Rinnovamento nello Spirito per una nuova evangelizzazione

Condividi su...

Domenica 4 novembre a Rimini si è conclusa la 36° conferenza nazionale degli animatori. Nei messaggi inaugurali, il presidente del Consiglio per i Laici, card. Stanislaw Rylko, ha scritto: “E’ con questo animo che voglio esortare tutti i partecipanti al vostro raduno, prendendo in prestito le parole del Santo Padre ad: ‘annunciare nuovamente Cristo là dove la luce della fede si è indebolita, là dove il fuoco di Dio è un fuoco di brace, che chiede di essere ravvivato, perché sia fiamma viva che dà luce e calore a tutta la casa’. E’ questo di cui ha bisogno oggi la Chiesa per impegnarsi nella nuova evangelizzazione”. Il presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, mons. Rino Fisichella, ha annunciato il prossimo incontro di tutti i movimenti a Roma nella vigilia di Pentecoste: “Sia questo un momento per ringraziare il Signore per la fede ricevuta, per approfondirla e per trasmetterla agli altri sotto la costante azione dello Spirito Santo che accompagna la sua Chiesa. Importante appuntamento dell’Anno della Fede, al quale anche voi tutti siete invitati, sarà il 18 maggio prossimo, vigilia di Pentecoste, in cui vivremo, insieme a papa Benedetto XVI, il pellegrinaggio alla tomba di Pietro di tutti i movimenti, associazioni ed aggregazioni laicali”. Infine il messaggio di mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, ha ricordato: “La chiamata che il nostro tempo ci fa giungere da Dio è proprio quella di aprire tutte le strade possibile, perché ogni uomo possa incontrarLo e fare esperienza del Suo amore vivificante”.

 

 

Nell’omelia della messa di tutti i Santi, mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, ha sottolineato che Dio ci vuole felici: “La parola che in italiano noi traduciamo con ‘beati’, in altre lingue spesso viene tradotta proprio con il sinonimo ‘felici’. Gesù vuole la felicità di tutti, ma in modo speciale di coloro che sono provati dalla sofferenza, che vivono nella povertà e nell’apparente convinzione di non poter essere mai più felici. Dio è ‘titolare’ di un infinito capitale di felicità da condividere proprio con i più sfortunati… Le Beatitudini sono prima di tutto una proclamazione di felicità, e non soltanto una promessa di felicità. Con le Beatitudini Gesù constata un fatto più che dettare un dovere o esigere uno sforzo. I poveri, gli oppressi, gli amanti della giustizia possono già vivere nella gioia… Nella società occidentale la fede dei cristiani viene messa ogni giorno a dura prova. Molti filosofi del secolo precedente e dei nostri giorni vorrebbero convincerci dell’infelicità di essere cristiani, ma a questi attacchi infondati possiamo rispondere con una prova inconfutabile: il test di un’umanità felice, nel duplice senso di umanità feconda e di umanità gioiosa. Benedetto XVI ce lo ricorda: la gioia di credere è la responsabilità del cristiano: in questa ora della nostra storia dovremmo farla nostra con animo nuovo”.

Nella prima relazione don Patrizio Rota Scalabrini, il biblista del Rinnovamento nello Spirito, ha ricordato che i gruppi e le comunità del RnS sono luoghi di discernimento dei segni della presenza di Dio: “Riconoscere i segni della presenza di Dio non significa concentrarsi solo sul momento cultuale, ma cogliere il suo passaggio in tutti gli aspetti della propria vita, nell’ambito pubblico e nell’ambito privato, in quello civile e in quello ecclesiale, nelle dimensioni affettive e in quelle economico-lavorative. Dio non è confinabile nei limiti del rito e del culto, anche se da questi non si può prescindere”. Ma quali sono i segni di questa presenza? “Quando c’è amore, c’è Dio; quando c’è gioia vera, c’è Dio. Quando il cuore conosce quella pace che lo custodisce anche nelle prove, c’è Dio. Quando l’animo è capace di desiderare in grande, di non rinunciare a un orizzonte più ampio del proprio particolare, allora c’è Dio!”.

In serata si è svolto un excursus per ricordare i 40 anni dell’associazione, condotto da Marcella Reni, direttore del Rinnovamento nello Spirito, richiamando l’Udienza speciale concessa  alla Vigilia di Pentecoste, da Papa Benedetto XVI. Quindi questa serata, dedicata alla cultura di Pentecoste, è stata un’occasione importante per ascoltare dalla viva voce di alcuni protagonisti le impressioni e il significato di questo Sinodo, da molti definito storico nella Chiesa, e che segnerà una tappa significativa per un rinnovamento, parola usata moltissime volte durante i lavori. Il Vescovo del Gabon, Mathieu Madega Lebouakehan, che pur essendo giovane ha partecipato ad altri Sinodi, ha messo in rilievo la giovane età di molti Vescovi sinodali che hanno portato il loro contributo di idee sulla Nuova Evangelizzazione, e ha richiamato l’importanza delle questioni economiche nella vita delle persone, che hanno bisogno di pane, sia materiale che spirituale.

Nella relazione finale il presidente nazionale, Salvatore Martinez, ha esortato gli animatori ad adoperarsi con mente e cuore rinnovati alla nuova evangelizzazione: “Il protagonista della Nuova evangelizzazione è lo Spirito Santo e la sua perenne presenza e azione nella storia. C’è una Pentecoste da vivere; c’è una Pentecoste da ricevere; c’è una Pentecoste da comunicare al mondo! L’ora della Nuova evangelizzazione è già scoccata, nessuno si attardi!.. Non ci si improvvisa evangelizzatori! Non si strumentalizza il Vangelo! Evangelizzare è sempre un atto ecclesiale, deve rimandare a una comunità a cui si appartiene, deve essere espressione di una sottomissione fraterna… E’ la santità che determina testimoni credibili, ma una santità voluta, sofferta, frutto d’impegno, di meditazione, di studio. Servono evangelizzatori santi, cioè fedeli allo Spirito. Gli evangelizzatori mancati saranno i santi mancati del terzo millennio!.. La Nuova evangelizzazione ha bisogno di una nuova generazione di uomini e donne capaci di costruire un nuovo ordine sociale fondato sui valori spirituali, soprannaturali, sul primato di Dio, sulla forza umile della carità, sulla generosità di cuore, per lottare e vincere il male con il bene… Questa è la nostra fede cattolica… Non abbiamo, né dobbiamo inventare nulla di nuovo, ma risentire il tutto di Cristo: la verità, la potenza, la grazia che si ricevono corrispondendo con fede adeguata e consapevole ai doni di Dio”.

151.11.48.50