Il papa all’Angelus: “Il maligno semina guerra; Dio crea la pace”.
“Il maligno cerca sempre di rovinare l’opera di Dio, seminando divisione nel cuore umano, tra corpo e anima, tra l’uomo e Dio, nei rapporti interpersonali, sociali, internazionali, e anche tra l’uomo e il creato”. Parla del male il Papa all’Angelus di oggi. E spiega: “Il maligno semina guerra; Dio crea pace”. Ma non bisogna avere paura, sembra dire Benedetto XVI, che ripercorrendo le letture di oggi, fa vedere che “Dio è il Pastore dell’umanità”, cioè “Dio vuole per noi la vita, vuole guidarci a buoni pascoli, dove possiamo nutrirci e riposare; non vuole che ci perdiamo e che moriamo, ma che giungiamo alla meta del nostro cammino, che è proprio la pienezza della vita”.
In altre parole, l’approccio divino non è molto diverso da “quello che desidera ogni padre e ogni madre per i propri figli: il bene, la felicità, la realizzazione”. A tal proposito Benedetto XVI ricorda come “nel Vangelo Gesù si presenta come Pastore delle pecore perdute della casa d’Israele. Il suo sguardo sulla gente è uno sguardo ‘pastorale’”.
E come si realizza tutto questo? “Gesù incarna Dio Pastore col suo modo di predicare e con le sue opere – dice il papa -, prendendosi cura dei malati e dei peccatori, di coloro che sono «perduti», per riportarli al sicuro, nella misericordia del Padre”.
Proprio oggi ricorre la memoria liturgica della “Maddalena” Maria di Magdala, una “tra le «pecore perdute» che Gesù ha portato in salvo”, liberandola da “sette demoni” e “da un totale asservimento al maligno”.
“Guarigione”, che secondo il papa “consiste in una pace vera, completa, frutto della riconciliazione della persona in se stessa e in tutte le sue relazioni: con Dio, con gli altri, con il mondo”.
Dopo la preghiera mariana il papa ha ricordato che “tra qualche giorno avrà inizio, a Londra, la XXX edizione dei Giochi Olimpici”. “Le Olimpiadi – ha continuato – sono il più grande evento sportivo mondiale, a cui partecipano atleti di moltissime nazioni, e come tale riveste anche un forte valore simbolico. Per questo la Chiesa Cattolica guarda ad esse con particolare simpatia e attenzione. Preghiamo affinché, secondo la volontà di Dio, i Giochi di Londra siano una vera esperienza di fraternità tra i popoli della Terra”.
Inoltre, salutando in inglese, Benedetto XVI si è detto “profondamente colpito dalla violenza insensata che ha avuto luogo in Aurora, a Denver, e addolorato per la perdita di vite umane nel recente disastro del traghetto” naufragato “nei pressi di Zanzibar. Condivido il dolore delle famiglie e degli amici, delle vittime e dei feriti, soprattutto i bambini. Voglio garantire a tutti voi la mia vicinanza nella preghiera, vi do’ la mia Benedizione, pegno di consolazione e forza nel Signore risorto”.


























