Numeri ufficiali Covid-19 del 24 dicembre 2020. Superato i due milioni di contagi (riscontrati) da inizio epidemia
Heather Parisi: Non mi vaccino
Adnkronos, 24 dicembre 2020
”Io e la mia famiglia non faremo il vaccino perché è fuor di dubbio che si tratta di un vaccino sperimentale di cui non si hanno avuto modo di vedere gli effetti nel breve, nel medio e nel lungo periodo”. Così Heather Parisi in un messaggio su Instagram che la ritrae accanto al marito. ”Sono perfettamente consapevole che per questa scelta in Italia (non a Hong Kong) sarò derisa, attaccata, emarginata e che molti, in assoluta malafede, mi definiranno ‘novax’. Purtroppo, nella società di oggi, la libertà e la tolleranza hanno ceduto il posto alla prevaricazione e alla violenza. Ma se questo è il prezzo da pagare per difendere l’ennesima violazione di un diritto inviolabile, lo faccio senza esitazione”. ”Molti mi hanno chiesto qual è la situazione del vaccino in Cina e a Hong Kong e cosa faremo io e la mia famiglia. In Cina al momento, sono state vaccinate 1 milione di persone (su 1.4 miliardi!). È prevista la vaccinazione di 50 milioni, ma la risposta della gente è molto tiepida per ammissione delle stesse autorità che non stanno forzando la mano”.

Ringraziando i nostri lettori e sostenitori, ricordiamo che è possibile inviare comunicazione presso l’indirizzo di posta elettronica del “Blog dell’Editore”: QUI.
I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi giovedì 24 dicembre 2020
Totale casi: 2.009.317 (+18.040) (+0,91%)
In isolamento domiciliare: 566.973 (-4.673) (-0,82%)
Ricoverati con sintomi: 24.070 (-476) (-1,94%)
In terapia intensiva: 2.589 (-35) (-1,33%) [con 149 nuovi ingressi del giorno] [*]
Dimessi/Guariti: 1.344.785 (+22.718) (+1,72%)
Deceduti: 70.900 (+505) (+0,72%)
[*] Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.
Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia
Media giornaliera dei decessi: 230 (+1)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.
Il punto della situazione a cura di Lab24
L’Istituto superiore di Sanità, in data odierna, ha confermato nel Bollettino di sorveglianza integrata Covid-19 che l’epidemia esprime valori ancora troppo elevati per consentire una ripresa efficace delle attività di tracciamento dei casi e dei loro contatti: indispensabili per attuare una forma di convivenza equilibrata con il Sars-CoV-2, controllandone e limitandone la diffusione sul territorio. L’obiettivo da raggiungere è quello dei 50 casi per 100.000 abitanti nell’arco di una settimana (contro i 157 attuali): un valore che corrisponderebbe a una media giornaliera di 4.285 nuovi casi, capace di garantire un margine di sicurezza rispetto all’obiettivo minimo di 6.000 casi che indichiamo da qualche settimana (e che possiamo considerare come una soglia di allerta). Nel periodo 25 novembre – 8 dicembre l’Rt medio nazionale calcolato sui casi sintomatici è stato 0.90 (intervallo di confidenza 0.87-0.97) con tendenza a un leggero rialzo. Ne troviamo conferma nell’Rt istantaneo che abbiamo calcolato alla sera del 23 dicembre con il metodo Kohlber-Neyman: 0.92 a livello nazionale, 0.90 in Lombardia. Con il metodo Kohlberg-Neyman modificato (che consente di assorbire meglio le oscillazioni quotidiane dei dati) sempre alla sera del 23 dicembre l’Rt era 0.91 per l’Italia e 0.99 per la Lombardia. Permane una forte pressione sui dipartimenti di prevenzione, che causa alcuni ritardi nella notifica e aggiornamento delle informazioni relative ai casi individuali: come conseguenza abbiamo una sottostima della situazione più recente sia per quanto riguarda i nuovi casi, sia per i decessi. Entriamo da oggi in una fase critica della rilevazione dei dati della pandemia: il periodo festivo potrebbe infatti vedere una forte riduzione dei test eseguiti, come già accade nel weekend, con una conseguente diminuzione dei nuovi casi sovrastimata rispetto alla realtà. Lo verificheremo a partire da domani, 25 dicembre (Fonte Il Sole 24 Ore).

Dai presepi ai cargo bike fino al bonus chef: le proposte per il restyling della manovra finanziaria in tempo di pandemia
La Commissione Bilancio della Camera ha usato quasi tutti i 3,8 miliardi di fondo Covid-19 per le attività colpite dalla pandemia sanitaria ed economica. Nella legge di Bilancio 2021 sono entrate agevolazioni di tutti i tipi, con proposte dei deputati che vanno dai 3 miliardi per i festival e la musica jazz ai bonus chef o rubinetti, dai parchi sommersi alle celebrazioni del primo presepe e al master di secondo livello in medicina clinica termale, per non dimenticare 1,5 milioni di euro destinati all’organizzazione dei XX giochi del Mediterraneo del 2026 e 4 milioni di euro per i Campionati europei 2022 a Roma, ecc. ecc.
Un #brancodibalordi che dal ridicolo sono caduti nella follia, sulla pelle degli Italiani.


