Torino: ricominciano gli incontri dell’Università del Dialogo del Sermig

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Al Sermig di Torino ricominciano gli incontri dell’Università del Dialogo del Sermig; la sessione 2012-2013 (sette incontri da ottobre a maggio) avrà come tema ‘Oltre Babele. Dal caos alla responsabilità’. Il primo incontro è previsto giovedì 25 ottobre alle ore 19 con il prof. Mario Deaglio, docente ordinario di economia internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Torino ed editorialista economico de La Stampa, sul tema: ‘L’Europa conviene’. Infatti, nell’economia, in politica e nelle relazioni personali, persino nella Chiesa e nello sport, i giovani sono immersi in un clima di rabbia, confusione, disorientamento, scandalo, che per alcuni si traduce nel disimpegno e nell’indifferenza sociale, per altri diventa motivo di protesta, di disfattismo e indignazione. Alla base di questi sentimenti ci sono la sfiducia e la delusione.

Secondo Ernesto Olivero: “Da un lato, viviamo diffidenza, rifiuto, incapacità di vedere l’altro per quel che è come persona. Dall’altro, ci sentiamo deprivati, relegati, emarginati, esclusi. In entrambi i casi non si vive speranza; ci si nutre piuttosto di avversione. E’ una sorta di ‘Babele’. Come nel passo della Genesi, Babele nasce quando nessuno ha più l’autorità morale di dire al male: ‘Fermati!’”. E citando il passo della Genesi, in cui si ricorda la costruzione della Torre di Babele, Ernesto Olivero ha ricordato: “Di fronte al caos, le parole non bastano, servono gesti concreti. Senza risposte concrete, anche i migliori sentimenti appaiono vuoti ed effimeri. Parte da questi presupposti il nuovo ciclo di incontri dell’Università del Dialogo del Sermig. Dall’autunno 2012 alla primavera 2013, negli spazi dell’Arsenale della Pace si alterneranno ospiti di ogni orientamento, chiamati a dare risposte, a rendere conto, proponendo una strada di responsabilità come reazione al caos, a partire dalla loro esperienza personale e dai fatti concreti della vita. Fatti che siano segni della possibilità di innescare e realizzare un cambiamento in forma sostenibile e replicabile. Cercheremo di accompagnare le parole con gesti concreti ed evidenti che coinvolgeranno il pubblico: azioni di solidarietà, adesione ad iniziative di educazione per i giovani… Responsabilità vuol dire proprio rendere conto delle proprie azioni, ‘dare risposte’.

 

E ‘responsabilità’sarà la parola chiave che ci guiderà. Cercheremo di mettere ancora una volta al centro i giovani, convinti che davvero ‘un pugno di giovani può cambiare il mondo’. Giovani credibili e veri possono cambiare il mondo se entrano in una logica nuova. Se accettano il lavoro che nessuno vuol fare o inventano lavori nuovi. Se non si lamentano. Se diventano imprenditori di sé stessi e dei propri amici. Se capiscono e aiutano a capire che è nell’interesse di tutti pagare le tasse e rispettare le regole. Se risvegliano la vita nei loro coetanei che si sono arresi, che non hanno più voglia di lottare. Con giovani così il mondo si può cambiare. Ma serve chiarezza, serve andare oltre Babele cercando risposte concrete e assumendosi ognuno le proprie responsabilità. Cercheremo di ragionare sui sentimenti di confusione e rabbia che ci dominano, ma soprattutto sugli strumenti necessari ad uscire da questa situazione, lasciando sempre l’ultima parola alla speranza”.

Mentre ad inizio di ottobre il Sermig ha ospitato il fondatore del Gruppo Abele, Luigi Ciotti, per una nuova ‘alleanza’, a favore dei giovani, sulla legalità e gratuità in un’iniziativa della diocesi di Torino sulla questione educativa. Don Luigi Ciotti ha detto agli studenti: “Quando vedi un’ingiustizia senti prepotente dentro di te il bisogno, con rispetto, ma anche con fermezza di prendere posizione, di chiedere ciò che è giusto. Prendiamo la corruzione: dal 1999 l’Italia non può avere una legge per lottare contro il fenomeno perché c’è chi lo impedisce”. Ernesto Olivero ha parlato di gratuità e restituzione: “Noi abbiamo delle idee; se uno viene eletto da operaio, dovrebbe continuare ad avere quello stipendio, e i rimborsi dovrebbero essere veri. Bisogna ridurre il numero dei consiglieri, dei parlamentari: sono troppi. Non è possibile che abbiano pensioni così alte. Inventiamo una legge della restituzione. Le istituzioni devono andare avanti anche senza tutti questi politici, ne bastano di meno e ci vogliono dei controllori. Dobbiamo fare emergere la coscienza che rubare è sbagliato”.

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