Ferrara: il terremoto ha abbatuto le Chiesa ma non la vita delle parrocchie

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Crescere in creatività è la vera sfida che i terremoti dell’Emilia-Romagna hanno lanciato alle Diocesi colpite. Tra queste la Diocesi di Ferrara-Comacchio che attualmente conta 85 chiese chiuse per danni o motivi di sicurezza. Don Marco Bezzi, Economo della Diocesi e Responsabile della Pastorale Giovanile, racconta così la situazione: “Stiamo pensando prima di tutto alle persone, ovvero ai parroci e alle loro comunità, quindi alle chiese, con annesse canoniche, e alla salvaguardia dei beni storici e culturali. Le persone hanno ancora fede e cercano luoghi di culto per celebrare matrimoni, battesimi, funerali, per ricevere i sacramenti. In molti casi oggi le funzioni si svolgono in capannoni, tendopoli, in parti di canoniche agibili, in stanze e sale extraparrocchiali”. Nella centralissima Parrocchia della Sacra Famiglia di Ferrara, ad esempio, i fedeli montano e smontano le panchine e le sedie per le S. Messe nel cortile dell’asilo parrocchiale, davanti alla grotta dedicata alla Madonna, prima di riordinare i giochi e le attrezzature ludiche per i bambini.

Gli eventi tellurici hanno stimolato anche la fantasia del Servizio di Pastorale Giovanile che ha realizzato la serata “Cristo al centro dell’epicentro” di adorazione animata fra i gazebo attigui alla pericolante parrocchia di Bondeno. Il luogo è stato raggiunto dal capo opposto della Diocesi mediante un pullman offerto da un benefattore. Vincenzo, dell’organizzazione, ricorda: “Hanno partecipato tutte le parrocchie del vicariato. Abbiamo incontrato ragazzi provati, preoccupati del futuro ma anche tanta voglia di andare avanti, di aggrapparsi di più a Dio, perché “l’uomo nella prosperità non comprende” ma nella difficoltà alza lo sguardo al cielo. I giovani di Bondeno si sono resi disponibili per cose pratiche (montare gli striscioni, recuperare i cavi elettrici, predisporre le fiaccole, suonare la chitarra) ed è stato un momento di intensa preghiera per il nostro territorio, un segno di vicinanza reciproca che ha messo Cristo al centro del dramma che stavamo vivendo”.

Irene Ciambezi, Responsabile della casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII di Gavello, paese terremotato, dal 25 maggio ad oggi è quotidianamente impegnata in varie attività di solidarietà: “Nelle prime settimane mi sono occupata soprattutto dell’animazione dei bambini nei campi attrezzati e del loro recupero psicologico attraverso la storia del Mago di Oz. Dunque, come Associazione Papa Giovanni XXIII, abbiamo iniziato a seguire un centinaio di famiglie (circa 400 persone) che attualmente accompagnamo nelle necessità quotidiane, con priorità alle donne in dolce attesa e agli anziani. La nostra attività è attualmente concentrata nella distribuzione di alimenti con la collaborazione di giovani volontari, di studenti delle scuole superiori e dei parrocchiani dei vicariati ferraresi. Tutti i martedì alle 19.30 proponiamo la S.Messa e una cena fraterna, tutti i giorni accogliamo persone per la preghiera mattutina. Si stabiliscono in questo modo relazioni positive, occasioni di dialogo che aiutano ad attraversare la rabbia e i sentimenti di smarrimento per la perdita di beni, di familiari e del lavoro.

Ai nostri momenti di lavoro e preghiera e attività si uniscono volentieri anche persone non credenti o non praticanti. L’esperienza del terremoto è un grande invito ad integrarsi con la storia, a cambiare testa e soprattutto programmi, per trovare nuove forme di occuparsi di tutti.”

 

Conto corrente aperto dall’Arcidiocesi, per la solidarietà verso i terremotati:

Intestatario: ARCIDIOCESI DI FERRARA-COMACCHIO CORSO MARTIRI DELLA LIBERTA’, 77-44121 FERRARA (FE) banca: BANCA POPOLARE DI RAVENNA codice IBAN: IT 76 C 05640 13001 000000159541 causale: “CARITAS EMERGENZA TERREMOTO”

151.11.48.50