Numeri ufficiali Covid-19 del 7 dicembre 2020. Per il dossier OMS critico sul piano di emergenza dell’Italia contro il coronavirus, il Ministro Speranza è “molto infastidito”
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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi lunedì 7 dicembre 2020
Totale casi: 1.742.557 (+13.720) (+0,79%)
In isolamento domiciliare: 714.913 (-6.548) (-0,91%)
Ricoverati con sintomi: 30.524 (+133) (+0,44%)
In terapia intensiva: 3.382 (-72) (-2,08%) [con 144 nuovi ingressi del giorno] [*]
Dimessi/Guariti: 933.132 (+19.638) (+2,15%)
Deceduti: 60.606 (+528) (+0,88%)
[*] Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.
Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia
Media giornaliera dei decessi: 208 (+1)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.
Il punto della situazione a cura di Lab24
In questa settimana, oltre che dal solito calo post weekend, i dati verranno probabilmente condizionati al ribasso anche dalle festività infrasettimanali e dalla conseguente minore attività di esecuzione e valutazione dei test.
Per quanto in riduzione da due settimane consecutive, l’incidenza dei nuovi casi a livello nazionale resta troppo elevata per consentire la gestione dell’epidemia.
La riduzione degli ultimi giorni ha solo in parte alleviato la situazione negli ospedali: i dati ufficiali Agenas, alla sera del 6 dicembre, riscontravano a livello nazionale tassi di occupazione dei posti letto in area medica (46%) e in terapia intensiva (39%) oltre le rispettive soglie di allerta (40% e 30%). Solo 3 Regioni (Molise, Sicilia e Basilicata) hanno valori inferiori alle soglie di allerta per entrambi i parametri. Anche in questo caso preoccupa il fatto che due tra le Regioni più popolose (Lombardia e Piemonte) presentino i valori più alti a livello nazionale per quanto riguarda il tasso di occupazione delle terapie intensive: rispettivamente 58 e 57%. Sulla base di questi valori, regionali e nazionali, le simulazioni relative a una ripresa dell’epidemia con una dinamica simile a quelle che abbiamo vissuto in primavera e a metà ottobre indicano una saturazione del sistema sanitario in circa due settimane, con un impatto superiore a quello delle prime due fasi (Fonte Il Solo 24 Ore).

OMS : il dossier che criticava il piano contro il coronavirus dell’Italia ritirato. Report questa sera su Rai3 alle 21.20 torna con mail inedite: “Il Ministro Speranza è molto infastidito”
Hans Kluge, Direttore regionale per l’Europa dell’OMS, è preoccupato per la reazione del Ministro Speranza, tanto da scrivere: “È la questione chiave, la mia relazione con il Ministro che era molto infastidito”, poi Kluge aggiunge: “Scriverò al Ministro che istituiremo un gruppo di esperti Ministero/ISS/OMS per rivedere il documento”. Cioè pur di ricucire il rapporto con Speranza, Kluge arriva a ideare una sorta di gruppo di revisione concordata del lavoro Il problema quindi sarebbe soprattutto il contenuto del rapporto, non solo il mancato preavviso.
Report è tornato a raccontare con nuovi documenti esclusivi la vicenda del rapporto ritirato dall’OMS sulla gestione della pandemia in Italia che ha messo in imbarazzo i funzionari ai vertici dell’organizzazione mondiale della Sanità.
“Mai, in nove mesi, mi è stato detto che il rapporto conteneva inesattezze e incongruenze”. Lo ha dichiarato in un’intervista al Financial Times Francesco Zambon, ricercatore della sede veneziana dell’OMS. “Prima di pubblicare anche un breve pezzo per internet, ci sono diversi livelli di approvazione [presso l’OMS] e osservazioni per garantire la correttezza a livello tecnico e la coerenza aziendale”, ha precisato Zambon. Nel suo articolo il Financial Times evidenzia come secondo il rapporto in questione la risposta dell’Italia alla pandemia sia stata “improvvisata” e “caotica”. Secondo il documento di 102 pagine il decentramento della sanità italiana, così come i ritardi nel testare e rintracciare potenziali infezioni da Covid-19, hanno contribuito a peggiorare l’esito della prima fase della pandemia.
Se l’abbiamo capito bene, Speranza (esponente dell’estrema sinistra nel Governo Conte II) è “molto infastidito” per il fatto che la verità è stato svelata, ha preteso il ritiro del documento (segregato come fa con i verbali del Cts e adesso vuole manomettere il contenuto. Hanno perso il senso del ridicolo.



