Numeri ufficiali Covid-19 del 18 novembre 2020. Puglia, Liguria e Basilicata rischiano zona rossa. Anche molti giovani in terapia intensiva. E caos sanità in Calabria
La mappa dell’Italia, colorata – da Giuseppi(no) in Dad – a seconda dei livelli di rischio, potrebbe cambiare di nuovo a breve
Gli ultimi dati sull’emergenza coronavirus ci dicono che altre regioni rischiano di cambiare colore. A rischio zona rossa sono Puglia, Liguria e Basilicata, tutte e tre al momento collocate nell’area arancione. Il Veneto invece potrebbe passare a quella arancione. Il governo, sulla base degli ultimi dati comunicati dall’Istituto superiore di sanità che tengono conto di diversi indicatori, come l’indice Rt sui territori o i posti letto disponibili negli ospedali e nelle terapie intensive, è al lavoro su eventuali nuove misure (Fonte Fanpage).
Cecconi (Humanitas) a SkyTG24: “Ci sono anche molti giovani in terapia intensiva”
“Quando arrivano così tanti malati insieme, anche i giovani in una piccola percentuale, ma con un numero che diventa grande in una pandemia, possono finire in terapia intensiva: infatti abbiamo molti giovani in questo momento nelle terapie intensive”. Lo ha dichiarato a SkyTG24 Maurizio Cecconi, Direttore del Dipartimento Anestesia e Terapie Intensive di Humanitas e Presidente della Società europea delle Terapie Intensive, commentando gli ultimi dati dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Sars-CoV-2, secondo cui l’Italia sarebbe il terzo Paese al mondo per mortalità da Covid-19 e il primo in Europa (Fonte SkyTG24).
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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi mercoledì 18 novembre 2020
In isolamento domiciliare: 705.994 (+8.870) (+1,27%)
Ricoverati con sintomi: 33.504 (+430) (+1,30%)
In terapia intensiva: 3.670 (+58) (+1,61%)
Deceduti: 47.217 (+753) (+1,62%)

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia
Media giornaliera dei decessi: 174 (+3)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Zangrillo: “Letalità record in Italia? Distorsione della realtà”
[Adnkronos, 18 novembre 2020] – “Oggi sul ‘Corriere della Sera’ l’Italia viene indicata in modo negativo, sulla base di un database e non di una ricerca strutturata secondo regole scientifiche, come il terzo Paese al mondo per letalità da Covid”. Esordisce così l’analisi di Alberto Zangrillo, prorettore dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Sotto i riflettori i numeri citati nel servizio, che vengono dal maxi contatore con cui l’americana Johns Hopkins University aggiorna quotidianamente sui contagi confermati, i morti, i guariti da Covid-19 censiti dai vari Paesi. “È sorprendente come non venga tenuto in alcun conto un dato che costituisce il nostro orgoglio di italiani – sottolinea lo specialista all’Adnkronos Salute – Il Belpaese ha una principale caratteristica, credo positiva: la longevità. In Italia la percentuale di ultrasettantenni è del 17%, contro circa il 10% del resto d’Europa. Ed è noto che Sars-CoV-2 colpisce in modo letale soprattutto la popolazione anziana. Secondo motivo per considerare una fake news quella di cui stiamo dibattendo: l’indice è calcolato in base al rapporto fra morti e numero di positivi, ed è noto a tutti che durante la cosiddetta prima ondata il numero di persone tracciate come positive al Sars-CoV-2 in Italia, primo Paese occidentale colpito, è stato drammaticamente sottostimato”. Per Zangrillo, “basterebbero questi due dati significativi a indicare la grave distorsione della realtà. Ma è bene aggiungerne un altro: la modalità di trasmissione dei dati statistici da parte delle Regioni all’Istituto superiore di sanità – osserva – è gravata da un fisiologico ritardo, che rende ogni conclusione in merito del tutto inopportuna e intempestiva”. Tutto ciò, conclude, “ovviamente viene dichiarato a difesa del nostro Sistema sanitario nazionale, nella consapevolezza del grave momento che stiamo vivendo, ma a difesa della verità spesso calpestata per fare clamore. Con la scellerata e irresponsabile conseguenza di rovinare irreparabilmente la vita ai nostri anziani, e non solo”.
