La sospetta insistenza sulla non obbligatorietà di app e anche di smartwatch e di braccialetti fitness per tracciamento. Big Bother is Watching You

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Dati Covid-19 comunicati dal Dipartimento della Protezione Civile alle ore 18.00 del 22 aprile 2020

In isolamento domiciliare: 81.510 (+ 406)
Ricoverati con sintomi: 23.805 (- 329)
In terapia intensiva: 2.384 (- 87)
Deceduti: 25.085 (+437)

Verifica del “trend” dell’epidemia (calcolato dallo Staff del “Blog dell’Editore” con il sistema “tutor”)

Media giornaliera dei decessi (dal 21 febbraio al 22 aprile 2020): 405 (+1)

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi
[A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]
Numero giorno -Data – Decessi del giorno [*] (Totale decessi) – Media giornaliera dei decessi (arrotondata)

1 – 21.02 – 1 (1) – 1
2 – 22.02 – 1 (2) – 1
3 – 23.02 – 1 (3) – 1
4 – 24.02 – 3 (6) – 1
5 – 25.02 – 1 (7) – 1
6 – 26.02 – 5 (12) – 2
7 – 27.02 – ? (?) – ?
8 – 28.02 – ? (21) – 3
9 – 29.02 – 8 (29) – 3
10 – 01.03 – 5 (34) – 3
11 – 02.03 – ? (?) – ?
12 – 03.03 – ? (79) – 7
13 – 04.03 – 28 (107) – 8
14 – 05.03 – 41 (148) – 11
15 – 06.03 – 49 (197) – 13
16 – 07.03 – 36 (233) – 15
17 – 08.03 – 133 (366) – 22
18 – 09.03 – 97 (463) – 26
19 – 10.03 – 168 (631) – 33
20 – 11.03 – 196 (827) – 41
21 – 12.03 – 189 (1.016) – 48
22 – 13.03 – 250 (1.266) – 58
23 – 14.03 – 175 (1.441) – 63
24 – 15.03 – 368 (1.809) – 75
25 – 16.03 – 349 (2.158) – 86
26 – 17.03 – 345 (2.503) – 96
27 – 18.03 – 475 (2.978) – 110
28 – 19.03 – 427 (3.405) – 122
29 – 20.03 – 627 (4.032) – 139
30 – 21.03 – 793 (4.825) – 161
31 – 22.03 – 650 (5.475) – 177
32 – 23.03 – 602 (6.077) – 189
33 – 24.03 – 743 (6.820) – 207
34 – 25.03 – 683 (7.503) – 221
35 – 26.03 – 662 (8.165) – 233
36 – 27.03 – 969 (9.134) – 254
37 – 28.03 – 889 (10.023) – 271
38 – 29.03 – 756 (10.779) – 284
39 – 30.03 – 818 (11.597) – 297
40 – 31.03 – 831(12.428) – 311
41 – 01.04 – 727 (13.155) – 321
42 – 02.04 – 800 (13.915) – 331
43 – 03.04 – 766 (14.681) – 341
44 – 04.04 – 681 (15.362) – 349
45 – 05.04 – 525 (15.887) – 353
46 – 06.04 – 636 (16.523) – 359
47 – 07.04 – 604 (17.127) – 364
48 – 08.04 – 542 (17.669) – 368
49 – 09.04 – 610 (18.279) – 373
50 – 10.04 – 570 (18.849) – 377
51 – 11.04 – 619 (19.468) – 382
52 – 12.04 – 431(19.899) – 383
53 – 13.04 – 566 (20.465) – 386
54 – 14.04 – 602 (21.067) – 390
55 – 15.04 – 578 (21.645) – 394
56 – 16.04 – 525 (22.170) – 396
57 – 17.04 – 575 (22.745) – 399
58 – 18.04 – 482 (23.327) – 402
59 – 19.04 – 433 (23.660) – 401
60 – 20.04 – 454 (24.114) – 402
61 – 21.04 – 534 (24.648) – 404
62 – 22.04 – 437 (25.085) – 405

[*] Dati forniti dal Dipartimento della Protezione Civile.

La Notiziona del giorno

Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede N. 242, 22.04.2020
Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, 22.04.2020

Questa mattina, nell’Aula vecchia del Sinodo, ha avuto luogo una riunione straordinaria presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, alla presenza dei vertici dei Dicasteri ed Enti della Santa Sede.
Obiettivo dell’incontro era quello di riflettere su una seconda fase dell’emergenza da Covid-19, che avrà inizio dal prossimo 4 maggio.
È stato sottolineato lo sforzo impiegato dalla Santa Sede per far fronte alla crisi in modo sostenibile. Inoltre è stata decisa la graduale riattivazione dei servizi ordinari, pur salvaguardando le precauzioni sanitarie atte a limitare il contagio, in modo da assicurare il servizio al Santo Padre e alla Chiesa Universale.