Lo scontro tra Procura di Bergamo e l’OMS sul piano pandemico “corretto”
Si alza la tensione tra l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha imposto il silenzio ai suoi ricercatori chiamati dai pm della Procura di Bergamo, dopo che da alcune mail emergerebbe un tentativo di “correzione” della data del piano pandemico per farlo sembrare aggiornato.


A BERGAMO TANTI MORTI QUANTI ALLE TWIN TOWERS NEL 2001
La procura di Bergamo da mesi indaga per falso ed epidemia colposa. Nel rapporto censurato dall’Oms sta cercando molte risposte. Il Procuratore capo Antonio Chiappini: ”Nel territorio di Bergamo 3.100 morti e 21 mila contagiati. Lo stesso numero dei morti delle torri Gemelle, grosso modo. Una strage”.
AGI (2 dicembre 2020) – La Procura di Bergamo fa sapere di non avere nessuna intenzione, almeno per ora, di indagare sull’OMS, ma si alza di livello quello che appare a tutti gli effetti come uno scontro tra poteri – magistratura e diplomazia – nell’ambito dell’indagine sul controllo della pandemia nella provincia che ha messo in fila 3.100 bare.
Il piano pandemico è stato aggiornato per finta?
A far salire la tensione la puntata mandata in onda ieri sera da ‘Report’ dalla quale è emerso che il vicepresidente europeo dell’OMS Ranieri Guerra avrebbe chiesto di modificare la data del piano pandemico per farlo sembrare aggiornato al 2016 all’interno dell’ormai famoso dossier sulla gestione italiana pubblicato dall’organizzazione e poi sparito poche ore dopo. Oggi si viene a sapere che i magistrati vogliono sentire una seconda volta come persona informata sui fatti il ricercatore Francesco Zambon, proprio l’uomo a cui, stando alle mail in possesso di ‘Report’, Guerra chiese di aggiungere la dicitura “ultimo aggiornamento 2016” quando in realtà il piano era ‘fermo’ al 2006. Se Zambon potrà essere di nuovo ascoltato dipende dal Ministero degli Esteri a cui i magistrati di Bergamo, guidati dal procuratore Antonio Chiappani, si sono rivolti in quanto diplomatico dopo che l’Oms ha fatto presente di non gradire che i suoi rappresentanti vengano coinvolti nell’indagine per omicidio colposo ed epidemia colposa.
Alcuni ricercatori di Oms hanno parlato nonostante il veto
È un “lavoro sicuramente pregevole”, concedeva Guerra a Zambon a proposito del rapporto ma lo invitava a riflettere sulle “questioni politiche”. Scriveva: “Uno degli atout di Speranza è stato sempre il poter riferirsi a OMS come consapevole figlia (si suppone per foglia, ndr) di fico per certe decisioni impopolari e criticate (…). Se anche OMS si mette si mette in veste critica non concordata con la sensibilità politica del ministro (…) non credo che facciamo un buon servizio al Paese. Ricordati che hanno appena dato 10 milioni di contributo volontario sulla fiducia e come segno di riconoscenza”. In un’altra email in possesso di Report Guerra scriveva a Zambon: “Come sai, sto per iniziare con il ministro il percorso di riconferma parlamentare (e finanziaria) del centro di Venezia e non vorrei dover subire ritardi o contrattacchi”. Il centro di Venezia è il posto di lavoro di Zambon.
L’indagine è comunque andata avanti e nei giorni scorsi sono stati sentiti altri contrattisti (alcuni già ‘scaduti) dell’OMS che, spiegano fonti giudiziarie, si sono presentati obbedendo a “un dovere giuridico e morale” nonostante l’invito da parte dell’organizzazione a non presentarsi. Sia il verbale di Guerra che quello di Zambon e degli altri sono stati secretati, segno della delicatezza delle loro parole. Intanto, il numero due di OMS tramite la sua pagina Facebook, sulla quale da ieri sera abbondano insulti e inviti a dimettersi, ha annunciato che querelerà ‘Report’ definendo gli autori dell’inchiesta “gente indecente che cerca di farvi bere anche l’arsenico per tv”.
La Procura, vogliamo solo capire se c’era piano pandemico e com’era
“Il nostro obbiettivo spiegano Chiappani e Maria Cristina Rota, che guidano le indagini – è capire se esisteva un piano pandemico, se era aggiornato, se era appropriato e in che modo questo si riverberi sulla mancata istituzione della zona rossa e sulla chiusura e poi immediata riapertura dell’ospedale di Alzano. Non vogliamo indagare sull’OMS o sui rapporti di tipo internazionale o sulle prese di posizione dei tecnici ma capire se dirigenti e medici avevano delle direttive da seguire e se l’eventuale mancanza di queste direttive abbia inciso sulla diffusione del contagio nella provincia. Non spettano a noi inchieste morali, politiche o epidemiologiche, vogliamo sapere ora se c’erano delle regole e se sono state seguite”.
Nonostante sia stato “raccolto moltissimo materiale”, aggiungono, è ancora troppo presto per capire se l’inchiesta sfocerà in una chiusura delle indagini in vista di una richiesta di processo oppure sarà archiviata. In Procura non nascondono le difficoltà nel ricostruire eventuali nessi causali tra comportamenti e omissioni e l’esplosione del Covid in questa terra.
Importante sarà la consulenza che sta redigendo da alcuni mesi il virologo Andrea Crisanti che avrà ancora tempo a disposizione per completare i suoi studi dal momento che sarà chiesta a breve una proroga dell’inchiesta. “Quello che ci interessa ora è raccogliere dati e fatti”, tagliano corto gli inquirenti che, per questo, si aspetterebbero la collaborazione del Ministero e dell’OMS.


