Prosegue l’inchiesta vaticana sui documenti trafugati, Bertone dice: si cerca di dividere la Chiesa con le invenzioni

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I fatti oggettivamente non sono molti per ora. Paolo Gabriele ha avuto un colloquio con la Commissione cardinalizia che indaga sulle fughe di documenti riservati dal Vaticano, i cardianli Herranz De Giorgi e Tomko hanno riferito al Papa il risultato di 23 colloqui tenuti fino ad ora al ritmo di 4- 5 a settimana e per ora l’unico imputato Gabriele appunto, rimane in custodia cautelare mentre si proseguono le indagini e si preparano i prossimi interrogatori formali. Il resto sono illazioni, supposizioni o voci messe in giro ad arte. Di questo ha parlato lunedì 18 giugno Padre Federico Lombardi direttore della Sala Stampa della Santa Sede allo sparuto numero di giornalisti che segue regolarmente i briefing che da circa un mese si svolgono alle 13.00 in punto. Una occasione per rispondere alle domande dei giornalisti, ma anche per chiarire molti punti della vicenda che viene raccontata a volte in maniera fantasiosa altre in modo tendenzioso, e solo raramente, purtroppo, in modo oggettivo. A dirlo è il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di stato vaticano, di cui Famiglia Cristiana pubblica una dettagliata intervista anticipata oggi.

Il cardinale è appena rientrato da una visita in Polonia dove ha tenuti diverse conferenze: “«Un’esperienza entusiasmante», confida il porporato al rientro in Italia, «perché ho visto una festa di popolo, animato da una fede semplice e genuina e da un grande affetto nei riguardi di Benedetto XVI e della Chiesa. Era un appuntamento programmato già da tempo. Naturalmente con il pieno e benevolo appoggio del Santo Padre per questo viaggio nella terra del suo predecessore. In Polonia ho riscontrato un ottimo livello di riflessione e di dibattito sui problemi relativi al rapporto tra fede e scienza, sulle questioni della vita e, in particolare, sull’insegnamento sociale del nostro amato Pontefice».”

Il cardinale si esprime con fermezza e dice che il clima che si vive in Polonia è “totalmente diverso dalle meschinità e dalle menzogne propalate in questi mesi. Il Papa ha parlato recentemente di calunnia. Forse occorrerebbe fare una catechesi su questo vizio, per recuperare il senso della ricerca della verità. E anche il senso della proporzione dei fatti, soppesandone la reale consistenza. La Chiesa, nel frattempo, continua ad andare avanti nel proprio luminoso cammino. Da una parte, annuncia la verità e i princìpi che hanno trasformato la storia di tanti Paesi e di tante popolazioni. Dall’altra, promuove un volume immenso di attività caritative, a sfondo socio-assistenziale ed educativo. Questa positività di un lavoro capillare della Chiesa, unita al Papa e che ne riprende i grandi indirizzi e le concrete indicazioni, non passa sui mass media e nell’opinione pubblica.”

Una “accusa” ai media che fa eco a quello di alcuni giorni fa del Sostituto della Segretaria di Stato Angelo Becciu, che chiedeva un sussulto di eticità alla stampa. Il cardinale sottolinea: “Ci troviamo in un momento faticoso. Nessuno di noi intende nascondere le ombre e i difetti della Chiesa. Il Santo Padre continua a invitarci tutti, a cominciare da quanti rivestono ruoli di responsabilità, alla conversione della vita. Non solo purificando i nostri comportamenti, ma anche aumentando la nostra dedizione alla causa del bene. Non dimentichiamo che l’allora cardinale Ratzinger, per la Via crucis del 2005 al Colosseo, utilizzò parole forti: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Lui”. Dobbiamo, però, anche osservare che ci troviamo in un contesto italiano, che viene propalato a raggio universale, dove la risonanza è molto attutita. Anzi, all’estero si fatica a comprendere la veemenza di certi giornali italiani. La distanza permette una maggiore valutazione della prospettiva. Da lì si percepisce meglio quanto la pubblicazione di una molteplicità di lettere e di documenti inviati al Santo Padre, da persone che hanno diritto alla privacy, costituisca – come abbiamo più volte ribadito – un atto immorale di inaudita gravità. E un vulnus a un diritto riconosciuto esplicitamente dalla Costituzione italiana, che deve essere severamente osservato e fatto osservare”.