Interpretazione autentica, cioè tradotto, significa: “Quello che stiamo vivendo nel territorio italiano, loro lo vivono nel territorio vaticano” (Valentina Villano).

Documenti trafugati al Governatorato S.C.V. 2020. Inchiesta “Hänsel e Gretel” sulle tracce dei traditori – 22 aprile 2020
S.C.V. 20 aprile 2020: “Vietato venire al lavoro con febbre”. Emerge la questione “fuga di notizie” dalla Segreteria Generale 2011 e 2017 – 21 aprile 2020

Questa insistenza sulla non obbligatorietà di app e anche gli smartwatch e i braccialetti fitness per tracciamento, suona come quando la nonna disse: “Vieni qui, non ti faccio niente”.

Germania studia tracciamento con braccialetti

Oltre alle app anche gli smartwatch e i braccialetti fitness possono contribuire al tracciamento del coronavirus. E dopo il Liechtenstein ci sta pensando anche la Germania. Secondo il sito Ndr, da qualche settimana il Robert Koch Institute, che si occupa di gestire ogni aspetto della diffusione del Covid-19 nella Repubblica Federale, sta testando la possibilità di portare l’app Corona Datenspende anche sui dispositivi indossabili che già registrano parametri sanitari di un utente come il battito cardiaco e la temperatura corporea. “Gli indicatori dell’infezione del virus che derivano dai sensori sono più affidabili dell’input manuale dei sintomi nello smartphone”, ha osservato Oliver Amft che presiede la cattedra di salute digitale alla Università Friedrich Alexander di Erlangen e Norimberga. Secondo Ndr, dopo il download dell’app viene richiesto un codice postale e creato un profilo con un ID utente univoco, pseudoanonimizzato, così come chiede la legge europea sulla privacy. I parametri corporei vengono inviati direttamente al Robert Koch Institute. L’app funziona sia su dispositivi Apple, sia su dispositivi Android ed è volontaria.
Da qualche giorno è partito un progetto pilota nel Liechtenstein grazie al quale sono stati distribuiti braccialetti biometrici ad un campione della popolazione (il 5%), per scoprire in tempo utile eventuali contagi e contenerne la diffusione. Se avrà successo, il modello sarà replicato su tutti i cittadini in autunno, quando secondo le autorità del Principato sarà altamente probabile una seconda ondata pandemica.

Morti in ospizio per coronavirus: i dati peggiori in Emilia Romagna – 57,7% dei decessi è stato causato dal Covid
La Lombardia è al centro di numerose inchieste giudiziarie sulle residenze per anziani. Se fosse governata dalla sinistra, anche con un triste record di fatalità, non accadrebbe
di Renato Farina
Libero, 22 aprile 2020