Il punto della situazione
In data 18 novembre l’incremento nazionale dei casi è +2,84% (ieri +2,66%) con 1.272.352 contagiati totali, 481.967 dimissioni/guarigioni (+24.169) e 47.282 deceduti (+753); 743.168 infezioni in corso (+9.358). Elaborati 234.834 tamponi (ieri 208.458); 34.282 positivi; rapporto positivi/tamponi 14,59% (ieri 15,44% ). Ricoverati con sintomi +430 (33.504); terapie intensive +58 (3.670). Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 7.633; Campania 3.657; Piemonte 3.281; Veneto 2.972; Lazio 2.866; Toscana 2.508; Emilia Romagna 2.371; Sicilia 1.837. In Lombardia curva +2,28% (ieri +2,60%) con 38.100 tamponi (ieri 38.283) e 7.633 positivi; rapporto positivi/tamponi 20,03%% (ieri 22,06%); 340.989 contagiati totali; ricoverati +172 (8.323); terapie intensive +9 (903); 182 decessi (19.850).
Lab24 parte dall’aggiornamento dei valori di Rt, calcolati alla sera del 17 novembre con il metodo Kohlberg-Neyman modificato: Italia 1.12 (1.17 il giorno precedente); Lombardia 1.01 (da 1.07); Milano città 0.79 (da 0.88).
Lab24 ricorda che il vero obiettivo è quello di portare stabilmente, e non in modo estemporaneo, il valore sotto quota 1.0. Le crescenti richieste di allentamento delle misure, legate proprio alla diminuzione del valore di Rt, appaiono al momento azzardate per almeno due motivi.
1) Come Lab24 ha detto più volte non si tratta di stabilire “quanto” l’Rt sia sopra la soglia di 1.0: qualsiasi valore è inaccettabile, perché comporta una crescita del contagio e di conseguenza della pressione sugli ospedali.
2) La situazione è ancora dinamica ed esprime variazioni anche importanti all’interno della stessa area geografica. Per averne dimostrazione Lab24 ha verificato il valore di Rt in alcune zone della Lombardia, in quanto Regione più colpita e più popolosa del Paese: condizioni che rendono il calcolo particolarmente significativo da un punto di vista statistico, vista l’entità del campione. L’intera Regione, alla sera del 17 novembre esprimeva un Rt di 1.01; la città di Milano 0.79; la Provincia di Milano 0.90; la Provincia di Monza e Brianza 0.97; la Provincia di Como e quella di Varese 1.15 (sopra soglia). Una situazione che origina dai differenti tempi di manifestazione dell’epidemia: Milano e Monza-Brianza, ora in calo nei valori dei nuovi casi per settimana mobile, hanno espresso numeri importanti prima di quanto sia accaduto a Como e Varese, dove l’inversione di tendenza sul totale dei casi per settimana mobile non si è ancora verificata. Questa situazione a macchia di leopardo, riscontrabile in tutte le Regioni e a livello nazionale, fa percepire il rischio di un allentamento precoce e del rimescolamento delle carte tra zone (importanti dal punto di vista della popolazione, non stiamo parlando di piccoli comuni) con valori di Rt diverso. Per questo motivo l’Rt deve essere riportato in modo stabile, e con ampio margine, sotto la soglia di 1.0 (Fonte Lab24/Il Sole 24 Ore).

Emergency in Calabria, cure gratuite nella struttura confiscata alla ‘ndrangheta
Al netto delle nomine annunciate dal governo e lasciate pendenti, rimane la certezza che l’associazione di Gino Strada è già presente in regione ed opera nella Piana di Gioia Tauro dal 2011. L’ambulatorio di Polistena è ospitato nel palazzo un tempo simbolo del potere mafioso sul territorio
[Francesco Donnici – Corriere della Calabria, 17 novembre 2020] – Il rispetto dell’articolo 32 della Costituzione, che garantisce il diritto alla salute e alle cure mediche per ciascun individuo in quanto tale, è una grande sfida in Italia. In Calabria, una chimera. E infatti, al netto dello tsunami che da decenni investe la sanità calabrese; del valzer dei commissari, che ha registrato come ultimo atto, almeno per il momento, le dimissioni di Zuccatelli e la contestuale designazione di Eugenio Gaudio; dei movimenti intorno al nome di Gino Strada, che per ben due volte è dovuto intervenire a smentire le mezze verità fatte circolare dell’esecutivo, rimangono salde alcune certezze: Gino Strada è presente in Calabria con la sua associazione già dal lontano 2011. Emergency non scava pozzi ma fornisce cure mediche gratuite a chi fatica o non ha la possibilità di accedere al servizio sanitario regionale; l’unico ambulatorio presente in regione non si trova in un luogo qualunque, ma in uno dei più imponenti palazzi confiscati alla ‘ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro, a Polistena.

