Numeri ufficiali Covid-19 dell’11 dicembre 2020. Documento OMS critico con l’Italia censurato, se condiviso avrebbe potuto salvare delle vite

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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi venerdì 11 dicembre 2020

Totale casi: 1.805.873 (+18.727) (+1,05%)
In isolamento domiciliare: 658.496 (-5.652) (-0,85%)
Ricoverati con sintomi: 28.562 (-526) (-1,81%)
In terapia intensiva: 3.265 (-26) (-0,79%) [con 208 nuovi ingressi del giorno] [*]
Dimessi/Guariti: 1.052.163 (+24.169) (+2,35%)
Deceduti: 63.387 (+761) (+1,22%)
[*] Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 215 (+2)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

L’Oms e il documento critico con l’Italia censurato
L’autore al Guardian: «Mi vietano di parlare coi pm. Speranza conosceva quel testo un mese prima della sua rimozione»
Il report spiegava che l’Italia non aggiorna il piano pandemico dal 2006. Il racconto di Zambon: «Potevamo salvare altre vite. Ranieri Guerra mi ha minacciato ma i miei capi non hanno fatto nulla»
di Sara Menafra
Open, 11 dicembre 2020

Il caso del documento dell’Oms critico con l’Italia che sarebbe stato rimosso da internet su pressione del vicepresidente dell’organizzazione internazionale (e membro del Cts italiano) Ranieri Guerra finisce anche sulle pagine dei giornali internazionali. Ad occuparsi del caso, dopo un primo articolo quest’estate, è il quotidiano britannico The Guardian. Che ha convinto il capo del pool autore del documento a dire la sua, per la prima volta. E Francesco Zambon spiega non solo di essere stato minacciato da Ranieri Guerra, ma dice anche che il ministro della Salute Roberto Speranza conosceva il contenuto del suo lavoro almeno un mese prima della pubblicazione e successiva censura (mentre il ministro ha sempre detto il contrario).

La vicenda
Il giornale inglese ricostruisce alcuni passaggi della vicenda che per il pubblico italiano sono ormai noti, visto che Report ha raccontato la storia in due differenti puntate nel corso delle ultime settimane. Il documento, curato da un gruppo di ricercatori basato a Venezia, sarebbe stato pubblicato il 13 maggio scorso e rimosso neppure 24 ore dopo, sulla base delle richieste di Ranieri Guerra che – tra l’altro – avrebbe mandato mail di fuoco al capo dei ricercatori, Francesco Zambon. A mettere in imbarazzo l’Italia era soprattutto il fatto che il documento evidenziasse come il piano pandemico italiano non fosse mai stato aggiornato dal 2006 in avanti e che proprio per questo la risposta italiana alla pandemia da Coronavirus sarebbe stata «improvvisata, caotica e creativa».
La procura di Bergamo, che indaga sulla mancata risposta sanitaria alla pandemia (e sulle quasi tremila morti nel suo solo distretto che ne sono conseguite), ha acquisito il documento ma ora vorrebbe convocare i diretti interessati. Ranieri Guerra è già andato a parlare coi magistrati, «per iniziativa personale». Ai ricercatori, invece, a cominciare da Francesco Zambon, la stessa Oms ha imposto di non presentarsi perché protetti da immunità diplomatica.

Le parole del ricercatore
Zambon, spiega il Guardian, è stato convocato in procura tre volte, l’ultima ieri 10 dicembre. E tutte e tre le volte, l’Oms gli ha impedito di presentarsi:
Quando sono stato convocato per la prima volta, ho avvisato l’ufficio legale dell’Oms e a stretto giro mi hanno risposto che non potevo andare perché ero protetto dall’immunità diplomatica. Questo sebbene io avessi espresso la volontà di andare e specificato che avevo delle cose da riferire.
Zambon conferma anche di essere stato minacciato di licenziamento da Ranieri Guerra se non avesse cambiato il riferimento alle date sul piano pandemico. E anche di questo avrebbe parlato ai suoi superiori, spiegando i rischi per la neutralità del lavoro dell’Oms, senza però ricevere alcuna risposta. Lì per lì l’organizzazione, vera e propria costola dell’Onu, non avrebbe dato neppure alcuna spiegazione sulla rimozione del report, salvo pubblicare la scorsa settimana una nota in cui si parla di «inaccuratezze» nella versione finale. Non solo. Il ricercatore dice pure di aver inviato, un mese prima della pubblicazione, una sintesi del documento a Ranieri Guerra che, scrive il Guardian, lo «condivise con il ministro Speranza»:
Il rapporto non criticava il governo italiano ma metteva in evidenza le criticità affrontate durante la pandemia, a cominciare dal fatto che il piano pandemico era del 2006. Abbiamo verificato più volte questa informazione.
Speranza però, l’unica volta in cui ha dato dichiarazioni sul tema ha detto di non conoscere il testo. E in effetti, nelle mail tra Ranieri Guerra e il capo dell’Oms in Europa, alcune delle quali pubblicate da Report, i due parlano apertamente di come Speranza fosse innervosito dal documento. Guerra è piuttosto esplicito:
Non dimentichiamoci che ci hanno appena dato 10 milioni come contributo volontario sulla base della fiducia e come riconoscimento di ciò che abbiamo fatto finora… dopo sei anni senza niente.