Covid-19 nella Città del Vaticano
Papa Francesco è stato sottoposto in questi giorn, presso la Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato dello stato della Città del Vaticano, al tampone per la diagnosi del contagio da coronavirus. Fonti vaticane specificano come l’esame sia stato eseguito lunedì 21 dicembre nella mattina, prima dell’Udienza con i cardinali e i superiori della Curia romana per gli auguri natalizi. La necessità di sottoporre il Santo Padre al tampone sarebbe stata decisa in seguito al riscontro della positività al Sars-CoV-2 di due cardinali curiali, l’Elemosiniere di Sua Santità Konrad Krajewski e il Presidente del Governatorato SCV Giuseppe Bertello (Fonte SkyTG24).
Poi, ci dicono che Gian Piero Milano, il promotore di giustizia vaticano sarebbe positivo al Sars-CoV-2 (non c’è conferma). Ora al Tribunale dello Stato della Città del Vaticano tremano, se questa notizia fosse confermata.

A questo ritmo, all’Uomo che Veste di Bianco occorre fare un tampone a colazione ogni giorno. Ed ecco, c’è altro…
Il Cardinale Francesco Montenegro è positivo al Sars-CoV-2
Al tampone, sempre in Vaticano, è stato sottoposto nei giorni scorsi, prima di un’Udienza del Papa, anche il l’Arcivescovo metropolita di Agrigento, Cardinale Francesco Montenegro, poiché il suo Segretario personale è stato trovato positivo al virus. Il Cardinale Montenegro e l’Arcivescovo coadiutore di Agrigento, Monsignor Alessandro Damiano, si sono volontariamente e in via precauzionale, sottoposti all’esame del tampone molecolare. Il cardinale e l’arcivescovo stanno bene e non hanno alcun sintomo, così come il segretario. In ogni caso, in via cautelativa è stata sospesa ogni attività. Don Calanda, 13 giorni fa, aveva partecipato in Vaticano a un’udienza con Papa Francesco.
Poi, il Cardinale Montenegro è risultato positivo al tampone. Negativo, invece, Monsignor Damiano. Le condizioni del cardinale, in quarantena nella sua residenza, sono buone. Lo riferisce l’Arcidiocesi di Agrigento aggiungendo: “Vive questo momento con fede, speranza e coraggio”. Nel frattempo, sono stati avviati gli accertamenti previsti per il tracciamento e le verifiche dei contatti (Fonte SkyTG24).
Ora si spiega l’eruzione dell’Etna e il terremoto in Sicilia…


Ma purtroppo si sa che la natura degli #stronziazonzo, porterà costoro lo stesso ad #andareazonzo e a #restarestronzi. E non c’è “terrorismo mediatico” che tiene, piuttosto regnano sovrano il “negazionismo”, il “menefreghismo” ed i ”deliri di onnipotenza”.

Quanto segue stiamo ripetendo da mesi.
“Dpcm illegittimi” Tribunale vs Conte
“Atto amministrativo non può limitare libertà”
“Dpcm illegittimi e incostituzionali”, ordinanza del Tribunale di Roma boccia il premier Giuseppe Conte e il governo: “Atto amministrativo non può limitare libertà”. Le altre violazioni…
di Silvana Palazzo
Ilsussidiario.net, 24 dicembre 2020
I Dpcm del premier Giuseppe Conte sono «illegittimi e incostituzionali». Stavolta, però, a definirli così non è l’opposizione, ma un tribunale. È quello di Roma, chiamato a esprimersi in merito ad un contenzioso in cui è coinvolto un esercizio commerciale da sfrattare per morosità a causa del mancato pagamento dell’affitto per la chiusura imposta dal Governo nell’ambito dell’emergenza Covid. Secondo la sesta sezione civile, i Dpcm sono «viziati da violazioni per difetto di motivazione» e da «molteplici profili di illegittimità». Di conseguenza, vengono considerati caducabili, cioè non producono effetti reali e concreti dal punto di vista giurisprudenziale. Una bocciatura dura e clamorosa quella nell’ordinanza pubblicata il 16 dicembre dal Tribunale di Roma, secondo cui i decreti del governo non hanno natura normativa, ma amministrativa.
E vengono citati i presidenti emeriti della Corte costituzionale, come Baldassarre, Marini e Cassese. Così come il giudice Alessio Liberati chiarisce che non c’è alcuna legge ordinaria «che attribuisce il potere al Consiglio dei ministri di dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario». Nel mirino finisce “incidentalmente” quindi anche il Consiglio dei ministri, che non ha il potere di adottare una delibera per dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario. Ciò avrebbe quindi conseguenze anche sugli atti amministrativi conseguenti.
Il Tribunale di Roma attacca, dunque, indirettamente il governo perché sarebbe stato necessario «un ulteriore passaggio in Parlamento diverso» rispetto a quello che si è avuto per la conversione dei decreti “Io resto a casa” e “Cura Italia”. I provvedimenti contrastano «con gli articoli che vanno dal 13 al 22 della Costituzione e con la disciplina dell’art 77 Cost., come rilevato da autorevole dottrina costituzionale». Essendo atti amministrativi, i Dpcm per essere validi devono essere motivati ai sensi dell’art. 3 della legge 241/1990. Ma le analisi del Comitato tecnico scientifico sono state riservate per diverso tempo e rese pubbliche solo a ridosso delle scadenze degli stessi Dpcm, un «ritardo tale da non consentire l’attivazione di una tutela giurisdizionale». Ma non è finita qui: il primo decreto legge che ha «legittimato» il Dpcm non fissava neppure un termine né tipizzava i poteri: c’era un elenco a titolo d’esempio e consentiva così l’adozione di atti innominati, oltre a non stabilire le modalità di esercizio dei poteri. Quindi, tornando nella fattispecie per la quale il Tribunale di Roma si è espresso, come riportato da ItaliaOggi, viene rimproverato al conduttore di non aver impugnato i Dpcm. Questa inerzia comporta l’infondatezza dell’opposizione del conduttore che di conseguenza dovrà rilasciare l’immobile.


























