Su Rai1 un film su padre Matteo Ricci

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Un viaggio attraverso i luoghi, gli oggetti, gli uomini che hanno segnato la vita di Padre Matteo Ricci, la personalità attraverso cui per la prima volta la cultura occidentale è entrata in stretto contatto con quella orientale: è quello che il giornalista del TG1, Duilio Giammaria, ripercorre nel documentario ‘Nel cuore della Cina. Matteo Ricci’, una produzione Rai in collaborazione con Regione Marche, Ministero degli Affari Esteri e Ministero dello Sviluppo Economico, che è trasmesso lunedì 13 agosto alle ore 23.00, da Rai1 e dal network cinese CCTV Documentary. Il documentario era stato presentato in anteprima al Palazzo delle Esposizioni di Roma alla presenza del presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, del ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Ding Wei, del sottosegretario allo Sviluppo economico, Massimo Vari, del giornalista, Duilio Giammaria, dell’amministratore delegato di Raiworld, Claudio Cappon.

Nel ringraziare le autorità presenti, il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha affermato:  “Questo film-documentario, attraverso lo sguardo penetrante e l’interpretazione originale di Duilio Giammaria, offre una nuova lettura alle vicende di Matteo Ricci. E’ una perfetta prosecuzione delle numerose iniziative che la Regione ha promosso per ricordare la straordinaria figura del missionario marchigiano. Eroe della storia della civiltà dell’uomo e del mondo, primo a stabilire un solido ponte culturale tra Occidente e Cina, Padre Matteo Ricci è stato nel 2010 il protagonista della mostra itinerante ‘Padre Matteo Ricci, incontro di civiltà nella Cina dei Ming’ nelle tappe di Pechino, Shanghai, Nanchino e Macao. Una mostra realizzata dalla Regione Marche che è stata visitata da oltre 700.000 persone. Segno del prestigio e dell’affetto di cui il missionario marchigiano gode a tutt’oggi in Oriente, segno dell’amicizia che lega la nostra regione e l’Italia alla Cina. Duilio Giammaria unisce in un viaggio ideale tra passato e presente, l’esperienza di Padre Matteo Ricci a quella degli imprenditori che oggi si aprono all’Oriente”.

Anche l’ambasciatore cinese Ding We ha ricordato che: “Matteo Ricci è uno dei due stranieri, insieme a Marco Polo, rappresentato nel monumento di Pechino dedicato agli eroi del secondo millennio. Segno di come il missionario del Cinquecento sia un esempio del grande aiuto fornito dall’Italia allo sviluppo della Cina, un ponte tra queste due culture”. Ancora oggi studiato dai bambini cinesi, è il primo straniero non diplomatico sepolto in Cina, esempio di un’integrazione possibile ammirata in tutto il mondo e studiata anche da Henry Kissinger nel 1972 in vista della visita di Nixon in Oriente, ma non altrettanto noto in Italia; per questa dimenticanza italiana l’autore Giammaria ha affermato che: “Forse perchè è una figura complessa da capire; Ricci è espressione di un’Italia che guarda lontano, è uno di quei gioielli che abbiamo in tasca e non conosciamo.

Questo documentario è un invito a tirarli fuori. Ora mi piacerebbe proseguire sul tema degli italiani nel mondo, magari con qualche storia in Afghanistan dei nostri archeologi e antropologi che hanno lavorato lì meglio di qualsiasi altro al mondo. Anche questo è un modo per interpretare le guerre. Se spolveri gli scaffali della storia qui in Italia vengono giù storie che Hollywood se le può sognare”. Il film è realizzato in Full HD, con il linguaggio e il format del documentario divulgativo internazionale. Lo stile narrativo improntato alla divulgazione, usa fonti iconografiche storiche ma anche immagini e personaggi della Cina e dell’Italia di oggi, allo scopo di rafforzare il legame tra eventi storici e contemporanei, sottolineando gli elementi di dialogo, di scambio. Attraverso le voci della Cina e dell’Italia di oggi, il docufilm è l’occasione per mettere a confronto idee e prospettive sulla vicenda storica del missionario maceratese ma anche sul presente.

 

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