Uno stagno, un pesce rosso e anche un gatto. Una storia scritta da Natalia Tzarkova. Con una prefazione d’eccezione
Dove sarà andata a finire quella figura vestita di bianco che di tanto in tanto va a dare da mangiare ai pesci di uno stagno? Se lo chiede Bianco, un pesciolino di un anno (“l’età più difficile per noi pesci”) che lo aspetta giorno dopo giorno. Ma questa figura arriva solo in un periodo dell’anno. Poi, parte e torna l’anno successivo.
La figura vestita di bianco è nientedimeno che Papa Benedetto XVI. Lo stagno è quello del Giardino della Madonnina, situato all’interno dei Giardini delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. E a raccontare la storia del pesciolino che attende il Papa è Natalia Tzarkova, pittrice, nel libro “Il mistero di un piccolo stagno” (Libreria Editrice Vaticana). Un libro in cui la Tzarkova mette i suoi disegni acquerellati e dai colori vivi – è considerata una delle massime eredi della scuola delle arti figurative russe – al servizio di una storia, una favola tutta dedicata ai più piccoli.
D’altronde – lo scrive Georg Gaenswein, segretario particolare del Papa e da poco nominato anche prefetto della Casa Pontificia, nella prefazione da lui firmata – il Giardino della Madonnina è uno dei posti privilegiati per la preghiera di Benedetto XVI. “Ogni volta – racconta il segretario particolare del Papa – quando il Papa termina la sua preghiera con un canto mariano davanti alla Madonnina, i pesci si riuniscono alla sponda del laghetto e aspettano un gesto generoso del Santo Padre”. E il Papa prende da un cestino “che una mano invisibile ha preparato” pezzetti di pane, con i quali sfama i pesci (due pesciolini rossi e due grandi carpe). “Che gioia e che vivacità quando arriva nell’acqua il gradito dono!”.
È di questa gioia che scrive (e disegna) Natalia Tzarkova. Il punto di vista è quello di Bianco, un pesciolino rosso chiamato così proprio in onore del Santo Padre. Che una mattina si sveglia presto e coglie nell’acqua il riflesso della statua della Madonna, che il papà gli spiega chiamarsi “Signora delle Grazie”. E che poi si emoziona all’arrivo del Papa, che prima snocciola il rosario, e poi getta dei pezzetti di pane (un alimento che “solo gli uomini sanno fare”, gli dice il papà).
E così comincia l’attesa, ogni giorno, l’emozione di vedere ogni volta di nuovo quella figura avvicinarsi. Ma ogni tanto il Papa cambia il percorso della sua passeggiata, ogni tanto parte e poi torna. E poi a un certo punto, se ne va più a lungo del solito. È tornato a Roma.
Bianco ovviamente non lo sa, il suo mondo è lo stagno. Non dorme, si consuma nell’attesa del ritorno della figura vestita di bianco. Ed ecco che arriva un gatto, l’animale che Benedetto XVI più di tutti ama. Questi non prova a mangiare i pesci, non infila le zampe nell’acqua per attaccarli. Beve un po’ di acqua dello stagno, e fa a Bianco una importante rivelazione.
È un libro da leggere, ma anche e soprattutto da guardare. E magari da leggere ad alta voce ai più piccoli. Per raccontare loro la vita semplice del Papa, lontana dai clamori dei riflettori. Una vita fatta di preghiera e – perché no – di un po’ di tempo passato davanti a un piccolo stagno a dar da mangiare ai pesci rossi.



























