Il papa: essere santi non è un lusso per pochi. Affollata l’udienza a Castelgandolfo

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Non è bastato il cortile della Villa di Castelgandolfo per accogliere questa mattina le migliaia di pellegrini che alle 10.30 hanno ascoltato le parole di papa Benedetto XVI per la udienza generale del mercoledì. Affacciato come d’ abitudine dal balcone il Papa ha ricordato come la Chiesa ogni giorno ci propone dei santi e dei beati da invocare e da imitare, e si è soffermato in particolare a considerare i santi di cui ricorre la memoria in questa settimana di agosto.

In centinaia lo hanno atteso sulla piazza del paese e il Papa si è affacciato per salutare, altri lo attendevano nella Sala degli Svizzeri. Da San Giovanni Eudes, “che di fronte al rigorismo dei giansenisti promosse una tenera devozione” ai Sacri Cuori, il papa è passato a ricordare Bernardo di Chiaravalle “chiamato “dottore mellifluo”, perché eccelleva “nel far distillare dai testi biblici il senso che vi si trova nascosto”. Chiamato a viaggiare per l’ Europa per le necessità della Chiesa è stato“definito anche “dottore mariano”, ha spiegato il papa, non perché abbia scritto moltissimo sulla Madonna, ma perché ne seppe cogliere l’essenziale ruolo nella Chiesa”.

Un ricordo anche per il papa santo Pio X, “che visse in un periodo storico travagliato.” Benedetto ha ricordato di lui le parole di Giovanni Paolo II:“Ha lottato e sofferto per la libertà della Chiesa, e per questa libertà si è rivelato pronto a sacrificare privilegi ed onori, ad affrontare incomprensione e derisione, in quanto valutava questa libertà come garanzia ultima per l’integrità e la coerenza della fede”.

Infine un ricordo alla festa della Beata Maria Vergine Regina, voluta da Pio XII nel 1955,”che il rinnovamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II ha posto a complemento della solennità dell’Assunta, poiché i due privilegi formano un unico mistero.” Un pensiero poi a Santa Rosa da Lima, prima santa canonizzata del continente latinoamericano, del quale è patrona principale.”

Isanti costituiscono il commento più importante del Vangelo,Diceva von Balthasar e Jean Guitton li descriveva “come i colori dello spettro in rapporto alla luce”, per questo è “importante e proficuo” l’impegno di coltivare la conoscenza e la devozione dei santi, accanto alla quotidiana meditazione della Parola di Dio e a un amore filiale verso la Madonna!” ha chiosato il papa. Ed ha poi concluso con un consiglio per le ferie:”prendere in mano la biografia e gli scritti di qualche santo o santa in particolare”, perchè “la santità non è un lusso, non è un privilegio per pochi” ma “il destino comune di tutti gli uomini chiamati ad essere figli di Dio.”

I santi “normali” sono i santi abitualmente voluti da Dio. Quindi“lasciamoci per questo attrarre dal soprannaturale fascino della santità!” Dopo la catechesi il papa ha salutato i fedeli nelle diverse lingue. In particolare si è rivolto ai polacchi:” La settimana scorsa la Polonia è stata colpita a tempeste e uragani, eventi insoliti per quella regione. Vi sono stati morti e feriti. Tanti hanno erso il patrimonio di una intera vita. A quanti in qualsiasi modo hanno subito danno a causa di questa sciagura, voglio assicurare la mia vicinanza spirituale e il ricordo nella preghiera.”

Nel saluto sulla piazza il papa ha ripreso il tema delle vite dei santi in particolare di san Bernardo di Chiaravalle. “È un uomo che ha creato pace e così ci mostra come vivere il Vangelo.” Anche di san Pio X il papa ha ricordato che “ha rinnovato la liturgia e così ha rinnovato la Chiesa dall’interno.” I santi “sono una libera interpretazione del Vangelo e ci guidano nelle nostre strade.”

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