Il Papa: un politico cristiano si impegna per difendere vita e familglia

Condividi su...

Un impegno che non deve conoscere flessioni e ripiegamenti. E’ così che il Papa definisce il compito dei cattolici cristiani nella politica e nella società, e lo dice ai politici di tutto il mondo che sabato mattini sono andati a Castelgandolfo al termine del convegno che sis ta svolgendo a Roma. . Un impegno dei cristiani nella società, dice il Papa deve essere “vivace fermento per un miglioramento delle relazioni umane e delle condizioni di vita.” Benedetto XVI mette subito in chiaro che la gravità della situazione economica mondiale richiede uno spirito profetico “capace cioè di cogliere nelle trasformazioni in atto l’incessante quanto misteriosa presenza di Dio nella storia, assumendo così con realismo, fiducia e speranza le nuove emergenti responsabilità.”

Il Papa parla della dignità umana da rispettare, da mettere al centro dell’attenzione nella società, grazie, al discernimento e alla “costante attenzione alla Parola di Dio ed al Magistero della Chiesa, particolarmente da parte di coloro che, come voi, ispirano la propria attività ai principi ed ai valori cristiani.” Il rischio è quello di seguire le “molte e rumorose le offerte di risposte sbrigative, superficiali e di breve respiro ai bisogni più fondamentali e profondi della persona.” Ed è questo l’ambito nel quale il politico cristiano deve portare la propria profetica testimonianza, spiega il Papa, “lì dove hanno luogo le scelte fondamentali inerenti il senso della vita e la ricerca della felicità.” Temi che sono nel cuore del messaggio cristiano perchè “il rispetto della vita in tutte le sue fasi, dal concepimento fino al suo esito naturale – con conseguente rifiuto dell’aborto procurato, dell’eutanasia e di ogni pratica eugenetica – è un impegno che si intreccia infatti con quello del rispetto del matrimonio, come unione indissolubile tra un uomo e una donna e come fondamento a sua volta della comunità di vita familiare.”

Famiglia quindi, “principale e più incisivo luogo educativo della persona” e poi tutela e promozione “del matrimonio e della comunità che ne deriva, politiche che spetterà non solo agli Stati ma alla stessa Comunità internazionale adottare, al fine di invertire la tendenza di un crescente isolamento dell’individuo, fonte di sofferenza e di inaridimento sia per il singolo sia per la stessa comunità.” Quello del Papa non solo un discorso di circostanza. Conclude con un monito preso dalla Sacra Scrittura:«il giudizio è severo contro coloro che stanno in alto». Benedetto XVI lo ripete non per spaventare “ma per spronare e incoraggiare i governanti, ad ogni livello, a realizzare tutte le possibilità di bene di cui sono capaci, secondo la misura e la missione che il Signore affida a ciascuno.”

L’internazionale è nata in Cile nel 1961per creare in legame tra le varie organizzazioni democristiane internazionali alternative alle internazionali socialiste. Dopo vari cambi di nome dal 2001 si chiama Internazionale Democratica Centrista, e riunisce partiti non solo democristiani ma anche solo centristi. Un centinaio di membri soprattutto europei e dell’ America Latina, sotto la presidenza dal 2006 di Pier Ferdinando Casini che oggi ha accompagnato il gruppo e salutato il Papa.

151.11.48.50