Numeri ufficiali Covid-19 del 13 novembre 2020. Il Ministro della salute spedisce Campania e Toscana in Zona Rossa
Campania e Toscana diventano Regioni rosse, mentre le Regioni arancioni salgono a nove con l’aggiunta di Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche. Il Ministro della Salute Roberto Speranza firmerà in serata una nuova ordinanza che entrerà in vigore a partire da domenica 15 novembre. Confermate le indiscrezioni che arrivano dalla Cabina di Regia di cui fanno parte il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e le Regioni: in base al nuovo monitoraggio del virus e ai 21 parametri epidemiologici fissati dagli esperti, aumentano i territori considerati a rischio elevato e a rischio massimo. I dati sono al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico, poi il Ministro Speranza firmerà i nuovi provvedimenti di concerto con tutti i Governatori interessati. In pratica, con 16 regioni rosse o arancioni, resteranno gialle solo Lazio, Molise, Provincia di Trento, Sardegna e Veneto.
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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi venerdì 13 novembre 2020
In isolamento domiciliare: 629.782 (+27.771) (+4,61%)
Ricoverati con sintomi: 30.914 (+1.041) (+3,48%)
In terapia intensiva: 3.230 (+60) (+1,89%)
Deceduti: 44.139 (+550) (+1,26%)
Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia
Media giornaliera dei decessi: 165 (+1)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.
Modello autodichiarazione in pdf editabile – Ottobre 2020 (Fonte Ministero dell’interno): QUI.

Il punto della situazione
I timidi segnali positivi degli ultimi giorni vengono troppo spesso utilizzati in modo errato per ipotizzare allentamenti. Proviamo a fare chiarezza, basandoci sui numeri che sono asettici quando non vengono costretti a mentire. La curva del contagio non è in calo: per ora stiamo osservando solo un rallentamento della crescita, non un’inversione di tendenza. I nuovi casi (periodo 6-12 novembre) sono stati 241.544 (33.243 più della settimana precedente, variazione +15,95%). Discorso analogo per i dati sull’occupazione dei posti letto ospedalieri: +6.617 nello stesso periodo in area medica (+28,45% sul valore totale del 5 novembre); +779 in terapia intensiva (+32,58%).
Allo stesso modo l’indice Rt (calcolato con il metodo istantaneo Kohlberg-Neyman modificato, per ottenere una migliore rappresentatività del tempo che intercorre tra infezione e manifestazione della positività) sta rapidamente ripiegando: alla sera del 12 novembre era 1.31 per l’Italia (1.36 il giorno precedente); 1.21 in Lombardia (da 1.28); 1.05 a Milano città (da 1.09). Segnali importanti, che tuttavia non devono essere usati come un drappo rosso per distrarre dal vero obiettivo: diminuire la pressione sugli ospedali e riportare, e poi mantenere nel tempo, il valore di Rt sotto la soglia di 1.0.
Qualsiasi valore sopra questa soglia è rappresentativo di una crescita del contagio e di una ricaduta conseguente su un sistema sanitario ormai vicino al collasso. In questa fase è inutile e fuorviante parlare di possibili allentamenti, o pensare di attuarli non appena l’indice Rt tornerà sotto 1.0: l’unico risultato sarebbe riportarlo rapidamente sopra questo livello e far riprendere la corsa del virus. Cosa evidentemente ben nota in Francia: dove, con un Rt sotto quota 1.0 dal 6 novembre scorso, il lockdown leggero verrà proseguito per “almeno” altre due settimane. E dove, nonostante il lockdown, l’inerzia dei valori passati di Rt ha fatto crescere il tasso di occupazione delle terapie intensive dal 60% del 28 ottobre fino al 96,6% del 12 novembre (Fonte Lab24/Il Sole 24 Ore).
Campania e Toscane diventano zona rossa
Il Ministro della Salute Roberto Speranza firmerà in serata una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 15 novembre. Passano in area rossa le regioni Campania e Toscana. Passano in area arancione le regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche.
De Magistris: ordinanza comunale Napoli non serve più, Campania diventerà zona rossa
Il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, non emetterà più l’ordinanza, già firmata, considerando che la Campania diventerà zona rossa. Lo annuncia lo stesso sindaco in un video su Facebook. ”Avevo appena firmato l’ordinanza di cui tanto si è parlato in questi giorni e su cui tanto abbiamo lavorato con gli assessori e gli uffici, anche dopo aver sentito i sindaci delle altre città metropolitane, ma prima di pubblicarla ho voluto chiamare personalmente il ministro Speranza, con cui lungamente mi ero sentito anche ieri, che mi ha comunicato che la Campania diventa zona rossa”. Questa ordinanza in questo momento non ha più efficacia però – prosegue – sono contento del lavoro fatto”.
Toscana in zona rossa, Giani: “Sorpresa e amarezza”
“Ho avuto comunicazione dal Ministro Speranza che la Toscana è in zona rossa. Provo sorpresa e di amarezza perché vedevo che negli ultimi giorni i dati tendevano a un lieve miglioramento. Sono uomo delle istituzioni e rispetterò quanto deciso dal governo. Sono sorpreso e amareggiato perché i dati valutati dal Cts vanno dall’1 all’8 di novembre. Oggi la Toscana si trova davanti una situazione di lieve miglioramento. Sono convinto che ce l’avremmo potuta fare anche senza dover passare a zona rossa”. Così il Governatore della Regione Toscana Eugenio Giani su Facebook.
Iss: evitare contatti fuori dal nucleo abitativo
“Necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”. È quanto stabilisce il consueto monitoraggio dell’Iss analizzando i dati epidemiologici della settimana. “Si ribadisce la necessita’ di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”.
