Numeri ufficiali Covid-19. Il caso delle scarcerazioni dei boss. A Milano dimostranti multati: è iniziata la repressione
Dati Covid-19 comunicati dal Dipartimento della Protezione Civile alle ore 18.00 del 6 maggio 2020
In isolamento domiciliare: 74.426 (-6.344)
Ricoverati con sintomi: 15.769 (-501)
In terapia intensiva: 1.333 (-94)
Deceduti: 29.684 (+369)
Il balzo dei guariti si deve al recupero di dati dei giorni precedenti, in particolare in Lombardia.

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia
Media giornaliera dei decessi: 391 (0)
Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi
[A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]
Numero giorno -Data – Decessi del giorno [*] (Totale decessi) – Media giornaliera dei decessi (arrotondata)
1 – 21.02 – 1 (1) – 1
2 – 22.02 – 1 (2) – 1
3 – 23.02 – 1 (3) – 1
4 – 24.02 – 3 (6) – 1
5 – 25.02 – 1 (7) – 1
6 – 26.02 – 5 (12) – 2
7 – 27.02 – ? (?) – ?
8 – 28.02 – ? (21) – 3
9 – 29.02 – 8 (29) – 3
10 – 01.03 – 5 (34) – 3
11 – 02.03 – ? (?) – ?
12 – 03.03 – ? (79) – 7
13 – 04.03 – 28 (107) – 8
14 – 05.03 – 41 (148) – 11
15 – 06.03 – 49 (197) – 13
16 – 07.03 – 36 (233) – 15
17 – 08.03 – 133 (366) – 22
18 – 09.03 – 97 (463) – 26
19 – 10.03 – 168 (631) – 33
20 – 11.03 – 196 (827) – 41
21 – 12.03 – 189 (1.016) – 48
22 – 13.03 – 250 (1.266) – 58
23 – 14.03 – 175 (1.441) – 63
24 – 15.03 – 368 (1.809) – 75
25 – 16.03 – 349 (2.158) – 86
26 – 17.03 – 345 (2.503) – 96
27 – 18.03 – 475 (2.978) – 110
28 – 19.03 – 427 (3.405) – 122
29 – 20.03 – 627 (4.032) – 139
30 – 21.03 – 793 (4.825) – 161
31 – 22.03 – 650 (5.475) – 177
32 – 23.03 – 602 (6.077) – 189
33 – 24.03 – 743 (6.820) – 207
34 – 25.03 – 683 (7.503) – 221
35 – 26.03 – 662 (8.165) – 233
36 – 27.03 – 969 (9.134) – 254
37 – 28.03 – 889 (10.023) – 271
38 – 29.03 – 756 (10.779) – 284
39 – 30.03 – 818 (11.597) – 297
40 – 31.03 – 831 (12.428) – 311
41 – 01.04 – 727 (13.155) – 321
42 – 02.04 – 760 (13.915) – 331
43 – 03.04 – 766 (14.681) – 341
44 – 04.04 – 681 (15.362) – 349
45 – 05.04 – 525 (15.887) – 353
46 – 06.04 – 636 (16.523) – 359
47 – 07.04 – 604 (17.127) – 364
48 – 08.04 – 542 (17.669) – 368
49 – 09.04 – 610 (18.279) – 373
50 – 10.04 – 570 (18.849) – 377
51 – 11.04 – 619 (19.468) – 382
52 – 12.04 – 431 (19.899) – 383
53 – 13.04 – 566 (20.465) – 386
54 – 14.04 – 602 (21.067) – 390
55 – 15.04 – 578 (21.645) – 394
56 – 16.04 – 525 (22.170) – 396
57 – 17.04 – 575 (22.745) – 399
58 – 18.04 – 482 (23.227) – 400
59 – 19.04 – 433 (23.660) – 401
60 – 20.04 – 454 (24.114) – 402
61 – 21.04 – 534 (24.648) – 404
62 – 22.04 – 437 (25.085) – 405
63 – 23.04 – 464 (25.549) – 406
64 – 24.04 – 420 (25.969) – 406
65 – 25.04 – 415 (26.384) – 406
66 – 26.04 – 260 (26.644) – 404
67 – 27.04 – 333 (26.977) – 403
68 – 28.04 – 282 (27.359) – 402
69 – 29.04 – 323 (27.682) – 401
70 – 30.04 – 285 (27.967) – 400
71 – 01.05 – 269 (28.236) – 398
72 – 02.05 – 474 (28.710) – 399
73 – 03.05 – 174 (28.884) – 396
74 – 04.05 – 195 (29.079) – 393
75 – 05.05 – 236 (29.315) – 391
76 – 06.05 – 369 (29.684) – 391
[*] Dati forniti dal Dipartimento della Protezione Civile.
