Il papa alla Coldiretti: “Alla base della difficoltà economica vi è una crisi morale”

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“Alla base dell’attuale difficoltà economica vi è una crisi morale”, dice Benedetto XVI. Perciò, invita il papa, “adoperatevi con sollecitudine affinché le istanze etiche mantengano il primato su ogni altra esigenza”. Incontro questa mattina con i rappresentati della Coldiretti, nella Sala Clementina in Vaticano. I rappresentati del mondo agricolo ed ittico sono stati ricevuti in occasione del convegno “Agricoltura familiare per uno sviluppo sostenibile”. A loro Benedetto XVI ha detto che “la perdurante crisi economico-finanziaria, con le conseguenti incognite, pone gli imprenditori agricoli e ittici di fronte a sfide inedite e certamente difficili, che voi siete chiamati ad affrontare da cristiani, coltivando un rinnovato e profondo senso di responsabilità, dando prova di solidarietà e di condivisione”. Bisogna quindi riscoprire “i valori spirituali dai quali poi scaturiscono le idee, i progetti e le opere”.

“Su questo terreno etico – ha aggiunto il papa -, occorre che la famiglia, la scuola, il sindacato e ogni altra istituzione politica, culturale e civica svolgano un’importante opera di collaborazione e di raccordo, di stimolo e di promozione, soprattutto per quanto riguarda i giovani. Essi sono carichi di propositi e di speranze, cercano con generosità di costruire il loro avvenire e attendono dagli adulti esempi validi e proposte serie. Non possiamo deludere le loro attese!”.

Ecco perché la Coldiretti, secondo il papa, non deve solo operare per la tutela delle imprese agricole ma deve impegnarsi “perché si attuino valide politiche sociali in favore della persona e della sua professionalità, considerando specialmente il ruolo cruciale della famiglia per l’intera società”. “Vi incoraggio – ha detto – a perseverare nella vostra opera educativa e sociale, portando avanti con generosità i vostri progetti di solidarietà, particolarmente nei confronti dei più deboli e meno garantiti”.

La questione sta a cuore al papa, perché, spiega egli stesso, “la Chiesa non è mai indifferente alla qualità della vita delle persone, alle loro condizioni lavorative, e avverte la necessità di prendersi cura dell’uomo e dei contesti in cui egli vive e produce, affinché siano sempre più luoghi autenticamente umani e umanizzanti”, ed “è ben lieta di coinvolgere anche le varie aggregazioni, come la vostra, che ispirano la loro azione ai principi della dottrina sociale cattolica”.

Ricorda il fondatore Paolo Bonomi, Benedetto XVI, e sottolinea: “A voi tocca, oggi, rimanendo fedeli ai valori acquisiti, porvi in coraggioso dialogo con le mutate condizioni della società. Vi sono, inoltre, richiesti una nuova consapevolezza e un ulteriore sforzo di responsabilità nei confronti del mondo agricolo. Sentitevi tutti coinvolti in tale missione”.

“Ciascuno si impegni, nel ruolo che ricopre, a sostenere gli interessi legittimi delle categorie che rappresenta – ha esortato poi il papa -, operando sempre con pazienza e lungimiranza, allo scopo di valorizzare gli aspetti più nobili e qualificanti della persona umana: il senso del dovere, la capacità di condivisione e di sacrificio, la solidarietà, l’osservanza delle giuste esigenze del riposo e della rigenerazione corporale e più ancora spirituale”. Ma soprattutto, dia il suo contributo “al rispetto della dignità della persona, alla ricerca del bene comune, all’onestà e alla trasparenza nella gestione dei servizi, alla sicurezza alimentare e alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, alla promozione dello spirito di solidarietà”.

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