagiosi o no? Ho letto che in Spagna un’infermiera è risultata positiva dopo il vaccino… anche se lì le dinamiche possono essere varie perché potrebbe averlo contratto prima del vaccino. Poi ho letto che c’è un periodo, un limbo in cui bisogna mantenere le stesse precauzioni per dare il tempo all’organismo di sviluppare gli anticorpi e solo dopo la seconda vaccinazione entri in uno stato immunità. Tutto questo ovviamente lo capiremo col tempo, la fretta con cui è stato approvato implica che sicuramente sono stati fatti dei passaggi molto più stretti, ma sicuramente ci mancano tante informazioni. Vaccino obbligatorio? Obbligare la vaccinazione non credo sia una cosa giusta né si può pretendere. Bisogna dare ampio accesso alle persone fragili e a chi è in contatto con loro”.

Non ci sono neanche abbastanza vaccini per coloro che sono disposti a farci vaccinare e parlano di obbligo. E il dialogo con l’Unione Europea non risulta per niente facile: la Germania ne vuole sempre di più. Bella solidarietà sanitaria europea.

Allarme di BioNTech: “Autorizzare altri vaccini o avremo problemi di distribuzione”
L’azienda tedesca partner di Pfizer nel primo immunizzante validato dall’Ue avverte che senza un rapido via libera ad altri farmaci potrebbe incepparsi la macchina delle vaccinazioni in Europa.
AGI (1° gennaio 2021) –
La BioNTech, azienda tedesca partner di Pfizer nel primo immunizzante validato dall’Ue avverte che senza un rapido via libera ad altri farmaci ci saranno problemi di distribuzione. E pensa ad aumento della produzione per arginarli.
BionTech intende aumentare la produzione del vaccino per il Covid per coprire il “buco” lasciato dalla mancanza di altri sieri approvati. Come ha sottolineato il co-fondatore del gruppo, Ugur Sahin, “la situazione attuale non è rosea, c’è un buco perché c’è un’assenza di altri vaccini approvati  e dobbiamo riempirlo noi con il nostro vaccino”.
Usa e Regno Unito hanno dato il via libera per primi al siero Pfizer/BioNTech così come a quelli sviluppati da Moderna negli Stati Uniti d’America e Oxford/AstraZeneca in Gran Bretagna. L’Ue finora ha validato solo il prodotto di Pfizer/BionTech.
Parte del problema risiede nell’ordine relativamente basso di 300 milioni di dosi fatto dall’Ue alla BioNTech per il vaccino anti-Covid e il fatto che sia stato firmato solo a novembre, più tardi rispetto ad altri Paesi. Bruxelles evidentemente pensava che ci sarebbero stati “diversi fornitori” dai quali scegliere, vista la corsa mondiale a sviluppare sieri.
“Un simile approccio ha senso, ma a un certo punto è diventato chiaro che molti non sarebbero stati in grado di fornirli velocemente”, ha sottolineato Ozlem Tureci, co-fondatrice della BioNTech con il marito Sahin.  Da qui, la ‘fame’ di dosi che sta mettendo a dura prova l’azienda tedesca. Per rispondervi, ha spiegato Sahin nell’intervista al Der Spiegel, sono stati velocizzati i piani per realizzare un nuovo sito produttivo a Marburgo, che dovrebbe entrare in funzione a febbraio, “molto prima del previsto” e dovrebbe aiutare a fornire 250 milioni di dosi aggiuntive nella prima metà del 2021.
Inoltre, sono stati raggiunti accordi con 5 case farmaceutiche in Europa per aumentare la produzione e negoziati sono in corso con altre aziende specializzate, ha aggiunto Tureci. “Per la fine di gennaio, dovremmo avere chiarezza su cosa e quanto in più possiamo produrre”, ha assicurato il marito. La BioNTech era stata chiamata a fornire 1,3 miliardi di dosi in tutto il mondo, sufficienti per vaccinare 650 milioni di persone.

– SARS-CoV-2. Divulgazione scientifica – Parte 16: Quale è la differenza tra i vari vaccini contro Covid-19? – 30 dicembre 2020
– Sars-CoV-2. Divulgazione scientifica – Parte 15: Vaccini contro il Covid-19: in 10 punti come si è giunto così di corsa a questi “vaccini veloci” – 20 dicembre 2020

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