“Il premier fa da parafulmine per il caos commissari” (Enrico Mentana)
Conte sul caos in Calabria: «È colpa mia, ma scelte condivise con i ministri. Mi dispiace per i calabresi, ora basta passi falsi».
Dopo tre commissari alla Sanità in Calabria saltati nel giro di 10 giorni, il premier si prende la responsabilità delle scelte, allontana l’ombra della spaccatura interna al governo, ma chiarisce che prima di decidere tutti i suoi ministri sapevano quali fossero i nomi in ballo
[Giovanni Ruggiero – Open, 18 novembre 2020] – Alla fine di una giornata a tratti surreale sul caso Calabria, l’ennesima dopo 10 giorni e tre commissari saltati, il premier Giuseppe Conte si carica tutta la responsabilità per le scelte fatte, a cominciare dall’ultima, quella dell’ex rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio, tiratosi indietro per evitare: «crisi famigliari», sua moglie non avrebbe voluto trasferirsi a Catanzaro con lui. A sera, quando almeno una toppa è stata messa sul fronte Gino Strada, con un accordo tra Emergency e la Protezione civile per un progetto di supporto della sanità calabrese per l’emergenza Coronavirus, Conte chiama via Whatsapp i principali quotidiani e affronta la bufera che intanto si è scatenata.
Le scelte di Gaudio, ma anche Zuccatelli e Cotticelli
«Mi dispiace per i calabresi che meritano una risposta dopo anni di malasanità. Mi assumo tutta la responsabilità della scelta di Gaudio. Non solo del fatto che la designazione non è andata a buon fine, ma anche delle precedenti nomine. Sia per Zuccatelli, che per Gaudio, c’è stato il pieno confronto e la condivisione con tutti i ministri coinvolti».
«Nella mia posizione gestisco tanti dossier, non ho la possibilità di incontrare tutti e di effettuare i controlli nel dettaglio. Ma le responsabilità ricadono primariamente su di me, se coinvolgono il governo. Vale per Gaudio, come per Cotticelli. E anche per Zuccatelli, altissimo profilo, che però con quei video e quelle dichiarazioni inappropriate ha aperto una ferita con la comunità calabrese».
«Nessuna crepa nella maggioranza, ma il percorso è stato condiviso»
«Non si è aperta una crepa nella maggioranza per il semplice fatto che mi assumo la responsabilità… È stato un percorso condiviso… Il processo decisionale si è sviluppato in modo lineare e nel pieno confronto con tutti i ministri direttamente coinvolti».
«La proposta spetta al ministro dell’Economia, di concerto con quello della Salute, con il parere del ministro degli Affari regionali e la deliberazione del consiglio dei ministri. E il processo prevede altresì il parere del presidente della regione Calabria. Infine la mia firma in calce».
«Gaudio mi ha assolutamente riferito dei suoi problemi familiari, in modo trasparente. Confidando di poterli superare… Posso allontanare i sospetti, ma è difficile allontanare le stupidaggini. Non l’ho mai incontrato, mai avuto rapporti con lui».
«Il suo nome non è arrivato neanche da Arcuri. Piuttosto, dai territori chiedevano di valutare un profilo calabrese. All’inizio non sapevo che lo fosse, lo conoscevo come rettore della più grande università europea. E con i ministri ho pensato che avremmo potuto sanare quella ferita con la comunità calabrese».
L’accordo con Gino Strada ed Emergency
«È stata siglata una convenzione con la Protezione civile in virtù della quale Emergency già da domani sarà operativa per l’emergenza in Calabria con ospedali da campo. E collaborerà a realizzare Covid hotel e operazioni di triage… Da domani i calabresi saranno più forti e resilienti, in virtù di questa collaborazione».