La risposta dell’Oms
L’Oms ha mandato una mail al Guardian spiegando che mentre il rapporto veniva completato avevano deciso di coinvolgere i governi oggetto di analisi nelle revisioni dei testi, in modo che potessero anche loro verificare i problemi. Zambon però insiste che, se condivise, le sue conclusioni avrebbero potuto salvare altre vite:
Ho scritto disperatamente a tutti i miei capi, incluso il direttore generale sui pericoli che rappresenta bloccare un testo come il mio. La sua pubblicazione, oltre a poter salvare vite, avrebbe salvaguardato l’onore dell’Oms che per un conflitto di interessi personale non sta pubblicando informazioni su cosa possono insegnarci le esperienze dei paesi maggiormente colpiti dalla pandemia.
Alla convocazione in procura di ieri i suoi capi non hanno opposto un divieto formale, ma l’hanno informato di aver mandato una comunicazione al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in cui si dice: «Abbiamo chiesto a Zambon e agli altri ricercatori menzionati dalla procura di non presentarsi».

Report e il doNcumento Oms censurato. Spunta una mail del capo dell’organizzazione in Europa: «Speranza è infastidito, faremo una nuova versione concordata con lui» – di Sara Menafra – Open, 7 dicembre 2020

Colpo di scena, in Italia il Covid-19 si può curare anche con l’idrossiclorochina che entra nel ventaglio delle cure a disposizione contro l’infezione da Sars-CoV-2
Il Consiglio di Stato ha detto sì all’idrossiclorochina per la cura del Covid-19, solo su prescrizione e non rimborsabile. La terza sezione del Consiglio di Stato ha accolto, in sede cautelare, il ricorso di un gruppo di medici di base e ha sospeso la nota del 22 luglio 2020 di Aifa che vietava la prescrizione off label cioè per un uso non previsto dal bugiardino, del discusso farmaco per la lotta al Sars-CoV-2.

Monitoraggio Iss, Rt Italia scende a 0,82
L’indice di contagio Rt in Italia è sceso, passando da 0,91 a 0,82. Questo quanto emerge dalla bozza del report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss. “Nel periodo 18 novembre – 1° dicembre 2020 – si legge nel report – l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici e’ stato pari a 0,82 (range 0,76 – 0,91). Si riscontrano valori di Rt puntuale inferiore a 1 in 20 Regioni. Di queste, 19 hanno un Rt puntuale inferiore a uno anche nel suo intervallo di credibilità maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità” (Fonte SkyTG24).

Nyt: Fda punta a dare “autorizzazione di emergenza” questa sera vaccino Pfizer/BioNTech
La Food and Drug Administration sta accelerando i tempi per dare la sua prima “autorizzazione di emergenza” al vaccino contro il Covid-19 della Pfizer/BioNtech. Secondo fonti del New York Times, l’Agenzia punta a confermare l’atteso sì oggi, venerdì, in serata. In queste ore gli esperti del governo stanno così mettendo a punto i documenti necessari alla approvazione, ed in particolare le istruzioni per medici e centri sanitari che somministreranno il vaccino. “Potremo vedere le prime persone vaccinate già lunedì o martedì della prossima settimana”, ha detto il Ministro della Sanita’, Alex Azar in una intervista alla Abc (Fonte SkyTG24).