Il 14 aprile scorso l’Istituto superiore di sanità (Iss) diffuse i dati sul contagio da Covid-19 all’interno delle Rsa (le case di riposo riconosciute dalle Regioni). Da quel report risultava che il dato peggiore sui morti da Corona negli ospizi apparteneva all’Emilia-Romagna. Una sorpresa che pochi hanno sperimentato, perché l’informazione corrente lo ha taciuto o nascosto. Le cifre parlavano e parlano, ma essendo disdicevoli per la linea politica dei quotidiani tesi all’unisono nella criminalizzazione della Lombardia, tanto vale seppellirle, cremarle, inumarle in segreto. La verità è spesso antipatica. Il fatto è che, nell’arco trimestrale dell’emergenza pandemica, considerata l’Italia intera, la percentuale tra tutti i deceduti nelle case di riposo in Italia, è addebitabile per il 40,2 al Corona. In cima alla graduatoria, pareggiando la letalità degli ospizi spagnoli, ecco la Regione rossa per eccellenza, segnalata tuttora per fama universale e mai sfiorata da dubbio alcuno di buon governo: lì c’è stato il 57,7 per cento di decessi dovuti al Covid, mentre la Lombardia, epicentro planetario dell’aggressività del contagio, seguiva con il 53,4. Quanto a province, il 14 aprile, in testa figurava Bergamo, città del focolaio più spaventoso al mondo, ben più feroce che a Wuhan. E chi dopo Bergamo? Altra sorpresa: non Brescia e neppure Lodi o Milano, ma Reggio Emilia.
Perché rilanciamo questa notizia? Perché è una notizia occultata e per giustizia. Non si tratta di essere campanilisti in una gara assurda. Ma di chiedersi perché – e lasciare ai lettori la risposta – sul perché i riflettori si siano concentrati sulla Lombardia con la pretesa di illuminare un lager, dove gli anziani sono stati identificati e rastrellati come ebrei un premeditato sterminio nelle Rsa lombarde e anzitutto nel simbolicissimo “Pio Albergo Trivulzio”. Non stiamo esasperando una vaga allusione o colorando macabramente una metafora suggestiva, ma parafrasando un vero e proprio atto di accusa da Tribunale dell’Aia per genocidio. Carlo Verdelli disegna con matita precisa i contorni di un delitto contro l’umanità: «La vergogna del Trivulzio di Milano e di tante altre residenze per anziani somiglia a quella dei campi di concentramento dove i meno adatti al lavoro venivano accompagnati ai famigerati stanzoni delle docce da cui non sarebbero più usciti. Si salvi chi serve. Qualcuno, prima o poi, dovrà renderne conto». Qualcuno chi? Ma dai che era fin troppo chiaro già allora. I nomi dei capi delle Ss erano sottintesi. L’allusione era al bunker degli orrori, o forse al Nido d’Aquila, in cima al grattacielo della Regione Lombardia. Una giustificazione poteva forse esserci in quei giorni. Ma è arrivato il bollettino dell’Iss, e il bersaglio dei razzi di fango è rimasto quello lì. Neppure un ripensamento. Nel frattempo alla campagna del quotidiano fondato da Scalfari, a quella data fatidica, si erano accodati il Corriere della Sera con Milena Gabanelli, Il Fatto e il Tg1. Nessun aggiustamento, figuriamoci, davanti alla testardaggine dei numeri, da parte dei media main-stream, come si dice, quelli dell’establishment insomma, uniti in uno strano appoggio al governo Conte e ai giallo-rossi. La vignetta del Corriere della Sera, a firma Giannelli, ha supportato lo stato d’animo e dato humor alla retata. Il disegno mostra le guardie all’opera nell’ex Baggina, con tanto di mascalzone in manette. Dice il testo: «Sotto inchiesta a ventotto anni dall’arresto di Mario Chiesa». Dalle finestre un ospite dice: «Possibile ci sia ancora un mariuolo?!» (18 aprile). Coincidenze fantastiche, ottime per procedere compatti nella direzione sperimentata ai tempi di Tangentopoli. Ricordate? Si partì dalla Baggina (il Trivulzio nel mito milanese) per arrivare al mandante, cioè a Craxi; oggi chi sarà mai il neo-Cinghialone? Indovinala grillo… Ovvio: oggi la giunta regionale presieduta da Attilio Fontana che risponderebbe a Matteo Salvini e più vastamente al centrodestra, in dichiarata continuità continuità con le politiche sanitarie di Roberto Formigoni. A questo punto ecco scattare la truffa dialettica.
(a) Il sistema sanitario lombardo è colpevole della strage dei vecchi.
(b) A crearlo è stato Formigoni.
(c) Formigoni è stato condannato per corruzione.
(d) Fontana & C. sono corrotti e mandanti di strage.
Ad assumere la titolarità di pm, giudice e boia è stato, dopo un fiacco intervento di Michele Serra, Roberto Saviano, che prima su Le Monde, poi domenica e ieri ha ripetuto le medesime accuse su Repubblica.
Saviano scrive su Le Monde definendosi esperto di criminalità organizzata, in questa veste di scienziato giudica il sistema sanitario lombardo come mafioso, identificandone il metodo con quello della ‘Ndrangheta. Si noti. La comunicazione dei dati era già avvenuta, e i numeri della strage dovrebbero spingere a inchieste magari dalle parti di Stefano Bonaccini in Emilia-Romagna. Ma no, prevale il pregiudizio ideologico, una specie di odio razziale verso ciò che non è meridionale e di sinistra. La Lombardia è perciò fatalmente raccontata e condannata come il male personificato, la corruzione mafiosa irredimibile. Scrive: « Un esempio per comprendere questa dinamica (lombarda e mafiosa, ndr) è quello di Comunione e Liberazione, un’associazione cattolica della quale il corrotto Roberto Formigoni era uomo di punta». Quel è la prova del marciume mafioso endemico in Regione? Ecco il genio al lavoro: «Comunione e Liberazione è potentissima in Lombardia e detta legge; basti pensare alla percentuale maggioritaria, nelle strutture pubbliche, di medici antiabortisti (i quali) hanno molte più possibilità di fare carriera rispetto a quelli non obiettori… dinamiche, che lungi dal rappresentare eccezione gettano una luce sinistra sulla regola seguita in generale». Siccome i medici non sminuzzano i feti, allora si sfogano sui vecchi? Lasciando da parte il sarcasmo, trattasi di un orrore dal punto di vista morale e civile, per cui la libertà di coscienza, che è un diritto incomprimibile, è trasformata in concorso in associazione mafiosa. Un’infermiera ciellina di 24 anni che sta dando la vita assistendo i malati in terapia intensiva gli chiede di rettificare. Niente da fare. Conferma tutto. Il titolo del suo articolone di due pagine, è «La verità», ullallà, è risorto lui a Pasqua, non Gesù Cristo. Che vergogna. A quando un editoriale di Repubblica sui forni crematori di Bonaccini, così, tanto per par condicio?
Si moltiplicano gli attacchi al Sud. Nulla è a caso