Gino Strada non sarà però il prossimo commissario straordinario alla Sanità della Calabria, non avendo mai dato la disponibilità per quell’incarico come ha più volte ribadito nei lunghi giorni passati senza ricevere una telefonata dal governo, dopo la prima esplorativa.
«No, e non ha mai dichiarato nei colloqui avuti di essere interessato a questo profilo. Ne io gli ho mai offerto questa posizione, non ritenendo che fosse interessato a trasferirsi in Calabria e a occuparsi di ripianare la voragine nei conti… Avverto la forte responsabilità decisionale dopo i passi falsi compiuti».

Nicola Morra, docente di storia e filosofia e dal 26 febbraio 2013 senatore eletto con il Movimento 5 Stelle, in diretta Facebook su Calabria e sanità
Nicola Morra sulla sanità calabrese pone al centro le responsabilità del governo, dove la fretta nelle decisioni è spesso “cattiva consigliera”, richiama il discorso sulle infiltrazioni della n’drangheta sull’omicidio nel 2005 del Dott. Domenico Fortugno, medico dell’ospedale di Locri (Vicepresidente del Consiglio regionale calabrese) che venne assassinato. Tale omicidio è collegato a infiltrazioni della n’drangheta nella sanità calabrese. Morra ha proseguito ponendo l’attenzione anche alla vicenda della Senatrice Doris Lomoro, già Assessore regionale alla sanità calabrese dimissionata [nonché delegittimata dalla sua stessa giunta], poiché forte di una sentenza del Consiglio di stato voleva impedire il pagamento di 200 milioni di euro extra budget per cliniche private per le quali non c’era stata l’autorizzazione all’accreditamento in accordo con l’ente regione. Dosis Lomoro porta alla luce anche la vicenda che riguarda lo scandalo di 83.000 pazienti assistiti dalla mutua, che i quali veniva erogata economicamente l’assistenza all’ente senza considerare che veniva erogata assistenza mutualistica per 83.000 persone defunte. Erano 83.000 soggetti mutuati passati a miglior vita, ma che venivano sfruttati per ottenere denaro illecito. Morra passa in rassegna anche la vicenda di Consolato Campolo, il cui decesso misterioso non è stato mai chiarito, sottolineando che né Gino Strada, né Nino Di Matteo, né Nicola Gratteri, né Superman, da solo può mettere a posto la sanità calabrese. Prima di sconfiggere la n’drangheta, bisogna sconfiggere la rassegnazione di milioni di calabresi.

Code fuori dai supermercati per assicurarsi la “Lidl Fan Collection”
Le sneakers costano 13 euro, ma su internet possono superare i 2.000 euro. Anche in Italia vanno a ruba le scarpe Lidl: sono già esaurite.
Delle due, l’una. Ma al centro una certezza. Stiamo impazzendo o siamo già impazziti? Questa è la strada per l’estinzione della specie. Se non ci riesce il coronavirus cinese di Wuhan, ci penserà egregiamente l’Homo sapiens sapiens stesso.
“Già, tutto questo non accade a caso” (Vincenzo Dalli Cardillo).
[Tgcom24, 17 novembre 2020] – Dopo le file fuori dal supermercato a marzo, in pieno lockdown nazionale, nessuno pensava si sarebbe più verificata una situazione del genere. Figuriamoci per un paio di scarpe. È quello che è successo la mattina del 16 novembre fuori dai supermercati della catena Lidl, che ha dichiarato di aver esaurito in poche ore la “Lidl Fan Collection”, la sua esclusiva collezione streetwear. Dal momento dell’annuncio sui social network, la collezione streetwear di Lidl è stata tra le più attese di questo strano e complicato 2020. La linea completa comprende un paio di sneakers unisex con i colori del marchio, due paia di ciabatte, calzini in spugna con il logo, una t-shirt da uomo e una da donna. I prezzi sono coerenti con quanto ci si aspetterebbe da una collezione di un supermercato (le scarpe non superano i 13 euro), ma il valore dei prodotti è destinato a salire vertiginosamente online. Quando in primavera la collezione è stata messa in vendita nei paesi del nord-Europa, chi è riuscito ad acquistare qualche capo ha poi fatto fortuna su Internet. Durante l’estate un paio di scarpe Lidl è stato venduto online per 2.700 euro, in aumento del 20.000% rispetto al prezzo originario. Questo fenomeno spiega le code di prima mattina fuori dai supermercati e l’acquisto compulsivo di più articoli uguali da parte dei clienti. Sul marketplace di Facebook o sui siti di reselling si possono già trovare le sneakers, in vendita a 200 euro.