Monitoraggio Iss, il report: mantenere drastica riduzione interazioni fisiche
Malgrado l’epidemia in lento calo, “si conferma la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”. È quanto si legge nel report settimanale di monitoraggio di Ministero della Salute e Iss, dove si ricorda che “è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”.
Con rilassamento misure rischio rapida risalita
“L’incidenza delle diagnosi di Covid-19 è solo leggermente in diminuzione a livello nazionale, ancora elevata e molto lontana da livelli che permettano il ripristino della fase di contenimento e soprattutto con una forte variabilità tra le regioni/PPAA”. Questo quanto si legge nel report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss. “Si osserva una lieve diminuzione nelle ospedalizzazioni in area medica e in terapia intensiva – sottolinea il report – ma ancora con un forte impatto sui servizi ospedalieri. Questo quadro nazionale sottende un quadro diversificato a livello Regionale e sub-regionale, dove a volte ci sono segnali di instabilità, se non di una ulteriore crescita del numero dei casi”. L’elevata incidenza “e l’attuale forte impatto sui servizi sanitari”, avvertono gli esperti, “richiedono di attendere una riduzione significativa prima di considerare un rilassamento delle misure di mitigazione, ivi comprese quelle della mobilità, oltre alla necessità di mantenere elevata l’attenzione nei comportamenti. La situazione epidemiologica dell’epidemia rimane grave e si raccomanda che, in base all’impatto sui servizi sanitari e territoriali, una modulazione delle misure di mitigazione nelle Regioni/PA eviti di rilassare le misure stesse e il livello di attenzione della popolazione al punto da determinare una rapida inversione della tendenza documentata con una ripresa del contagio in un contesto di incidenza ancora molto elevata che avrebbe conseguenze molto gravi per il Paese” (Fonte SkyTG24).

Dpcm, maestri sci in piazza lunedì a Torino, disastro settore
I maestri di sci scenderanno in piazza a Torino lunedì prossimo, 14 dicembre, per protestare contro la chiusura delle piste e degli impianti e per chiedere significativi ristori. “Dopo vari tentativi e appelli per riportare tutti alla ragione – scrive l’Amsao, Associazione Maestri di Sci Alpi Occidentali, che ha promosso la manifestazione – è il momento di scendere in piazza. Già perché a cadere, privata della possibilità di lavorare, è l’intera filiera dell’indotto dell’industria della neve, ormai in ginocchio”. Alla protesta #neveinpiazzacastello aderiscono anche il Collegio Regionale Maestri di Sci del Piemonte, l’Amsi Associazione Maestri Sci Italiani, che ne rappresenta 14 mila, l’Arpiet, l’associazione dei gestori degli impianti, Federalberghi Torino, l’Associazione Direttori Albergo Piemonte e Valle d’Aosta, Ascom, Fisi Aoc. “Quella di tenere chiusi gli impianti da Natale all’Epifania – spiega Gianni Poncet, presidente di Amsao – è una decisione gravissima, che peserà più del 40 % del fatturato diretto dopo che siamo già stati costretti a chiudere con due mesi di anticipo lo scorso marzo e aprile. Chiediamo concreti ristori, maggior attenzione, ed un aiuto dallo Stato e dalla Regione perché i danni sull’oggi avranno pesanti ripercussioni che si rifletteranno anche nei prossimi anni” (Fonte SkyTG24).

Le persone si ammalano e si muore, e questi pensano solo a sciare.

Cashback: alle ore 17.00 oltre 3,7 mln di iscritti
“Prosegue il grande interesse dei cittadini per il Cashback come dimostra il numero crescente dei partecipanti, che alle 17 di oggi ha superato i 3,7 milioni. Aumentano, in parallelo, anche gli strumenti di pagamento elettronici registrati: dall’app IO o attraverso gli altri canali disponibili, ne sono stati attivati un totale di oltre 6,5 milioni. Ancora numeri record, a meno di una settimana dalla partenza del programma per partecipare all’Extra Cashback di Natale”. Lo spiegano fonti di Palazzo Chigi. “Si registra una netta attenuazione dei rallentamenti per il caricamento delle carte di credito all’interno della sezione “Portafoglio” dell’app IO. Lo conferma il numero elevato e in progressivo rialzo delle carte di credito attivate per il Cashback sull’app, che ha raggiunto i 3,7 milioni (oltre 820 mila in più rispetto a ieri sera) e che si aggiunge agli oltre 1,7 milioni di carte PagoBANCOMAT. Supera il milione il totale degli strumenti di pagamento registrati attraverso i sistemi messi a disposizione dagli altri operatori del settore”, aggiungono le stesse fonti (Fonte SkyTG24).

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