Tema scottante che anche oggi è stato ripreso da Padre Lombardi. “Occorre- ha detto- approfondire il rapporto tra libertà di stampa e di espressione personale, e rispetto per la corrispendeza, e tutela della privacy”. Tema spinoso. Dove finisce il diritto di cronaca e dove inizia il diritto alla privacy, alla riservatezza personale? Il cardinale Bertone non ha dubbi e fa riferimento all’ articolo 15 della Costituzione italiana. “Questa tutela della privacy del cittadino- si legge nella intervista a Famiglia Cristiana- è ancora valida per la società civile? Se chi scrive al Papa vede violato un proprio diritto costituzionalmente garantito in Italia, qualche problema bisognerà pur farselo. Il libro uscito di recente (Sua Santità di Gianluigi Nuzzi, ndr) e le lettere pubblicate dai giornali rendono quanto mai legittime diverse domande. La Costituzione, il patto che tiene unito un popolo e lo rende capace di obiettivi comuni, prevede cittadini di serie A e di serie B? Se chi scrive è un cristiano, i suoi diritti sono costituzionalmente meno garantiti rispetto a un’altra persona? Si può invocare il “diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”, previsto dall’articolo 21, per abbattere un altro articolo della medesima Costituzione? Ed è giusto mobilitare l’opinione pubblica in difesa della Costituzione soltanto a fasi alterne?”.

Domande che meritano un ampio dibattito e che mettono in luce uno dei problemi più caldi dell’etica dell’informazione e della libertà di stampa. Così ad esempio, in Italia si è ormai avvezzi a pubblicare nomi e fatti durante un’istruttoria, prima cioè di una rinvio a processo. Un fatto gravemente lesivo della dignità dell’indagato e spesso usato a fini politici. In Vaticano no. Si segue la regola della non pubblicità della istruttoria. E questo sembra creare problemi a chi ha scordato alcuni valori etici della professione.  Dice ancora il Segretario di Stato vaticano: “molti giornalisti giocano a fare l’imitazione di Dan Brown. Si continua a inventare favole o a riproporre leggende. Come quella che un monsignore del Vaticano sia venuto a Genova con l’incarico di dissuadermi dall’accettare la proposta di papa Benedetto XVI, che mi voleva come Segretario di Stato. È totalmente falso! Ma, in ogni ricostruzione della mia nomina, continuo a leggere questo episodio. La verità è che c’è una volontà di divisione che viene dal maligno. L’unità attorno al Papa è fondamentale. Dà forza alle opere della Chiesa per il bene comune e per la società civile. E, allora, si cerca di dividere.

In realtà, in Segreteria di Stato fra tutti i collaboratori c’è un’unità di intenti, un impegno di collegialità che non esiste altrove. Ci riuniamo sistematicamente, abbiamo uno straordinario clima di comunione, che è l’esatto opposto di quanto viene rappresentato dai mass media. Personalmente, non ho alcun segnale di coinvolgimento di cardinali o di lotte fra personalità ecclesiastiche per la conquista di un fantomatico potere. Come ha detto anche il cardinale Sodano, nell’intervista all’Osservatore Romano, è logico che, discutendo nelle varie riunioni, ci possa essere diversità di opinioni. Lo documentano i verbali, dove si indicano le ipotesi proposte e i numeri di quanti concordano sulle singole opzioni. Il tutto, poi, viene inviato al Papa affinché, dopo matura riflessione e preghiera con l’assistenza dello Spirito Santo, possa trarre le conclusioni e stabilire il da farsi. La dialettica del confronto è una tradizione della Chiesa sin dal tempo degli apostoli, che certamente non si tiravano indietro nel sostenere le proprie idee. Senza, tuttavia, sbranarsi a vicenda, ma riconoscendo sempre il primato di Pietro.”