La televisione parla male del Sud? Deve giustificare lo scippo di fondi europei da portare al Nord!
Stanno rubando i soldi al Sud e nessun politico che è al Governo o all’opposizione dice nulla. La Fase 2 è la tomba per il Sud. Grazie al PD e al M5S
da Enzo Lionetti [**]
I Nuovi Vespri, 20 aprile 2020

Fateci caso: in questi giorni si moltiplicano gli attacchi al Sud, dalla banale grigliata sui tetti dello Sperone di Palermo al funerale del piccolo centro della Campania. Come si racconta in questo articolo, nulla è a caso: debbono giustificare mediaticamente lo scippo dei fondi europei al Sud per portarli al Nord.
È la triste storia che si ripete. Il Nord ruba i soldi al Sud con il silenzio dei giornali e delle televisioni. Si chiamano fondi strutturali dell’Unione Europea e vengono dati dal bilancio comunitario al Sud Italia per fare impresa, per fare servizi sociali, per fare formazione e per realizzare infrastrutture.
Lo Stato italiano intende prendere questi soldi e dirottarli al Nord, con la scusa del Coronavirus.
Pensate che nel mese di ottobre 2019 il direttore generale per la Politica regionale della Commissione Ue, Marc Lemaitre, con una infuocata lettera al Governo italiano di Giuseppe Conte, ha detto che, se non verrà mantenuto un adeguato livello d’investimenti pubblici nel Mezzogiorno, l’Italia rischia un taglio dei fondi strutturali.
Ora il Governo Conte, con la Task Force nordista e delle multinazionali ha predisposto il piano per la fase 2, con questi propositi:
– togliere miliardi di euro dei fondi strutturali dell’UE per il Sud e portarli al Nord;
– togliere miliardi di euro di cofinanziamento italiano ai fondi strutturali per il Sud per portarli al Nord.
È inaudito che nessun politico meridionale, Presidente di Regione, consiglieri regionali, sindaci di grandi città non facciano sentire la propria voce. Basta che hanno le loro poltrone ben salde e nessuno li smuove.
Sarà il Popolo meridionale a pagare la crisi sanitaria per beneficiare gli industriali ed i politici del Nord che devono continuare a produrre, a fare infrastrutture ed intascare tangenti a più non posso.
Dopo lo scandalo della scoperta del furto di 840 miliardi in vent’anni a danno del Sud denunciato da Eurispes, la storia si ripete con tanto di miliardi che dal Sud vanno al Nord.
Ecco perché i giornali attaccano ogni santo giorno il Sud, dicendo che siamo fannulloni, assistiti, non abbiamo voglia di lavorare e siamo ignoranti.
Ecco perché le televisioni pubbliche e private ogni santo giorno fanno vedere immagini distorte del Sud.
La migliore Italia è il Nord e per questo merita di ripartire ed ha bisogno di denaro, tanto denaro. Anche togliendolo al Sud indisciplinato, sprecone, mafioso e corrotto.
Questa Italia così non va!!! BASTA!!!
Il Sud non è la colonia africana del Nord!!!
Anche se gli assembramenti sono vietati, non potete pensare di rubare tranquillamente soldi al Sud per regalarli al Nord. Siamo pronti alle barricate!
E soprattutto alle prossime elezioni ve la faremo pagare amaramente di questa sciagurata scelta.
Il Movimento 24 Agosto Equità Territoriale chiama per difendere il Sud. È ora di unire tutte le forze in campo per la difesa degli interessi del Popolo Meridionale.
Emergenza Coronavirus, nessun intervento per il Sud Italia!
Ma che sta combinando il Ministro per il Sud Provenzano con i fondi europei del Sud?
[**] Componente Direttivo Nazionale del Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale – Commissione Economia.

Ma infatti, ogni giorno il Dipartimento della Protezione Civile ripeto l’Avviso: a partire dal 28 febbraio il numero dei deceduti sarà confermato dall’Istituto Superiore di Sanità dopo aver stabilito la causa di morte per Coronavirus.

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