A FINE 2017 RANIERI GUERRA CONFERMAVA LA MANCANZA DI UN PIANO PANDEMICO AGGIORNATO
Con questo documento esclusivo, Report è in grado di dimostrare che a fine 2017 Ranieri Guerra confermava la mancanza di un piano pandemico aggiornato. E a ben tre anni dalle nuove linee guida OMS del 2014 e dall’inizio del suo incarico come DG Prevenzione del Ministero scrive: “L’influenza pandemica non è una minaccia teorica (…) È necessario predisporre un nuovo piano nazionale”.

Coronavirus, il sospetto di Dagospia: “Il governo ha acquistato il vaccino che costa quasi 10 volte di più. Favore a Merkel e Biden”
La domanda sorge spontanea a Dagospia: “Perché il governo ha acquistato il vaccino Pfizer-Biontech e non quello di Astrazeneca?”. Il quesito è lecito soprattutto se si ricorda – come spiega il sito di Roberto D’Agostino – che l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, per far fronte all’emergenza coronavirus, ha richiesto “14 milioni di dosi a 20 euro l’una con trasporto a -80 gradi”, quando poteva scegliere la soluzione in arrivo da Astrazeneca “a 2,80 euro”. La risposta però Dago sembra darsela: “Perché buttare inutilmente soldi?”, semplice, è questione di “geo-politica”: “Il socio dell’americana Pzifer (Joe Biden nuovo presidente Usa) è la tedesca Biontech (a cui cancelliera è Angela Merkel) mentre Astrazeneca è britannica e il trumpiano Boris Johnson non gode di ottima politica”. Il 31 dicembre infatti il premier inglese firmerà l’uscita definitiva dall’Unione europea.
Intanto l’arrivo del vaccino in Italia è previsto per gennaio, quando le prime dosi saranno riservate agli operatori sanitari e agli anziani delle Rsa. “L’iter di validazione di Pfizer sembra essere, ad oggi, il più avanzato”, aveva detto Domenico Arcuri, commissario per l’Emergenza nonché responsabile del piano per la distribuzione del vaccino (Libero Quotidiano, 7 dicembre 2020).
Vaccini, Dagospia lancia la bomba: «Il governo ha scelto quello che costa dieci volte di più»
Mentre l’Italia si prepara a ricevere il vaccino anti-Covid, Dagospia osserva e pone la domanda maliziosa. Il primo vaccino ad arrivare da noi sarà infatti, secondo i piani, quello di Pfizer e BioNtech, già disponibile nel Regno Unito. Di qui il quesito. “Perché il governo ha acquistato il vaccino Pfizer-Biontech e non quello di Astrazeneca?”. Semplice, un favore a Biden e alla Merkel.
Vaccini, due soluzioni
Domanda peregrina? Risposta maliziosa? Non proprio, se si osservano i costi. Il quesito è lecito. Come spiega il sito di Roberto D’Agostino, il governo Conte, per far fronte all’emergenza coronavirus, ha richiesto “14 milioni di dosi a 20 euro l’una con trasporto a -80 gradi”, quando poteva scegliere la soluzione in arrivo da Astrazeneca “a 2,80 euro“. Perché questa “diseconomia”? Dagospia non pone domande inutili. “Perché buttare inutilmente soldi?”, semplice, è questione di “geo-politica”.
“Il socio dell’americana Pzifer (Joe Biden nuovo presidente Usa) è la tedesca Biontech (Cancelliera Angela Merkel). Mentre Astrazeneca è britannica e il trumpiano Boris Johnson non gode di ottima politica”. È la ricostruzione di Dagospia. Il 31 dicembre infatti il premier inglese firmerà l’uscita definitiva dall’Unione europea.
Intanto l’arrivo del vaccino in Italia è previsto per gennaio, le prime dosi saranno riservate agli operatori sanitari e agli anziani delle Rsa. “L’iter di validazione di Pfizer sembra essere, ad oggi, il più avanzato”, aveva detto Domenico Arcuri, Commissario per l’Emergenza nonché Responsabile del piano per la distribuzione del vaccino. Nel nostro Paese 1,7 milioni di dosi di questo vaccino sono attese per il 22 gennaio 2021. Anche se l’Ema (Agenzia europea per i medicinali) si riunirà il 29 dicembre per emettere la sua valutazione su qualità e sicurezza del farmaco. E potrebbe dare il via libera per la distribuzione alle regioni dal 15 gennaio. In tutto all’Italia andranno quasi 27 milioni di dosi del vaccino Pfizer, utili a immunizzare circa 13 milioni di persone (Secolo d’Italia, 7 dicembre 2020).
Come nel caso del maxi-acquisto delle mascherine in Cina, con maxi-commissioni a Tommasi e Benotti, sarà stato al suo insaputo.

