Paralimpiadi, primo oro italiano. Il trionfo di Pistorius

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Le Paralimpiadi cinesi sono arrivate al giro di boa e gli italiani hanno conquistato un oro. A conquistare il podio più alto è stato Paolo Viganò nella prova di inseguimento di categoria LC4, con il tempo finale di 4:02:782, con il quale l’azzurro ha sconfitto il tedesco Teuber nella finale valida per il primo e secondo posto, stabilendo anche il nuovo record del mondo.

Paolo Viganò, che gareggia alle Paralimpiadi per una emiparesi, è di Monza, ha 39 anni. E’ alla sua prima Paralimpiade. Invece, medaglia di bronzo per Fabio Triboli di Lecco, 42 anni, nella specialità inseguimento LC1 con un tempo di: 4:45.667. L’oro è andato a Michael Gallagher e a seguire l’argento per il tedesco Wolfgang Sacher.

Da parte sua, Oscar Pistorius ha vinto la gara dei 100m con 11.17, dopo un anno in cui ha dovuto sospendere la partecipazione alle competizioni. Lo aveva stabilito una decisione della Iaaf, il massimo organo che disciplina l’atletica. Fra gli atleti in lizza queste giornate iniziali sono state tutto sommato positive. Buona la prestazione di Valeria Zorzetto (3-1 nel tennis tavolo), ottima Immacolata Cerasuolo e Francesca Seccio entrambe con sesto tempo nelle semifinali nei 100 metri farfalla rispettivamente nelle categorie S8 ed S9, non altrettanto può dire Azzurra Ciani, eliminata nella carabina, come i suoi colleghi del Tiro: Iori, Martella e Tiso.

Da segnalare che, nel nuoto, sono stati 13 i record battuti già nella prima giornata. Il primo oro invece va a Veronika Vadovicova, che conquista il gradino più alto nel tiro a segno, specialità carabina da 10 metri. Le paralimpiadi, come sottolineato anche dall’atleta Francesca Porcellato (atleta plurimedagliata e portabandiera azzurra alle paralimpiadi) in un’intervista di qualche giorno fa, non solo godono di minor risalto, ma quando se ne parla si continua a scivolare sul patetico, a sottolineare i disagi contro i quali i disabili devono combattere, senza evidenziare che partecipano col medesimo spirito agonistico, sotto tutti i fronti, e che probabilmente l’ultimo dei loro pensieri in gara è la disabilità!

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