Dossier di Caritas-Migrantes: gli immigrati non sono numeri

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Nei giorni scorsi è stato presentato il XXII Dossier Statistico Immigrazione, realizzato da Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Caritas diocesana di Roma nel quale è emerso che nell’Unione Europea, al 1° gennaio 2011, gli stranieri residenti sono stati 33,3 milioni (incidenza del 6,6% sulla popolazione e aumento annuale di circa 800.000 unità). Alla fine dello stesso anno il Dossier ha stimato che gli immigrati regolarmente presenti in Italia siano 5.011.000, appena 43.000 in più rispetto alla stima fatta per il 2010. Anche se sono stati rilasciati all’estero 231.000 visti per inserimento stabile in Italia, nel 2011 sono scaduti, senza essere più rinnovati, 263.000 permessi di soggiorno, pregiudicando il diritto alla permanenza in Italia dei relativi titolari, conseguenza che non si sarebbe determinata in misura così preoccupante se fosse stata approvata con tempestività l’autorizzazione a restare in Italia fino a 12 mesi in caso di perdita del posto di lavoro. Mentre gli occupati stranieri sono circa 2.500.000 un decimo del totale: lavorano non solo nel settore dell’assistenza familiare, dell’edilizia e dell’agricoltura ma anche in molti altri comparti, da quello marittimo al calcio. Consistente è anche il numero dei titolari d’azienda, aumentati di 21.000 unità, arrivando a 249.000.

 

 

La crisi, però non ha mancato di farsi sentire, con la crescita del numero dei disoccupati (310.000), la diminuzione del tasso di occupazione (62,3%), una condizione di vita più difficile e, al limite, la perdita del permesso di soggiorno. L’aumento dei permessi di soggiorno di lungo periodo (52,1% del totale) ha attestato la tendenza all’inserimento stabile, che senz’altro verrà confermata dopo la crisi perché così richiedono le esigenze occupazionali e demografiche del paese (le nascite da entrambi i genitori stranieri sono stimate pari a quasi 80.000 nel 2011, un settimo del totale), senza dimenticare che gli immigrati sono d’aiuto ai familiari rimasti in patria e anche ai paesi di origine con l’invio delle rimesse pari ad € 7,4 miliardi nel 2011. Una stima del Dossier ha evidenziato che gli immigrati contribuiscono positivamente anche in termini di spesa pubblica, assicurando alle casse statali un beneficio netto stimato pari ad almeno € 1,7 miliardi. Infine nel 2011 oltre 60.000 persone sono sbarcate dal Nord Africa, ma sono state più di 2.000 quelle inghiottite dal Mediterraneo.

Nell’introduzione e nel saluto, a nome del Comitato di Presidenza, il Direttore generale della Migrantes, mons. Giancarlo Perego, ha ricordato i 25 anni della nascita della Fondazione Migrantes, organo della CEI che cura la pastorale dei migranti e della mobilità umana: “Questo nostro 25° della Migrantes e questa presentazione del Dossier immigrazione 2012 incrocia provvidenzialmente il 50° dell’apertura del Concilio, che Benedetto XVI ha voluto ricordare aprendo un Anno della fede. La prospettiva ecclesiologica del Concilio Vaticano II, che sottolinea la dimensione di una Chiesa ‘che cammina con gli uomini’, pellegrinante, e in una relazione nuova con il mondo, facendo sue le attese delle persone, soprattutto dei poveri, ha permesso di riconsiderare con occhi nuovi anche la mobilità umana e le migrazioni. E’ un’occasione unica per utilizzare il Dossier immigrazione 2012 come strumento per recepire la prospettiva conciliare: per valorizzare la diversità, per costruire una nuova cittadinanza, per superare paure e discriminazioni, per promuovere la libertà e la dignità delle persone migranti”.

Il coordinatore del dossier, Franco Pittau, ha sottolineato il metodo voluto dal suo ideatore, mons. Luigi Di Liegro, fondatore di questo rapporto sull’immigrazione, pubblicato per la prima volta nel 1991: “Su 277.000 domande di asilo presentate nell’Unione Europea (quasi un terzo del totale mondiale), 37.350 hanno riguardato l’Italia, e nel nostro paese, dal 1951 ad oggi, le domande sono state oltre mezzo milione. I migranti che si recano all’estero rappresentano un sostegno importante per i paesi di partenza e, tra l’altro, ne sostengono le economie nazionali con i loro risparmi: ne sono un esempio i circa 10.000.000 di lavoratori filippini all’estero che, con le loro rimesse, incidono per il 12% sul Prodotto interno lordo del loro Paese”.

Ed ha analizzato i dati forniti dal  Ministero dell’Interno: “Alla fine del 2011 i cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti sono stati 3.637.724, aumentati del 2,9% e di 101.662 unità rispetto al 2010. Il Dossier ha ipotizzato, prudenzialmente, che i cittadini comunitari siano aumentati nella stessa misura percentuale (39.000 persone in più), diventando 1.373.000. Quanto alle provenienze continentali, superano 1.000.000 gli europei comunitari, quelli non comunitari e gli africani, mentre gli asiatici sfiorano questo livello e gli americani sono meno della metà. Con circa 1.000.000 di presenze, i romeni si impongono su tutti. Tra le altre grandi collettività, con oltre 100.000 membri, troviamo il Marocco (di nuovo al secondo posto), l’Albania, la Cina, le Filippine, l’Ucraina, la Moldavia, la Tunisia, l’Egitto, il Perù, il Bangladesh e la Serbia…”.

Infine il rapporto ha analizzato il supporto degli immigrati al mondo occupazionale. Gli immigrati hanno un’incidenza dell’80% tra i collaboratori familiari… L’incidenza degli immigrati è rilevante anche in altri comparti. Essi sono circa il 50% tra i calciatori della Serie A (e superano tale livello nell’Udinese e nell’Inter, una squadra dove si parlano ben 13 lingue). Raggiungono il 40% tra i marittimi: a Manila, dal 2007 opera una struttura dell’Accademia della Marina Mercantile Italiana per preparare marittimi da inserire nella flotta italiana e, specialmente, nelle navi da crociera. Secondo la Commissione Nazionale delle Casse Edili gli immigrati incidono per il 30% nelle costruzioni. Anche nei comparti, nei quali l’incidenza rientra nella media, la loro presenza è determinante, come tra gli infermieri (circa 40.000 su 400.000) o tra gli stagionali in agricoltura, nelle cooperative di pulizia o di trasporto merci. Gli imprenditori stranieri sono 249.464, aumentati anche nel 2011 (21.000 aziende in più) così come è avvenuto negli anni precedenti.

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