Il ridicolo è ormai raggiunto. Un governo di scellerati incompetenti che credono di fare politica
Dico ai governanti che, continuando così, la politica andrà alle NBR (nuove brigate rosse già palesatesi) che saranno sostenute da un popolo esausto e alla fame, e l’economia andrà alle mafie che si stanno impadronendo della rete produttiva del paese e non la molleranno più. Ci potrebbe essere una strada ma è ben possibile che sia tardi. Invece di pensare ai vaccini, si pensi a cure valide e ad un intervento medico immediato, istituendo precisi protocolli per medicinali da somministrare ed organizzativi. Contemporaneamente si mandi immediatamente avanti tutta l’economia nel rispetto delle regole del distanziamento, della mascherina e dell’igiene delle mani.
Cassa integrazione speciale, bonus, soldi a fondo perduto, prestiti sono tutte buffonate che stanno facendo morire la nostra economia, la quale, finiti i finanziamenti che non potranno essere eterni, si troverà a terra e non saprà risollevarsi se non per situazioni marginale e occorrerà un decennio per tornare sui binari della normalità.
Il ridicolo è ormai raggiunto. Un governo di scellerati incompetenti che credono di fare politica facendo gli usurai prestando soldi degli altri. Economia allo sfascio irrecuperabile. Libertà costituzionali messe sotto i piedi. Uccisione di malati fino a 1000 al giorno perché curati male ma soprattutto perché non curati ovvero fatti morire nelle abitazioni e nelle ambulanze. Criminali a tutti i livelli, compresi i responsabili di queste uccisioni, ignorati e quindi favoreggiati da una magistratura solo da abolire. Forze dell’Ordine addestrate alla violenza e comandate a fare violenza sui cittadini. Miseria che ha raggiunto sei milioni di cittadini. ITALIANI PECORONI! CHE ALTRO VOLETE PER INSORGERE? VOLETE LE NUOVE BRIGATE ROSSE? (Carlo Taormina – Facebook, 6 e 7 dicembre 2020).
#gallerastronzoazonzo #classepoliticaedirigenzialecriminale

Ennesima bufera sull’assessore al Welfare della Lombardia Giulo Gallera, già divenuto tristemente famoso per la delibera che portò i malati di Covid nelle Rsa nel corso della prima ondata della pandemia. Questa volta nulla di grave, ma altrettanto incredibile pesando a un rappresentante delle istituzioni in prima linea nel contrastare la diffusione del Covid-19. Avanzi di Gallera. Facendo jogging con gli amici è uscito dai confini del Comune di Milano. Peccato che sia vietato, visto che la Lombardia è zona arancione. Gallera è stato così furbo da condividere la scampagnata su Instagram: “Oggi 20 km lungo il naviglio, la maratona è maestra di vita. Stringere i denti e non mollare mai”. Mejo di crozza! (Dagospia, 7 dicembre 2020).

E altrettanti ne avete sulla coscienza.


Il Ministro dell’interno Luciana Lamorgese è positivo al coronavirus cinese di Wuhan. “Colpo di scena” (Enrico Mentana lapidario).





