Ovvio che non sia facile dall’esterno comprendere la logica della Chiesa. Ma il grave è che molti cattolici rischiano di non comprendere come stanno davvero le cose per mancanza di chiara semplicità nella comunicazione. A proposito della vicenda che coinvolge Paolo Gabriele ( da ricordare che il nome è stato fatto dalla stampa e solo successivamente confermato dal vaticano)– il cardinale dice: “Questo tradimento della fiducia è stato il fatto più doloroso. Però, è accaduto. I propri sentimenti, Benedetto XVI li ha personalmente espressi nell’Udienza generale del 30 maggio…Il Santo Padre ha provato dolore non soltanto per il tradimento di una persona di famiglia e perché sono stati trafugati dei documenti, ma anche perché la normale e legittima dialettica che deve esistere nella Chiesa assume il volto di una contrapposizione che sembra voler dividere fra amici e nemici.” Insomma il tentativo di creare sfiducia tra i collaboratori del Papa e ostacolare così la missione della Chiesa per il cardinale è chiara. E lo è anche a proposito della vicenda che riguarda la dirigenza dello Ior, con a sfiducia a Ettore Gotti Tedeschi, che continua attraverso i media una lotta che sembra più di rivalsa personale che per il bene della Chiesa.

“Nell’opinione pubblica- chiede FC al cardinale- è passata l’idea che Gotti Tedeschi sia stato licenziato perché voleva più trasparenza sui conti dello Ior. Cosa c’è di vero? E qual è la funzione di una banca per il Vaticano?”. Qual è la sua risposta? «La questione dell’ex-presidente dello Ior è chiara. La pubblicazione degli interventi del Consiglio di sovrintendenza mostra che il suo allontanamento non si deve a dubbi interni riguardo alla volontà di trasparenza, ma piuttosto a un deterioramento dei rapporti fra i consiglieri, a motivo di prese di posizione non condivise, che ha portato alla decisione di un cambiamento. Per di più, al di là degli scandali passati (che sono molto enfatizzati e periodicamente riproposti per gettare sfiducia su questa istituzione vaticana), lo Ior si è dato regole precise ben prima della legge antiriciclaggio. L’attuale Consiglio di sovrintendenza, composto da alte personalità del mondo economico-finanziario, ha continuato e rafforzato questa linea di chiarezza e di trasparenza e sta lavorando per recuperare a livello internazionale la stima che merita questa istituzione.

La funzione dello Ior è di operare a favore del Santo Padre, dei vescovi e degli istituti religiosi, per aiutarli a concretizzare quel volume di bene che la Chiesa svolge in tutto il mondo. Quando mandiamo aiuti alle situazioni più dolorose dobbiamo avere anche gli strumenti tecnici per operare. Io rinnovo la mia piena fiducia nei responsabili dello Ior. E invito a condividere questa fiducia, poiché la volontà di trasparenza dello Ior è innegabile. Questa volontà ha sempre guidato in modo particolare me e tutti i miei collaboratori».” Il cardinale Bertone conclude con una riflessione spirituale: stare sulla croce è parte della missione degli Apostoli. E rilegge la famosissima frase del cardinale segretario di Stato Ercole Consalvi. “Rispondendo a Napoleone Bonaparte che gli diceva: “E se domani mi proponessi di distruggere la Chiesa?”, affermò: “Maestà, fareste una fatica inutile. Non siamo riusciti noi preti, noi cristiani, con le nostre debolezze, con le nostre infedeltà, a distruggere la Chiesa! E vorreste riuscirci voi?”. Noi, però, ci siamo detti a vicenda, non vogliamo distruggere, bensì costruire. E non soltanto la Chiesa, ma anche una società a misura dei bisogni delle comunità e di ogni persona umana”.

Per ora dunque c’è solo da attendere i risultati dell’ inchiesta giudiziaria e della Commissione cardinalizia. Forse in settimana, ha detto Padre Lombardi, ci saranno altre notizie, ma il lavoro non è finito e bisogna essere attenti a non costruire ipotesi su elementi fragili o immaginari magari detti da qualcuno che non è degno di fede.” Insomma lasciamo lavorare magistrati, Gendarmeria e cardinali e poi valutiamo i risultati. Questo vale per la vicenda dei documenti trafugati come per il percorso che la Santa Sede ( e non lo IOR) sta facendo in seno a Moneyval (di cui fa parte come stato osservatore insieme a paesi come Usa e Canada) per arrivare ad una efficace normativa di completa trasparenza finanziaria. Anche questo un cammino riservato per volere dello stesso Comitato di esperti per la valutazione delle misure anti riciclaggio e di finanziamento al terrorismo, o più semplicemente Moneyval. La 39 esima plenaria si svolgerà dal 2 al 6 luglio. Solo dopo avremo un rapporto.

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