Sono tanti gli esempi di catene o negozi che si sono associati ad artisti e stilisti per creare collezioni esclusive. Il marchio francese Vetements ha realizzato una maglietta con il logo DHL; il designer e direttore artistico di Louis Vuitton Virgil Abloh ha ideato una collezione di mobili per IKEA; il brand streetwear italiano GCDS ha collaborato con Barilla. Con la sua ‘Lidl Fan Collection’ però la catena di supermercati ha fatto un passo in più: senza farsi aiutare da grandi stilisti ha disegnato la propria linea per poi proporla a prezzi da discount. Così facendo non solo ha suscitato curiosità nei suoi clienti abituali, ma ha anche attirato una nuova fascia di pubblico, quella legata alla moda.

«Why Moderna’s Vaccine Win Is a Giant Leap Against Pandemics. The success of Covid-19 vaccines from Pfizer-BioNTech and Moderna means we potentially have a powerful new tool in fighting future pandemics» (Max Nisen – Bloomberg, 16 november 2020).
«Op enkele maanden tijd krijgen we dus een “fascinating new type of vaccine”, tot heden nog nooit ontwikkeld. Denk maar eens na over de verschillende aspecten van deze zin…» (Fernand Keu)leneer).
[In pochi mesi otteniamo così un “affascinante nuovo tipo di vaccino”, mai sviluppato fino ad ora. Pensaci un po’ ai diversi aspetti di questa frase…]
“Il significato di Moderna è Mode RNA, fatevi voi questo vaccino va’” (Vincenzo Dalli Cardillo).
Starò di certo a vedere cosa succederà…
“Basta guardare cosa ha fatto questo laboratorio (manipolazione genetica) e chi sta dietro a tale realtà da farmi desistere dall’attesa, per carità” (Vincenzo Dalli Cardillo).
Vaccino Covid-19, Arcuri: “Via a gennaio per 1,7 milioni”
[Adnkronos, 15 novembre 2020] – “È ragionevole realisticamente che alla fine di gennaio arriveranno i primi vaccini, saranno 1,7 milioni. Saranno 3,4 milioni di dosi, per ogni persona ne serviranno due. Dobbiamo occuparci prima delle persone che sono più a contatto con il virus e delle persone anziane. L’esposizione al virus e la fragilità devono essere le due linee che ci guidano”. Sono le parole del commissario straordinario Domenico Arcuri che, a Che tempo che fa, si esprime così sul vaccino contro il coronavirus. “Sarà la più grande vaccinazione di massa che verrà fatta in tutto il mondo, stiamo affrontando la problematica con i tecnici del ministero della Salute. Ancora una volta riusciremo nei tempi e nei modi più adatti a fare in modo che non sia un problema”.
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1. La mia dose cedo volentieri. Non ci penso neanche a farmi iniettare questa diavoleria. Da quando ho contezza della bestiolina in giro, faccio di tutto per non farne conoscenza diretta. Dal 10 marzo esco da casa solo per comprovata necessità (indipendentemente dai Dpcm, per scelta personale libera), tengo le distanze di sicurezza, mi lavo le mani, porto la mascherina FFP2, non partecipo ad eventi e incontri, non incontro delle persone fuori di casa e non ricevo ospiti, non vado in ristorante, ecc. ecc. Dovrebbe bastare, visto che comunque anche quel vaccino anti coronavirus cinese di Wuhan non copre al 100% (75, se non mi sbaglio), per non parlare delle possibili “effetti collaterali”.
2. Domanda: fa prima ad arrivare il vaccino a gennaio 2021 o a essere “cacciato” Arcuri? Segniamo la data sul calendario. Ne vedremo delle belle. Dopo NOSTRI soldi buttati per i banchi monoposto a rotelle a scuola, ne vedremo sicuramente delle belle.


