[?] Dati non forniti dal Dipartimento della Protezione Civile (invece, nei totali complessivi sono inclusi i dati dei decessi mancanti).

La scarcerazione dei boss causa coronavirus
La Repubblica pubblica l’elenco di 376 boss scarcerati dal Dap, che poi aveva portato alle dimissioni del suo responsabile, Bofandini e la nomina dei nuovi vertici.
Nonostante le accuse del giudice Di Matteo, che si ritiene vittime dei veti del Ministro della giustizia “suggeritegli” dai boss mafiosi, Alfonso Bonafede fa sapere di essersi “pentito” ma non si dimette. Starebbe studiando, secondo indiscrezioni, un intervento normativo per consentire alla magistratura di sorveglianza di rivalutare le scarcerazioni di esponenti della criminalità organizzata, motivate da questioni di salute legate all’emergenza coronavirus, alla luce del mutato quadro sanitario. Fonti del Ministero della giustizia spiegano che il Guardasigilli sta ragionando su quale normativo utilizzare.
Il Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho considera questa ipotesi di rimandare dentro i boss fatta trapelare da Bonafede, “una buona soluzione”. Aveva espresso la sua “sorpreso” per le scarcerazioni di alcuni detenuti al 41 bis a causa del coronavirus, nel corso della videoconferenza per le manifestazioni per il 28° anniversario della strage di Capaci. “Il mio ufficio, nel mese di aprile, cioè un mese dopo che era stata diramata la circolare, l’esigenza che venisse sottoposta ai magistrati di sorveglianza la situazione patologica in cui versavano alcuni detenuti e i magistrati di sorveglianza hanno deciso ritenendo che la posizione carceraria di alcuni di essi o comunque do coloro che si trovano o in detenzione domiciliare o in libertà fosse incompatibile con la prosecuzione del carcere in cui si trovavano.Devo dire che sicuramente, per quanto riguarda i detenuti al regime speciale di cui 41 bis, questo ci ha sorpreso perché evidentemente chi si trova in regime speciale è in una situazione nella quale non può avere rapporti con altri, quindi il problema poteva esser determinato dal Polizia penitenziarie ciò faceva pensare che l’amministrazione penitenziaria non fosse intervenuta sufficientemente”.

Scrive La Repubblica: “Sono 376 fra mafiosi e trafficanti di droga. A Palermo, 61. A Napoli, 67. A Roma, 44. A Catanzaro, 41. A Milano, 38. A Torino, 16. Tutti mandati ai domiciliari per motivi di salute e rischio Covid, nell’ ultimo mese e mezzo. Una lista riservata che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha inviato solo mercoledì scorso alla commissione parlamentare antimafia, che l’ aveva sollecitata più volte al capo del Dap Francesco Basentini, che alla fine si è dimesso, travolto dalle polemiche per le scarcerazioni”.
“Le cinque pagine della lista riservata del Dap svelano che adesso si trova ai domiciliari uno dei boss più pericolosi di Palermo: Antonino Sacco, l’erede dei fratelli Graviano, gli uomini delle stragi del 1992-1993, per i magistrati faceva parte del triumvirato che ha retto di recente il potente mandamento di Brancaccio. Ai domiciliari è tornato anche Gino Bontempo, uno dei padrini della mafia dei pascoli che fino a gennaio dettava legge sui Nebrodi. Dopo aver finito di scontare un’altra condanna aveva messo in piedi una rete di insospettabili professionisti per una maxi truffa all’ Unione Europea, così ha razziato finanziamenti per milioni di euro”.