Iss: sale impatto su ospedali ma lieve riduzione epidemia
L’epidemia in Italia, seppur intensificandosi per gravità a causa di un aumentato impatto sui servizi assistenziali, mostra una lieve riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente che, sebbene ancora molto elevata, potrebbe costituire un segnale precoce di impatto delle misure di mitigazione. Lo rileva il monitoraggio Iss-Ninistero della Salute relativo al 2-8 novembre aggiornato all’11 novembre.
Iss: Rt su sintomatici a 1,43
Nel periodo 22 ottobre-4 novembre 2020, l’indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,43. Si riscontrano valori medi di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane e superiori a uno in tutte le Regioni/PA. Lo rileva il monitoraggio Iss-Ministero della Salute.
Rezza: preoccupante aumento ricoveri e terapie intensive
“Purtroppo il virus circola in tutto il Paese e si verifica un preoccupante aumento sia dei ricoveri ospedalieri che dei ricoveri in terapia intensiva”. Lo ha detto il Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, Giovanni Rezza, commentando il report settimanale della cabina di regia istituita per contrastare il Covid-19. “Questo chiaramente giustifica ulteriori misure restrittive – ha spiegato Rezza in un video – che devono essere prese soprattutto nelle Regioni che sono a rischio più elevato e, naturalmente, induce la popolazione a comportamenti prudenti”. “Il numero di casi di Covid-19 nel nostro Paese è salito a 650 per 100mila abitanti – ha detto Rezza – anche se questa settimana l’Rt sembra essere leggermente diminuito da 1,7 a 1,4. Si trova comunque al di sopra di 1 e questo rappresenta solo un primo segnale della diminuzione della trasmissione che potrebbe essere attribuita ai provvedimenti che sono stati sinora presi”.
Ricciardi: 2-3 settimane tempo per decidere su lockdown
“Abbiamo 2-3 settimane di tempo per valutare cosa avverrà: si potrebbe anche decidere di allentare queste misure, o di chiudere ulteriormente. Abbiamo attivato una serie di misure proporzionate alla circolazione del virus nelle specifiche aree d’Italia. Se queste vengono rispettate, saremo in grado di evitarlo. Se non ci dovessimo riuscire, tutte le regioni diverrebbero rosse, e di fatto il lockdown generalizzato si realizzerebbe nei fatti”. Lo ha detto Walter Ricciardi, Consulente del Ministro della salute, al Festival della Salute Globale.
Bozza protocollo cure a casa: no antibiotici e cortisone
“Paracetamolo per i sintomi febbrili, gli antinfiammatori se il quadro clinico del paziente Covid inizia ad aggravarsi, cortisone solo in emergenza per evitare di aggredire il sistema immunitario del malato. Nessun antireumatico, né antibiotici. Eparina per le persone che hanno difficoltà a muoversi”. Sono queste le indicazioni terapeutiche per le cure a casa dei malati di Covid contenute nella bozza del Protocollo messo a punto dalla Commissione nazionale coordinata, su nomina di Agenas, dal direttore della clinica di Malattie Infettive del San Martino, Matteo Bassetti. Sconcerto dei medici di famiglia – si è appreso – che contestano di non essere stati interpellati e non condividono le indicazioni terapeutiche.
Di Maio: sceneggiate De Luca le pagano i Campani
“Sembra che ieri in conferenza Stato-Regioni il Presidente De Luca abbia improvvisato una sceneggiata napoletana rifiutando ogni tipo di aiuto del governo, dai militari al supporto di medici e ospedali fino alla protezione civile. Sembra che per lui in Campania vada tutto bene e che non ci sia bisogno di aiuti. In Campania c’è chi muore da solo accasciato nei bagni degli ospedali o chi viene persino curato in auto. Non so se il Presidente De Luca stia nascondendo qualcosa, ma di certo non serviva attendere i dati per dichiarare la massima allerta in Campania viste le scene di questi giorni nei pronto soccorso. Il problema è che a pagare i suoi errori non è lui in persona, ma sono i Campani, tra l’altro è la mia terra, la mia gente. Questo il governo non può permetterlo”. Lo dichiara Luigi Di Maio in una nota (Fonte SkyTG24).
Calabria, i parlamentari M5S al governo: “Via Zuccatelli”. Chiuse le scuole a Reggio Calabria
I parlamentari calabresi del M5S sul piede di guerra per la nomina del neo commissario alla sanità regionale. Durante una videoconferenza con il Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri si è fatto il punto sull’affaire Zuccatelli. La maggior parte dei parlamentari ha chiesto al Viceministro un deciso cambio di passo, tornando ad invocare il nome di Gino Strada, fondatore di Emergency, nel ruolo di commissario. Sileri ha spiegato a deputati e senatori eletti sul territorio che Zuccatelli al momento è il commissario, se poi dovesse decidere di dimettersi il quadro in quel caso cambierebbe.
Intanto, il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha preso una decisione, al termine della task force comunale sull’emergenza Covid-19: le scuole rimarranno chiuse da lunedì 16 novembre fino al 30 novembre. “Con grandissimo dolore abbiamo valutato in maniera unanime di chiudere le scuole per 15 giorni per verificare la curva dei contagi come procede. La situazione è grave e inizia ad essere sempre più critica nei nostri ospedali, quindi occorreva adottare tutte le misure che possono evitare il proliferare del contagio. Una di queste era la chiusura delle scuole – spiega Falcomatà – Certamente non risolveremo completamente il problema perché occorre evitare che le persone escano di casa se non per i motivi stabiliti dall’ultimo Dpcm, a questo è necessario procedere anche con i tracciamenti. Se dall’Asp non arrivano i dati ogni attività rischia di essere inefficace” (Fonte La Repubblica).


