Scarcerato anche Francesco Ventrici, uno dei principali broker del traffico internazionale di cocaina, il manager a servizio della ‘Ndrangheta, Fabio Costantino, della famiglia Mancuso di Limbadi. Ed ancora, Ciro Quindici, del clan Mazzarella di Napoli, Emilio Pisano, il cognato del boss di Arena ora tornato in Calabria, Giosuè Fioretto, cassiere dei Casalesi, Rosalia Di Trapani, moglie del boss della Cupola Salvatore Lo Piccolo, Nicola Capriati, manager della droga inviato in missione dalla Sacra Corona Unita a Verona, Vito D’ Angelo, socio di Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993.
Altri sono ancora in attesa di giudizio su questi il ministero della Giustizia non ha alcuna competenza, tutte le valutazioni spettano a gip, tribunali e corti d’appello. Ma sono i numeri a fare impressione. Anche se dal 41 bis sono usciti solo in tre: il camorrista Pasquale Zagaria, il palermitano Francesco Bonura e lo ‘ndranghetista Vincenzo Iannazzo. Tutti gli altri erano però inseriti nei reparti della cosiddetta “Alta sicurezza 3”.
E per 63 detenuti dell’Alta sicurezza sono stati i Direttori degli istituti penitenziari a sollecitare la magistratura ad adottare provvedimenti. Inquietante.
Ristoratori milanesi chiedono aiuto per ripartire. Ma vengono multati
Con il coronavirus Italia è diventati un Paese nel quale è impossibile dissentire o manifestare i propri problemi, civilmente. Tutto normale? È accettabile che vengano multati ristoratori o commercialisti o operai, che urlano la loro disperazione? È iniziata la repressione.
Gravissimo quanto è successo oggi a Milano: la polizia è intervenuta subito in forze con gli agenti della Digos, per identificare e multare, per il non rispetto delle disposizioni di sicurezza imposte dai Dpcm governativi, i ristoratori milanesi che manifestavano pacificamente – e tutti i partecipanti fossero dotati di mascherina e rispettassero la distanza di sicurezza – per chiedere aiuto al governo Conte e magari la possibilità di riaprire in anticipo rispetto alla data prevista del 1̊ giugno, visto anche il consistente calo della curva dei contagi soprattutto in Lombardia.
Il fatto viene ripresa in diretta dalle telecamere della trasmissione televisiva L’Aria che Tira suscitando lo sconcerto della conduttrice Myrta Merlino: “Chiamiamo la Questura e cerchiamo delucidazioni. Come è possibile che si sia solerti sulle multe e non sui soldi per la ripartenza? Perché la Digos è intervenuta? Sono testimone oculare che era tutto tranquillo prima delle multe, con l’arrivo della Digos sono partiti gli assembramenti. È un ordine irrazionale. Occorre buon senso”.
Una coppia di dimostranti, marito e moglie, che è stata multata di 400 euro a testa: “Paghiamo le tasse in due e il decreto Cura Italia ha dato 600 euro a me e niente a mia moglie, ma la multa la fanno ad personam. Siamo chiusi da marzo e ora ci multano?! Adesso il poliziotto della Digos mi ha risposto ‘se avete rimostranze chiamate il 112’, lo fanno per attenersi alla sicurezza, ma di che parlano? Lasciano a casa quelli del 41bis e a noi ci fanno le multe”. Un altro ristoratore spiega: “Volevamo solo visibilità per le nostre richieste, eravamo qui in maniera totalmente corretta e pacifica, le forze dell’ordine prima ci hanno identificato e poi è arrivata la Digos che ha iniziato a farci i verbali”.
Non è ammissibile che in piena catastrofe economica, con quasi la metà delle attività che rischiano la chiusura e milioni di persone abbandonate dal governo Conte, nell’Italia dei giallofucsia i commercianti debbano anche subire queste vessazioni.
Cina, accuse dalla Francia: virus già ai giochi militari di ottobre a WuhanCina, accuse dalla Francia: virus già ai giochi militari di ottobre a Wuhan
La pentatleta Elodie Clouvel: “Ho avuto problemi mai avuti prima”. L’ex olimpionico Tagliariol: “Tre settimane con la febbre forte”
Repubblica.it, 6 maggio 2020
ROMA – Giochi pericolosi a Wuhan. Già a ottobre scorso (18-27), il Coronavirus potrebbe aver assestato i suoi colpi tra i 10 mila atleti che hanno partecipato ai Giochi Mondiali militari nella città cinese focolaio del Covid 19. Tra i molti che hanno accusato sintomi riconducibili al virus che ha messo in ginocchio il mondo, anche l’olimpionico della spada a Pechino 2008, Matteo Tagliariol, parte della delegazione italiana composta da circa 200 persone: “Quando si è cominciato a parlare del virus, senza nessuna competenza medica, mi sono detto: allora l’ho preso. Ho 37 anni, sono sportivo, sono stato davvero molto male rispetto ai miei standard”.
L’azzurro, che non ha fatto tampone o test sierologico, ha raccontato di una “strana influenza, particolarmente virulenta: al ritorno in Italia sono stato male tre settimane. È stata piuttosto virulenta, con patologie respiratorie: è vero che sono asmatico e dunque un’influenza mi prende tendenzialmente ai bronchi, ma non sono stato meglio dopo dei cicli di antibiotico. Dopo tre settimane è andata via e non mi è più venuta”. Anche la sua compagna, la fiorettista azzurra Martina Batini, ha avuto qualche sintomo, “ma in maniera più lieve. In quei giorni mangiavo poco, quindi non ho fatto caso ad una mancanza di gusto e olfatto, come capita spesso a chi soffre di questa malattia. Posso dire che, rispetto a una normale influenza, è durata tanto ed è stata molto forte, però non ho competenze mediche per sbilanciarmi oltre”.
Lo fanno i colleghi francesi, andati a Wuhan con una delegazione di 406 persone tra cui 281 atleti: la pentatleta Elodie Clouvel, intervistata dall’emittente televisiva Loire7, ha spiegato di non temere il contagio di Covid 19: “Penso che con Valentin (Belaud, altro pentatleta) abbiamo già avuto il coronavirus perché eravamo a Wuhan per i Giochi Militari. Ci siamo ammalati, lui ha saltato tre giorni di allenamenti, io ho avuto problemi mai avuti prima. E quando abbiamo parlato con un medico militare, ci ha detto: penso che l’abbiate già avuto perché gran parte della delegazione si è ammalata”.
Ma il ministero delle forze armate di Parigi smentisce: “La delegazione francese ha beneficiato del monitoraggio medico, prima e durante i Giochi a Wuhan, con un team dedicato composto da circa venti persone. Non vi sono stati in seno alla delegazione francese casi dichiarati durante e al ritorno dai Giochi assimilabili, a posteriori, a casa di Covid 19. Finora, per quanto ne sappiamo, nessun altro paese rappresentato all’evento di Wuhan ha segnalato casi simili. Il primo caso di Covid 19 è stato segnalato dalla Cina all’Oms solo a fine dicembre, due mesi dopo la fine dell’evento”. Prima, solo brutti raffreddori?

Postcriptum
“Hebt u vandaag iets over de hervatting van erediensten gehoord? Ik niet. Terecht. Wie zich als nulliteit opstelt, verdient het als nulliteit behandeld te worden – Hai sentito parlare oggi della ripresa del culto? Io no. Giustamente. Chi si pone come nullità, merita di essere trattata come nullità“ (Fernand Keuleneer, 6 maggio 2020).




























